James “Sawyer” Ford

Dopo che l’aereo Oceanic 815 s’è spezzato in volo, ed è precipitato sull’isola, Sawyer fuma nervosamente in silenzio, apre un foglio e legge una lettera, fa un bilancio di cos’altro s’è spezzato, di quanto la sua vita sia precipitata in un abisso in cui non c’è più ritorno, non si può tornare indietro, non si può far finta di nulla dopo tutta quella distruzione, ma non ci si può far vedere deboli e vulnerabili, nella giungla si viene attaccati subito se sentono che hai paura, che hai bisogno, che sei dipendente, che hai mancanze, “basta pensare! Basta sentire tutto questo dolore! Reagisci! Devi sopravvivere anche questa volta! Sei in guerra, sei nella giungla, organizzati subito per non aver bisogni, per non chiedere nulla a nessuno perché nessuno ti darà nulla gratis, meglio tigri che pecore, meglio aggredire che essere aggrediti, meglio Sawyer che James.
Basta pensare, meglio “fare” che pensare, segui quelle persone nel bosco!”

Raggiunti gli altri subito una ragazza, Kate, gli da dell’egoista menefreghista e Sawyer le risponde “I’m a complex guy”, si sentono dei rumori, tutti scappano ma lui resta lì con i piedi puntati per terra, un orso polare si avventa su di lui, gli spara.
Subito il sospettoso Irakeno e Kate gli chiedono “da dove spunta” e lui gli risponde

Sawyer: Dal paese degli orsi! E io che diavolo ne so?!….Era a terra, la fondina alla caviglia, la pistola, ho pensato, ci sarà utile…infatti ci ho steso il bestione!
Kate: Come sai che era uno sceriffo?!
Sawyer: Dal distintivo sul petto, gli ho preso anche quello, mi piaceva!
Sayid: Io so chi sei, eri il suo prigioniero
Sawyer: Sospetta pure di me, come io sospetto di te! Sono un criminale, e tu un terrorista! Tutti qui facciamo una parte, tu quale fai?!

Ed è la seconda volta che in quella giornata ha uno scontro diretto con un carattere altrettanto forte, infatti già precedentemente, e da subito si scontra/confronta con Jack dicendogli “Agli ordini dottore…sei tu l’eroe!”, con rabbia, con invidia, con senso di sfida perché a lui gli ordini nessuno gliene ha mai dati e non li ha mai tollerati, il tutto con uno spiccato senso dell’analisi e della sintesi, su chi è cosa e com’è, sul che ruolo ha apparentemente, e non, quella persona in quel luogo, che ruolo recita, chi è l’eroe, chi è il buono, chi è il cattivo e chi deve solo ubbidire, chi sono le pecore.

Poi ha uno scontro con Kate, all’apparenza il collezionista di donne come se fossero figurine le dice che già ne ha avute come lei, ma Kate gli risponde che lei non è come tutte le altre.

Subito da felino che si aggira silenzioso nella giungla inizia ad accaparrarsi tutti gli oggetti che trova per la sopravvivenza, e da usare come merce di scambio, accumula, nasconde, scava, difende, come una tigre con il proprio cibo e con tutto ciò che è importante alla sussistenza, lui sa come fare, ha sempre fatto così e sa come va il mondo, come è sempre girato il mondo intorno a lui e come è stata sempre la sua vita fatta di privazioni, emotive; per questo è bene accumulare cose per darsi l’illusione che si è pieni, che non si ha fame più, che si ha tutto quello che ci necessita, se stessi e le proprie cose.

Ma Sawyer non lo fa con lo spirito dell’avaro, perché poi questi oggetti o i soldi non hanno un valore per lui, li usa, li sfrutta, li butta, ma ne ha sempre bisogno, ha sempre fame, non si riempie mai, non si sfama mai, è intelligente Sawyer perché poi in fondo sa che non sono le cose che arricchiscono o fanno soddisfatta, sazia, una persona, con gli oggetti non si riempiono i profondissimi vuoti interiori, quella fame d’amore, attenzioni, affetto che Sawyer non ha mai avuto, per questo è vuoto e ha sempre fame.

Ma non è un insensibile come vuole apparire, anzi a suo modo, vista la maschera da Sawyer che indossa, può fare il lavoro “sporco” con apparente distacco, sa che lo sceriffo sta morendo e sa che bisogna porre fine alle sue sofferenze, e sa che Jack non lo può fare, e sa che Kate è stranamente legata a quell’uomo con un pezzo di ferro nel petto, sa che dovrà farlo lei se non si propone lui di toglierle quel peso di dosso, lo fa ma per l’angoscia sbaglia a colpirlo e dirà a Jack:

“Anche se non mi piace più di quanto piaccia a te. Qualcosa andava fatta!”

Raramente fa vedere quello che prova, quello che sente, quello che pensa di se stesso, come si sente in mezzo agli altri, nella società e che in fondo non si piace non si accetta e non si vuole bene per nulla; dopo che Boone è stato incolpato del furto d’acqua gli dirà:

“allora che si prova a prendere il mio posto in cima alla lista dei più odiati da tutti …. fa schifo, non è vero?”

Poi Jack deciderà che è meglio stare alle grotte e l’indipendente, disadattato e out-side Sawyer non deciderà per se stesso ascoltando solo il suo pensiero ma andrà, prima di decidere se spostarsi, da Kate, lui andrà dove andrà lei, forse perché non ha null’altro di interessante da fare sull’isola, oltre a leggere, perché è una preda che da cacciatore di donne vuole catturare, perché lei è un’altra sfida, o solo perché la sente un’anima affine.

Kate riesce sempre a pungerlo nel vivo, gli butta in faccia quello che pensa di lui, come lui appare, o vuol apparire, uno sciacallo, parassita che prende tutto senza dare niente, che non vuole lasciare l’isola perché non ha niente da perdere, nessuno che gli manchi e non manca a nessuno, che lo compiange e che prova pena per lui. Lui reagirà come fa sempre, con sarcasmo, apparente distacco, e le da sottilmente della superficiale visto che ha già fatto quel quadro completo di lui, di Sawyer.

Ma con lui basta chiedere “per favore” e si ottiene tutto quel che si desidera, senza neanche necessità di un baratto (Hurley, Sun), James è così, invece se lo si prende di punta, in malo modo, si pretende, si sfida Sawyer lui non cede, si vendica, semmai non al momento, medita vendette a sangue freddo, lucide, studiate, ragionate, pianificate per fare più male, per ferire a morte l’avversario, il nemico, lo/a sfidante, e tutte le armi sono lecite per ottenere lo scopo, anche usare inconsapevoli burattini carne da macello, lo scopo è vincere non importa chi si sacrifica per la battaglia.

Se invece lo si prende dal verso giusto, con i giusti modi si riesce persino ad imbrogliarlo, a raggirarlo, e quando capisce che anche il truffarlo è fatto in buona fede e addirittura per fargli del bene lui accetta placidamente la sconfitta, ma se ci sono sfide lui non vuol perdere mai, non mollare mai, non abbassare la testa mai, a costo di farsi torturare e cavare un occhio da un irakeno, o farsi ammazzare di botte e torturare da un Others, lui risponde sempre con sarcasmo, ironia, un nomignolo cucito a pennello addosso al proprio avversario, diventa più pungente di un ape, più distruttivo di una tigre sfidata nella giungla. Si spezza ma non si piega.

E si vendicherà anche con Kate, è stato colpito nel vivo, ha provato altruisticamente a rincorrerla per informarla sulle sorti di Jack ma di nuovo è ferito da lei, inducendolo alla chiusura, le dirà ciò per cui era corso da lei solo dopo, solo quando il suo gesto alla James poteva diventare uno alla Sawyer, ferirla con quella drammatica notizia datale in ritardo.

Tentando poco prima ancora di farle vedere James, il suo avvisarla, che se lo guardasse bene capirebbe che James non è tanto differente da Jack, ma l’ulteriore ferita infertagli da lei con il “come osi paragonarti a lui” gli da adito a sferrarle il colpo finale. Come una danza dialettica tra due scorpioni; questa si trasformerà anche in “fisica” tramite testate, pugni, schiaffi, atterramenti e tentativi di difesa e immobilizzazione da parte di lui della sfidante/preda.

Ed anche con Jack sarà una perenne sfida e competizione, sia per invidia su chi “comanda l’isola”, su chi riceve fiducia, ascolto e affetto da tutti, sia per gelosia, visto che Kate ha stima, affetto e occhi particolari per il dottore. Forse Jack è visto come quel padre/fratello/amico buono sempre pronto, disponibile, e altruista che James non ha mai avuto, che ha sempre desiderato, che ha sempre invidiato ad altri che avevano una figura maschile forte ed affidabile su cui contare nella vita.

Con Jack si comporta come un ragazzino piccolo che fa dispetti a tutti e specialmente a “papà” pur di attirare la sua attenzione, pur di esser preso in considerazione da lui, pur di ottenere da lui saggi dettami di vita, su come si vive, su cos’è buono e cosa sbagliato, per ottenere da lui un senso del limite.

Ma Jack non lo capisce tutto ciò, anzi spesso e volentieri lo prende dal verso sbagliato, quella tattica di James del “chi disprezza vuol comprare” la interpreta solo come disprezzo ed ostruzionismo e per reazione alle sfide impostegli, gli ordina, lo comanda, l’offende ottenendo da Sawyer ancora più dispetti, sfide, punzecchiamenti, che Jack a volte coglie ma spesso ignora irritando ancor più il suo interlocutore, che preferisce ottenere la guerra piuttosto che l’indifferenza di Jack.

E a suo modo, quando Jack meno se l’aspetterà, James gli regalerà il corrispettivo di quello che Jack ha fatto di buono per lui, gli donerà le ultime parole di Christian piene d’affetto e stima per il proprio figlio, e gli dirà di considerarlo il suo migliore amico, quello che non ha mai avuto, e non è facile ottenere qualcosa di così denso profondo e positivo da James che non s’è mai fidato ed aperto così con nessuno, specialmente con una figura maschile, a cui darà ascolto e che seguirà senza alcuna remora in ogni missione pericolosa che troveranno davanti, perché James è così, e il suo profondo legame con lui andrà oltre le rivalità in amore.

Nella puntata 1.08 – Il truffatore – Confidence man, vediamo cosa fa per “mestiere” Sawyer, chi è Sawyer e come James lo considera e si considera, cosa lo tormenta, cosa prova, come si sente.

Sawyer è un truffatore, adesca le donne, si finge “Sawyer uomo d’affari”, le raggira convincendole di farsi dare grosse somme di denaro per attuare miracolosi affari, con la promessa poi di fuggire insieme con il malloppo abbandonando tristi mariti. Ma avuta la somma sperata Sawyer sparisce lasciando senza denaro i frustrati coniugi.

Quando aveva 8 anni questo accadde alla sua famiglia, l’uomo “di fiducia” Sawyer va a letto con la madre per rubare poi seimila dollari ai suoi genitori, il padre scoperto d’esser stato derubato uccide la madre e poi va a spararsi sul letto di James, dove prontamente la madre l’aveva fatto nascondere sentendo le grida funeste del padre, James piccolo assiste alla scena, terrorizzato ed immobilizzato sotto al suo letto, così dopo la tragedia scriverà quella lettera giurando vendetta.

Ma a 19 anni per restituire seimila dollari a della gente cercò una bella donna con un marito scemo ed iniziò a vestire anche lui i panni di Sawyer, incurante degli altri, dei loro drammi e frustrazioni, che userà, queste debolezze umane, fruttandole a proprio beneficio, non si ferma davanti a nulla Sawyer, freddo calcolatore cinico, non si cura della distruzione che lascia dietro di se dopo il suo “intervento”, nulla lo tocca, nulla lo scalfisce….ma James ha un limite, prende il sopravvento su Sawyer se vede un bambino piccolo figlio della coppia d’ingenui, lì s’immobilizza, molla tutto, anche i propri soldi, scappa, perché non riesce a far vivere a quel bambino ciò che ha dovuto subire e vivere lui, questo è il limite di James a non aver il coraggio o il cuore di ferro di divenire fino in fondo Sawyer quello che un anima non ce l’ha.

James odia Sawyer, odia quelle parti di se così distruttive ed insensibili, si considera un mostro, un’anima nera, un insensibile, un meschino, si considera “il cattivo” il più cattivo, quello che non cambia, non potrà mai cambiare perché l’essere Sawyer fa parte di se, non si può mentire in quello, non si può fingere, può fingere nascondersi da tutti ma non da se stesso.

Si confesserà a Kate cercando in lei attenzione, comprensione, forse un po’ di accettazione per quello che è, per quello che lui stesso disprezza e odia, ma non si vuole far vedere così “James”, bisognoso, indifeso, vittima, passivo al suo destino e all’essere com’è.

Qualcuno ha bisogno di qualcosa da lui, Sawyer fa credere d’avere l’inalatore dalla parte del manico, Kate gli va a chiedere cosa vuole in cambio, lui come baratto le chiede un bacio, un qualcosa che lui desidera e che pensa quella donna non gli darà mai, allora l’unico modo per ottenerlo è rubarlo, come ha sempre rubato l’affetto e le emozioni degli e dagli altri, potrebbero “voler bene e baciare” qualcun altro, la recita di un altro Sé, non James, a lui l’affetto e l’amore non gliel’hanno mai donato spontaneamente e gratis, ha dovuto sempre recitare per ottenere, rubandosi qualche attenzione.

James da a Kate la lettera che riguardava sempre, la costringe a leggerla, le fa vedere lui chi è, ora si che lo conoscerà bene per quello che è e non lo bacerebbe mai, non gli donerebbe mai l’amore che cerca, che anela disperatamente, quel bambino affamato da quando aveva 8 anni, da quando a 8 anni è arrivato Sawyer e James non è stato nutrito più dall’affetto dei propri genitori.

Jack lo sfida, lo provoca l’offende e James pur di non cedere il punto e pur di far scendere nella giungla anche Jack, per svilire la sua eroica e corretta immagine agli occhi di Kate e di tutto il gruppo, visto che “non sono tanto diversi tra loro” ed a mali estremi estremi rimedi. Sawyer provoca apposta con il menefreghismo Jack, si fa persino prendere passivamente a pugni da lui, per far vedere, a Sun e Jin nelle vicinanze, com’è violento e iroso Jack, usa il chi tace acconsente e si fa persino legare ad un albero e torturare da Sayid, il tutto per non mostrar paura, per sfidare e cercare la morte, persino sperando che Jack, colpito nel vivo dalla gelosia, lo lasci morire.
Il tutto per rubare ed estorcere una dimostrazione d’affetto e desiderio da parte di Kate, ottenuta quella, ottenuto quel briciolo può anche lasciare la sua miserevole vita.

Alla fine riesce ad ottenere anche l’attenzione di Kate, il volere capire chi si cela dietro quell’uomo così autodistruttivo e autolesionista, quello che punta come Sawyer a farsi odiare e disprezzare da tutti, far provare anche a loro quello che prova e pensa di se. Ma con Kate non ci riesce, Kate è riuscita a vedere James dietro la maschera da Sawyer.

Sawyer alle cure di Jack reagisce con la sua solita vena cinica, che Jack è lì solo per riguadagnarsi il paradiso dopo esser sceso con lui nella giungla, nei bassi istinti umani, per torturarlo.

James non è abituato a ricevere gratis delle cure da qualcuno, non sa relazionarsi su un campo civilizzato di affetto, rispetto e generosità, preferisce giocare su quello in cui le regole sono “faccio qualcosa per ottenere qualcosa in cambio, o per me stesso, per sentirmi migliore, per sentirmi buono” e infatti finisce per farsi mandare a quel paese stuzzicando la gelosia di Jack.

È sempre meglio tenere lontano le persone da se e stare lontano da loro, così non si soffre, non ci possono scoprire con i nostri punti deboli per poi ferirci, deluderci, abbandonarci; per questo James ha sempre vissuto nel sottobosco della società, sempre in guerra, in piena giungla dove può arrivarti sempre del male, al quale ormai si è avvezzi e ci si sa muovere, vivendo sul “chi va là” colpendo sempre per primi per non perire sotto i colpi inferti dalla vita, per riuscir sempre a sopravvivere, senza affetti e senza legami che possono solo farti confrontare con le tue incapacità di dare ed amare, per questo c’è Sawyer e ci si nasconde dietro e nei suoi panni.

Tiene tutti a distanza e mette delle distanze di sicurezza tra lui e i Losties, irritandoli, indisponendoli, appioppandogli sarcastici, pungenti e dissacratori soprannomi, perché lui le studia le persone e capisce dove può pungere nel vivo, dove può far più male, per farsi allontanare, per farsi odiare, è l’unico sentimento che conosce bene e che sa magistralmente gestire, la distruttività, James si difende così dalle emozioni e rapporti umani, usa Sawyer per proteggersi dagli altri.

Per questo si sente a disagio nell’unirsi al gruppo, dopo l’incitamento di Kate le risponde “Non amo la folla. E sinceramente la folla non ama me”, ma James ci prova, fa lo sforzo ed ascolta l’altra senza tetto, a suo modo cerca di partecipare, sempre tenendo la maschera Sawyer, continuando a recitare il suo ruolo, l’anti-Jack, quello che lo sfida, quello che lo svaluta, ma Kate l’ha compreso e sa quanto è stato difficile per lui fare quello sforzo, quel passo verso gli altri del gruppo, Sawyer si gioca quello che cercava Shanon, e un po’ per opportunismo, Boone, un po’ per affetto, Kate, accettano la sua sfida; la guarderà colmo di gratitudine per averlo accettato e visto così com’è, bisognoso.

Sawyer non vive di vendette cieche, non porta rancore quando sa che infondo certe azioni negative se le meritava, se l’è cercate, ha stima di chi fa concretamente del bene agli altri e si occupa e preoccupa della comunità, lo vediamo nell’incontro con Sayid, dopo le torture ricevute, quando l’irakeno ritorna ferito alle grotte dall’autoallontanamento per le spregevoli azioni commesse sul cafone del sud; James non gli da pan per focaccia anzi crede nel karma, che tutto quello che facciamo prima o poi ne raccoglieremo i frutti nel bene e nel male, che tutto l’effetto delle nostre azioni ci ritornano indietro sotto altre forme, come rimorso, sensi di colpa, e la dolorosa coscienza di se, di dover vivere soli con se stessi in quel dolore cieco per tutto il male che si è fatti, il sentirsi senza anima, ormai morti da tempo.

Questo “sentire” lo accomuna molto con Sayid da farli sentire gli unici disposti e capaci a compiere il lavoro “sporco” per difendere la comunità dai nemici, da chi è lì per nuocere, come li vedremo con Juliet e come subito agiranno uniti, ricevuta la registrazione della spia e con i compiti che essa doveva assolvere per conto di Ben.

Il giorno dopo il rapimento di Claire, Sawyer decide di seguire nell’ombra Kate nella giungla per proteggerla, ma rimedia solo una sassata, troveranno sul fondo di un laghetto con cascata una valigetta di ferro incastrata sotto un sedile del volo 815, con cadaveri annessi, Sawyer ruba i portafogli…perché non si sa mai…sarà deformazione professionale!? Kate invece gli dice che quella valigetta è sua, per tutto il giorno indiranno una lotta all’ultimo sangue per il possesso di quell’oggetto, Sawyer arriverà addirittura a volerlo cedere pur di sapere da Kate che mistero e segreto nasconde e perché a lei è così caro.

Kate pur d’ottenere la valigetta, e non rivelargli i suoi segreti, va a chiedere aiuto a Jack, che minaccerà di cancrena Sawyer non dandogli più i medicinali di cui necessitava; li ha Jack i medicinali, e James dipende da lui, anche nel subire passivamente un ricatto, deve riavere quei medicinali non può pregare ed esser grato a qualcuno per la sua benevolenza e servigi perché poi questi avrà qualche potere su di lui.

Preferisce avere lui il dominio sugli oggetti, così in un perverso modo gli altri lo interpelleranno, avranno bisogno di lui, del suo aver avuto il coraggio e lo stomaco d’andare a rovistare tra i cadaveri prima che tutto fosse bruciato, vuole fare il supermarket Sawyer, vuole che gli altri dipendano da lui, pagando anche lo scotto di esser considerato un ladro e uno sciacallo.

Sawyer ha inquadrato perfettamente Kate, perché è come lui, pur di ottenere qualcosa farebbe di tutto, userebbe gli altri per i propri scopi, mentirebbe, fingerebbe, reciterebbe, farebbe carte false, documenti falsi, forse avvelenerebbe anche qualcuno pur di ottenere ciò che si è prefissata.

Ogni volta che qualcuno è in pericolo e c’è una missione di recupero o protezione di qualche Losties Sawyer non si tira mai indietro, una volta per far si che Claire non venga di nuovo rapita da Ethan, una volta per cercare Michael, una volta per andare a recuperare Wuolt, rischierà anche la vita per far si che il bambino non venga rapito dalla zattera, un’altra volta vuole tornare da solo e a mani nude in spiaggia per salvare Sayid, Jin e Bernard, perché James è così.

Nella puntata 1.16 – Fuorilegge – Outlaws, ci è dato esplorare un altro pezzo del passato di James Ford, in un punto cruciale della sua vita, quando varca quella soglia tra l’essere James, che si nascondeva dietro la maschera Sawyer, ma con un codice morale che lo faceva esser ancora James che giocava al trasformista, all’imbroglione, nel divenire Sawyer l’uomo che uccide, l’uomo che distrugge, quello che recide delle vite con le sue azioni, quello che valica quel punto di non ritorno, l’omicidio di un altro uomo, la cui immagine lo perseguiterà per sempre con la più pesante consapevolezza di aver ucciso un innocente e non quell’uomo artefice e causa di tutti i suoi dolori.

Un suo socio lo informa di aver trovato il vero Sawyer, è a Sidney e ha un furgoncino in cui cucina e vende gamberetti, è lì il suo uomo!

Vola a Sidney, al porto va a comprare una pistola da un tipo che gli dirà “fissa un uomo negli occhi puntagli una pistola contro e scoprirai chi sei, e se scoprirai che non sei un assassino, non c’è rimborso”, James gli risponde di non preoccuparsi. Ma James è preoccupato, dove troverà il coraggio per mettere in atto la vendetta meditata da una vita? Va in un bar, si trova di fianco un uomo ubriaco, Cristhian Shepard, un uomo finito che parla dei suoi fallimenti come medico ma ancor più come padre, e suo malgrado convincerà e spingerà James a compiere la sua missione, portare a termine il suo lavoro.

James va due volte dall’uomo dei gamberetti, il giorno non ha il coraggio di “farla finita” con la sua ossessione, ma dopo le parole di Christian torna dall’uomo ignaro e gli spara, questo morente farà capire a James che ha ucciso l’uomo sbagliato e che questa azione gli si ritorcerà contro, il peso, il rimorso non lo abbandonerà mai più.

Infatti vediamo sull’isola Sawyer che si sente braccato, perseguitato e preso di mira da un cinghiale, che lui reputa incarnazione/vendetta dell’innocente a cui ha spezzato la vita, o forse è il fantasma di quel padre omicida-suicida, quell’uomo debole che non ha saputo trovare altra soluzione alle proprie angosce se non l’uccidere e poi la morte.
Passerà due giorni a cercare il dispettoso e pernicioso animale per ammazzare di nuovo quel senso di colpa, quell’angoscia che lo rincorre e lo attanaglia.

Gli darà il suo aiuto nelle ricerche Kate, in cambio del libero accesso a tutto il supermarket.
Ma lui lo sa che quella donna l’ha seguito perché anche lei, come lui, non sente di far parte di quell’isola, non è come le altre persone, è una “fuori dalle leggi” come lui, e che una sorta di strana affinità e filo d’esperienze di vita li accomuna, infatti lo scopriranno giocando ad un gioco, dall’iniziale ilarità e superficialità delle domande, si scende sempre più nell’intimo e nel profondo, James non si è mai innamorato, Kate invece non ha mai avuto una storia di una notte, è stata per poco tempo sposata, ma ecco cosa li accomuna: hanno entrambi ucciso un uomo.

Son cadute le maschere delle recite che sostengono costantemente con il mondo, e sono usciti nudi con la cruda e dolorosa realtà che ha cambiato il corso interiore, e non, delle loro vite, l’esser capaci di uccidere, il non trovare altre soluzioni che non la morte di chi reputano li faccia soffrire.

Alla resa dei conti, trovandosi faccia a faccia con quell’animale innocente Sawyer lo guarda negli occhi e non gli spara, perché “è solo un cinghiale”. Sa che tutto quel dolore non si colmerà e risanerà con un’altra morte, un’altra vendetta, James lo sa. E Kate lo osserva, attende in silenzio per capire lui chi è, se è “malato” o se un cuore ce l’ha.

Va a restituire la pistola, prestatagli, a Jack affrontandolo con il solito sarcasmo e con la solita voglia di stuzzicarlo nel vivo, durante la conversazione intuisce che è il figlio dell’uomo incontrato a Sidney in quel bar.

Dopo quella serata intorno al fuoco, dopo quello scambio così intimo, con Kate, James decide che si deve “mettere in salvo” da quello che già prova per quella donna, che sa non potrà mai essere sua, perché c’è Jack che è migliore di lui in tutto e perché lui è Sawyer non degno d’esser amato da nessuno.

Viene preso da sempre più forti e costanti mal di testa ma non va a chiedere aiuto a nessuno, tanto meno darà mai a Jack la soddisfazione d’aver bisogno di lui, di dipendere da lui, come una tigre ferita e dolorante nasconde il suo malessere per non essere attaccato ora che è più debole, e perché non ha mai fatto affidamento su nessuno poiché a nessuno è mai importato di lui.

Va a chiedere di nascosto a Sun qualche erba medica ma non ne ha giovamento, Kate se ne accorge e va a chiedere a Jack di occuparsene, da bravo medico paziente e coscienzioso va a far visita a domicilio del suo recalcitrante impaziente paziente e infatti Sawyer non si vuole affidare a lui, ma i dolori non passano e Kate lo costringe a forza d’andare dal dottore.

Scopriamo che James aveva uno zio che è morto per un tumore al cervello, che è andato a prostitute, ha contratto malattie trasmesse per via sessuale, ed è presbite.
Inizialmente si rifiuta di perdere in look, come non rinuncia all’acqua di colonia anche se va a caccia di cinghiali, ma alla fine accetta di assomigliare ad Harry Potter.

Si trova a parlare di rapporti di coppia con Michael della sua visione di come dovrebbe essere l’intesa con la propria donna, se scoprisse che gli mente fuggirebbe a nuoto. È James che parla, lui vuole ciò.

Arriva defilata Kate che gli chiede tutte le sue riserve di medicinali, s’alza lesto e preoccupato dandogliele tutte ed offrendosi a dare il suo aiuto anche in altro modo, ma Kate gli dice che non è necessario.

Boone muore, nasce Aaron che lo sceglie come suo narratore personale, nonostante James si senta molto impacciato in quel ruolo accetta di leggere incessantemente per far calmare e dormire il bambino.

È quasi tutto pronto per la partenza in zattera quando Kate lo sfida, vuole il suo posto, ma Sawyer non ha nessuna intenzione di cederglielo, lui deve allontanarsi da quell’isola e da lei, porre fine a tutto quello che sente, forse riuscendoci morendo in mare.
Si arriva a uno scontro finale con Kate, in cui lui la scopre davanti a tutti rivelando quello che ha subito intuito di lei, era la prigioniera dello sceriffo.

Kate è profondamente ferita da questo tradimento, non lo reputava capace di tanto e lui, invece, la credeva avvelenatrice pur d’andar via, aveva accettato la sfida e per lui era senza esclusione di colpi, non chiede scusa perché ci si è sentito costretto da lei, lo doveva fare, l’ha sfidato e lui le ha creduto che Kate fosse capace altrettanto di tutto.
Kate gli chiede perché vuole andar via a tutti i costi e lui le risponderà che “sull’isola non c’è niente per cui valga la pena di restare”, perché sa che lei non lo amerà mai, non ha speranze che un giorno possa accadere, e perché non può continuare a vederla protesa verso un altro, lui lo sa, lo sente che è “la ragazza di Jack”, come la definisce.

Kate forse qualcosa intuisce da quello sguardo, da quella frase senza futuro, che lui attende solo una parola, un cenno per trovare un briciolo di speranza che gli permetta di restare lì, ma Kate non vuole dargliela, è troppo ferita dal suo tradimento, dal non potersi fidare di lui, da amico intimo che sa i suoi profondi segreti e che conosce la sua anima si è trasformato in un pugnalatore per una sfida accettata, gli risponde solo:

Kate: “mettiti in salvo, Sawyer”

Forse riferendosi al: da quello che prova o dalla sua distruttività. Sarà il loro ultimo saluto, lei non vorrà trovarsi lì mentre salpano, lei non è brava con gli addii, lui la cercherà con lo sguardo.

Prima di partire Jack porterà una pistola a Sawyer per difendere quelli che si troveranno con lui sulla zattera, e in questo addio James si sentirà di regalare a Jack le ultima parole di stima di suo padre verso di lui.

Sawyer: quando tornerete saremo in mare, questo è una specie di addio
Jack: si, direi di si, auguri Sawyer
Sawyer: Jack, una settimana prima di partire ho conosciuto un uomo in un bar di Sidney, americano anche lui, un dottore. Io mi sono ubriacato tante volte ma quello là stava battendo ogni record. Parlando è venuto fuori che aveva un figlio, anche lui dottore; tra i due c’era stata una brutta lite, lui si sentiva in colpa e anche il figlio negli Stati Uniti non si dava pace. I figli sono come i cani, tu li bastoni e loro pensano di esserselo meritato. Comunque, nel bar c’era un telefono, e questo tale, Christian, mi dice di voler trovare il coraggio di chiamare il figlio, per chiedergli scusa e dirgli che come medico era più bravo lui, che l’ammirava e gli voleva bene. Sono dovuto andar via ma qualcosa mi dice che non ha fatto quella telefonata…Piccolo il mondo.
Jack: Già.
Sawyer: Buona fortuna

Salpano con la zattera; per ingannare il tempo Sawyer, più curioso di un gatto inizia a leggere tutti i messaggi contenuti nella bottiglia, e ci sarà un bellissimo dialogo tra ragazzini

Walt: e se io leggessi il tuo?
Sawyer: non puoi leggere il mio messaggio, io non l’ho scritto
Walt: perché no?
Sawyer: l’unica lettera che abbia mai scritto è all’uomo che ucciderò
Walt: perché lo ucciderai?
Sawyer: perché devo
Walt: perché?
Sawyer: perché si!

Ed un altro con Michael su chi è James e cosa vuole

Sawyer: sai che mi piace di te? Hai la pazienza di un santo
Michael: ah si? E perché scusa?
Sawyer: vedo come lui si rivolge a te, per come si comporta, fa quello che vuole gliel’avrei già fatto conoscere il palmo della mano
Michael: tu dici eh?!
Sawyer: costa meno di uno psichiatra
Michael: tuo padre faceva così? Usava il palmo della mano?
Sawyer: non ha mai avuto l’occasione di picchiarmi, si è sparato che avevo 8 anni
Michael: è per questo che vuoi morire?
Sawyer: come?
Michael: era dal giorno in cui ti sei offerto di venire che me lo chiedevo: perché uno che pensa solo a se stesso dovrebbe rischiare la vita per salvare quella degli altri? A mio avviso le risposte sono soltanto due, o tu sei un eroe, o vuoi morire
Sawyer: bhè…non sono un eroe Michael

James non vuol essere un eroe, si sente troppo a disagio nel ruolo, sotto il peso delle aspettative altrui, il suo non sentirsi all’altezza e degno farà si che inevitabilmente li deluderà, lui fa per gli altri in situazioni di pericolo, forse per sfidare sempre la morte poiché non ha nulla da perdere, o forse solo perché sente che deve farlo, visto che andrà a rischiare la vita anche quando avrà una donna che ama, che sta con lui e che forse aspetta un figlio da lui, James lo fa ma lontano dai riflettori, lontano dagli applausi, lontano dal clamore dell’essere “eroe”, ma James lo fa, perché James è così.

Nella notte intercetteranno il segnale che vi è un’altra imbarcazione, sparano un segnale, vengono abbordati da una barca, il cui capo, Mr Friendly, intima di consegnargli Wuolt, James gli spara per impedirlo ma viene colpito da un proiettile alla spalla e finisce in mare, Wuolt viene rapito e la zattera sarà fatta esplodere.

James riesce a recuperare il corpo di Michael e gli farà una respirazione bocca a bocca per rianimarlo, Michael è furioso e non gli riconosce ne d’avergli appena salvato la vita e ne che s’è beccato una pallottola per difendere Wuolt, quindi James decide di separarsi da lui e di sgolarsi un po’ per farsi sentire da Jin, poi si toglie il proiettile dalla spalla a mani nude e tenta di nuotare ad un pezzo di zattera più solido per non restare su quella precaria e rischiare la vita lui e Michael, cercando poi di non farsi azzannare da uno squalo firmato Dharma.

Il mattino dopo la corrente li riporta in spiaggia ma dall’altro lato dell’isola, si vedranno arrivare in contro urlante Jin “others others”, giusto il tempo di vedere degli straccioni che li tramortiscono a legnate, si risvegliano in una buca. Vi viene successivamente gettata una ragazza, Ana Lucia, alias “Hot Lips”, Sawyer le annuncia che l’incontrarli è la migliore cosa che le potesse capitare lì, si scopre che fa parte dei passeggeri della coda del volo 815, ma vista la pistola di Sawyer subito la donna s’insospettisce sul come lui può aver fatto salire quella pistola sull’aereo, James le risponde che è un tipo fortunato, ma la ragazza lo colpisce rubandogli l’arma, si fa tirare fuori dalla buca da un omone nero.

I due gruppi si chiariranno ma la sfida tra Sawyer e quella “Rambina” non ha tregua e mai l’avrà, Ana vuol tenergli testa, lo vuole assoggettare, gli intima di ubbidirle e lui le risponde sempre a tono sarcasticamente, fino a farsi riempire di botte pur di non darle l’ultima parola, le sfide, i bracci di ferro sono pane per i suoi denti da animale selvaggio, da tigre senza giogo.

Michael scappa in cerca del figlio ma Sawyer, ferito, non si sente d’andarlo a cercare, non si può impedire ad un uomo di fare quello che vuole e sente, nascondendosi dietro al motto che ha sempre usato per giustificare la sua idea di libero arbitrio, o il suo menefreghismo, per giustificare il suo voler “sopravvivere”, “Every man for himself” “Ognuno pensi a se stesso”, ma in fondo, nella realtà dei fatti James non è così, è solo la maschera Sawyer che gli fa ripetere a cantilena quel motto affinché nessuno s’aspetti alcunché da lui.

Intraprendono la traversata dell’isola che li porterà dai “nostri”, ma le condizioni di James per la ferita alla spalla peggiorano di ora in ora, dice ad Ana di lasciarlo lì, e quando sviene per la setticemia in atto chiede a Michael di abbandonarlo, perché lui l’aveva abbandonato, non si merita altro, è giusto che muoia lì.

Sawyer: io ti avrei abbandonato
Michael: zitto amico, non provarci
Sawyer: infatti ti ho abbandonato
Michael: bhè menomale che io non sono te… ehi no no Sawyer!

Michael costruisce una lettiga per trasportarlo, anche Eko decide di tagliare per la giungla per salvargli la vita, mettendo in maggior pericolo quella di tutti gli altri, ma “lo deve fare”, nell’ultimo tratto se lo carica in spalla per portarlo dal dottore.

Arriva nelle mani esperte di Jack con febbre altissima e delirante, Kate sussurrandogli nell’orecchio riesce a fargli ingoiare la medicina, lo assisterà ininterrottamente, nell’unico momento, in cui si allontanerà per procurarsi della frutta da dargli, Sawyer febbricitante rivelerà di amarla, sotto lo sguardo di un Jack spettatore attonito e stupito.

Un’altra sensazione, emozione, questa volta d’angoscia, rimorso che lo attanaglia viene fuori durante un altro momento di delirio per la febbre alta, i suoi sensi di colpa per l’omicidio dell’uomo dei gamberetti; si tormenterà come se il fantasma gli chiedesse “mi hai ucciso, perché mi hai ucciso?”, Kate spettatrice crederà che sia una cosa riferita a se stessa, le sue angosce, i suoi sensi di colpa per l’omicidio di Wayne, ma entrambi sono angosciati e tormentati dal proprio errore.

Sawyer si sveglierà ascoltando le conflittuali emozioni di Kate che prova per lui; lei continuerà a prendersi cura di lui, come infermiera, parrucchiera, fisioterapista, facendogli notare che ora tutti gli vogliono bene, che non c’è più bisogno fare la “parte” del cattivo, ma James si sente molto a disagio nel ruolo del ben voluto, le dimostrazioni d’affetto lo spiazzano, non c’è abituato, non sa gestirle, non sa dimostrarne altrettante, o almeno come usano le altre persone, lui quell’affetto non se lo merita, lui è sempre Sawyer, non è James che ha bisogno degli altri e delle loro amorevoli attenzioni, lui non può legarsi così a tutti loro.

Lui ha altri modi di tenere alle persone, infatti ancora convalescente subito seguirà Jack e Locke alla ricerca di Michael, Kate dopo il rifiuto di Jack li seguirà lo stesso e verrà catturata da Mr Friendly, Sawyer subito scatta “Se le torci anche solo un capello”, giurando vendetta verso l’uomo barbuto.
Al ritorno rassicurerà Kate, lui è come lei, non ascolta le imposizioni e gli ordini, avrebbe fatto la stessa maledettissima cosa.

In questo periodo di maggiore comunione affetto e fratellanza farà anche da Cupido per l’imbranato Hurley.

Ma l’idillio dura poco, Jack lo sfida, frugando tra la roba e riprendendosi le pillole trafugate, ma Jack non indietreggia innanzi alle minacce. Così scatta il Long Con, una truffa in cui la vittima crede di decidere e scegliere ma agisce solo come ha pianificato il truffatore.

Sawyer fa aggredire Sun da Charlie facendo cadere i sospetti sugli Others o su Ana, ansiosa quanto Jack d’intraprendere una guerra verso gli Others, usando anche Kate, mettendola in guardia contro Ana, la quale subito andrà ad instillare il sospetto sulla “nuova” anche in Jack, nel frattempo Sawyer avverte Locke che Jack ha intenzione di prendere le armi per la missione d’attacco, Locke contrario all’idea va a nascondere tutte le armi fuori dal bunker, Sawyer riuscirà ad appropriarsene, stabilendo ora le sue regole:

“Esatto Jack, è stupido quanto le sei tu. Eravate così presi a guardarvi tra di voi che non avete badato a me, vi consiglio di ascoltare bene, perché lo dirò una volta sola: avete preso la mia roba, mentre ero via a cercare aiuto, aiuto per tutti, avete trovato le mie scorte e le avete prese, ve le siete spartite, la mia schiuma da barba, le batterie, persino la mia birra… e poi è successa un’altra cosa, avete deciso che sarebbero stati questi due a decidere cosa fare e quando farlo. Beh io ho finito di prendere ordini, e non rivoglio la mia roba, la schiuma da barba non conta nulla, le batterie non contano nulla. Adesso l’unica cosa che conta sono le armi  e se qualcuno ne vuole una dovrà venire da me e prenderla. Vorresti torturarmi vero? Per dimostrare a tutti quanto sei civilizzato. Fa pure. Ma morirò piuttosto che ridarvi le armi, e allora si che sarete nei guai. In città c’è un nuovo sceriffo ragazzi, vi conviene farci l’abitudine”

Kate anche questa volta viene stupita dal tradimento, dalla regressione alla fase in cui tutti lo odiano, arrivando a pensare persino che sia capace di fare del male a Sun, qui James è indignato “lui queste cose non le fa”, ma secondo lui non c’è nulla da fare non si può cambiare la propria indole, “una tigre non cambia il suo mantello”.

In parallelo ci faranno vedere una parte del suo passato, un Long Con verso una donna, Cassidy, che subito scoprirà la truffa di Sawyer, ma accetterà di continuare la relazione con lui giocando insieme alle “canaglie”, lei si innamorerà di lui e arriverà a svelargli che quella grossa cifra di denaro, per la quale lui inizialmente voleva truffarla, l’aveva davvero, James le propone di andar via a godersi la vita, ma Cassidy vuole fare un ultimo Long Con.

James viene avvicinato dal suo socio che chiede la sua parte, James si rifiuta di imbrogliare Cassidy perché tiene a lei, il compare dice che la ucciderà se non otterrà la cifra pattuita, gli dirà che una tigre con cambia la propria pelle e che la donna lo odierà quando conoscerà fino in fondo che essere spregevole ama.

James gli crede, un po’ per proteggere la donna, un po’ perché non si sente all’altezza dei sentimenti che lei prova per lui, poiché lui non ha amore, il cuore che lei crede lui abbia; James non crede di averlo, ormai è troppo Sawyer e come tale non può essere amato da nessuno, è troppo cattivo, è troppo distruttivo verso tutto ciò che di buono gli capita.

In Lost spesso si fanno delle citazioni o si costruiscono dei personaggi in base a queste, James è l’uomo di latta del Mago di Oz, quello che crede di non avere un cuore, e intraprende un lungo cammino per andare dal grande mago a chiedergliene uno, ma l’uomo di latta un cuore l’ha sempre avuto, credeva solo di non possederlo. Questo è il tragitto che percorrerà James alla ricerca del proprio cuore e dei sentimenti d’amore e d’altruismo che crede di non possedere già in se, da qualche parte.

Dalla distruzione si attiva un vortice di malessere ed odio, in primis verso se stesso ed in seguito verso gli altri ancora più ostili verso di lui, arrivando persino a schiacciare in una mano una rana, solo perché il suo gracidare gli dava fastidio.

Ma con Kate no, lei gli andrà a chiedere un arma e lui gliela darà, specialmente perché è una missione di sole donne.
Anche con Sun, che non ha certo modi bruschi, le darà senza baratto un test di gravidanza. Felice della lieta novella subito andrà a complimentarsi con il paparino dispensando sigari per festeggiare l’evento.

Lo ritroveremo giocare a carte con Hurley e Kate, sempre sfidando e barattando servizi di lavanderia, e non resisterà a gettar il guanto verso Jack, che lo straccerà riprendendosi tutte le medicine rubate.

Sawyer incasserà malamente e alla domanda “Jack perché non ti sei giocato le armi?” il dottore risponderà “quando vorrò le armi me le prenderò”.
Anche Hurley non ne potrà più degli scherzi e derisioni di Sawyer, quando si prenderà gioco di lui e delle sue visioni di uomini in vestaglia, lo attaccherà e lo atterrerà riempiendolo di botte, con grande divertimento di tutti gli spettatori.

Si troverà a giocare alla raccolta delle cozze con Kate, ma arriverà il dottore a sfilargli la donna dal piatto, lo vedremo angosciato, ansioso, e più iroso che mai nell’immaginare foschi e lussuriosi scenari tra la sua “lentiggini” e il dottorino!

Si troverà nel bosco a giocare al lupo cattivo quando Cappuccetto rosso; Ana Lucia gli andrà a chiedere una pistola, i modi non certo affabili della ragazza saranno causa di un netto rifiuto da parte sua a cederle un arma, ma la donna, anche lei esperta di truffatori, troverà il modo per raggirarlo ottenendo oltre alla pistola anche qualcosa di più, dopo la lotta corpo a corpo tra i due finito in un amplesso, la ragazza lo minaccerà di morte se rivelerà il loro piccolo segreto a chicchessia.

Ma i giochi all’improvviso, di colpo, anzi due, finiranno tragicamente, mentre Jack andrà bruscamente a chiedere le armi a Sawyer, Ana e Libby verranno uccise.

Ora non si scherza più, Sawyer subito ubbidirà a Jack consegnandogli l’eroina per alleviare le sofferenze di Libby morente e tutte le armi.
Mentre propone di dividere “un goccio”, perché dopo due morti è bene prendere coraggio nell’alcool, chiederà a Jack cosa è accaduto nella giungla tra lui e Kate, il pensiero d’averla persa totalmente lo attanaglia, Jack gli darà una risposta che James reputerà sibillina, pensando subito al peggio, poiché per lui il “ci siamo fatti prendere” può significare solo una cosa, quella.

È molto scosso dalla morte di Ana, rendendosi conto che quello strano legame ed interazione avuta con lei è stata stroncata bruscamente, senza che lui sapesse altro di lei, nemmeno il cognome; ha bisogno di sfogarsi James e rivelerà a Jack quello che era accaduto da poco tra lui e Ana, Jack è stupito dalla confidenza e gli chiede come mai lo ha reso partecipe di ciò, un po’ per vendetta, come lui crede che Jack si è lasciato “prendere” con Kate lui s’è vendicato/consolato con Ana, un po’ perché lui non ha mai rivelato a nessuno cose così intime e ora sente di farlo perché lei è morta così tragicamente, e perché sente che ha di fronte un uomo buono generoso sincero sensibile, che può comprenderlo, quello che non ha mai avuto, un migliore amico.

Decideranno che è ora di reagire contro questi Others per andare a riprendersi Wuolt, James recluterà Sayid perché Pippi Calzelunghe e Magilla Gorilla non gli danno molto affidamento come combattenti, Sayid invece sa il fatto suo.

James non dubita neanche un minuto della buona fede e del cuore che anche Jack metterà nella missione, e per questo non prenderà a cazzotti lui o Michael quando scoprirà del tradimento e che Jack sapeva.

Durante il tragitto scoprirà da Kate che “siamo stati presi” significava “siamo caduti in una trappola della Rousseau”, James ne riderà.

Si ritroveranno immobilizzati poi legati imbavagliati incappucciati e rinarcotizzati, James si sveglierà in una gabbia per orsi, di fronte a lui in un’altra gabbia ci sarà un ragazzo, Karl, che gli sconsiglierà di premere il bottone rosso, ma Sawyer non ascolta i buoni consigli di nessuno e così si ritroverà elettrificato, non contento tenterà la fuga spronato dal ragazzo, che riuscirà ad aprirgli la gabbia, si ritroverà a subire un’altra scossa da una donna bionda, Juliet, verrà riportato in gabbia.

Finalmente vedrà Kate, verrà portata nella gabbia ormai vuota di fronte a lui, “sta bene” questo è l’importante, cercherà di tirarla su con complimenti e battute ironiche, la sfamerà lanciandole un biscotto al pesce Dharma.

I due vengono costretti ai lavori forzati e ad ogni rimostranza di Sawyer o di Kate lui verrà elettrificato o malmenato.

Questa situazione gli ricorda quando è stato in galera, finitoci per una denuncia di Cassidy, le regole da seguire, il modo per spaventare gli “altri” con la boxe, e il trovare il modo per uscirne, truffando un altro carcerato che aveva rubato una grossa somma di denaro allo stato.

Sawyer riesce con un Long Con a farsi dire dove sono i soldi, in cambio otterrà la libertà ed una parte dei soldi.
James sbandierando quel “Every man for himself” vuol far credere che lui non tiene a nessuno, ma non è vero, quando Cassidy andrà a trovarlo in prigione, lui non le porterà rancore, non sarà iroso o rabbioso con lei, la donna gli rivelerà che è padre, ma James non accetterà davanti a lei la veridicità di questa notizia, lui non l’accetta, non è vero, e Cassidy vuole da lui una cosa che non ha, la capacità d’amare, lui pensa sempre solo a se stesso, al proprio bene, ma non è così;per sollevarsi un po’ la coscienza destinerà l’intera cifra, ottenuta con la sua truffa, a Clementine e non vorrà che si sappia da dove provengono i soldi, James non vuole fare l’eroe, vuole solo dare l’unica cosa che può, che riesce e che crede di poter dare a quella bambina, il denaro.

Ma da allora le cose sono un po’ cambiare, James è cresciuto, si sente più capace, più forte, più pieno, o forse è l’unico modo per aggrapparsi alla vita, a trovare uno scopo per non lasciarsi morire, lui l’ha trovato in Kate, nell’amore che prova per lei, e pur di non farle far del male lui subirà di tutto, pestaggi di ogni tipo, il terrore di aver subito un’operazione di pace-maker esplosivo.

Ecco il contrappasso, da che credeva di avere un cuore di ferro ora ogni sua emozione è scandita da un orologio contabattiti, e se ama di più, desidera di più, s’emoziona di più ora ne può morire.
Forse per questo James non s’innamorava mai, perché poi è così totalmente dipendente dall’altro, un di lei gesto una parola, e se non sono quelle che si spera e ci si aspetta si può essere feriti a morte.

Ma questa volta James incassa, incassa tutto pure un “lo amo” rimangiato, non farà come in passato che per una ferita ricevuta ne infliggerà una lui, non in quella situazione, è troppo seria, è troppo grave, lì non si può scherzare, lì si può morire, vorrà prendere tutto su di se, botte, dolori, ferite, cicatrici, rancore per bugie dette a lei, pur di non far provare a lei tutto ciò, pur di proteggerla, pur di non farle perdere la speranza.

E per tutto questo senso di protezione che le infonderà, per quel “se davvero mi ami fuggi e lasciami qui” Kate lo amerà, finalmente lo vedrà totalmente James.
Pickett gli aveva promesso che il giorno dopo lo avrebbe ucciso, lui pur di non far far del male a lei si inginocchierà passivamente ed accetterà la sua esecuzione, se poteva anche morire dopo un bacio almeno questa volta morirà con la consapevolezza che Kate l’ha amato.

Ma Jack è riuscito a prendere in mano la situazione e li farà fuggire di lì, non prima di salvare Karl attaccato ad una macchina per il lavaggio del cervello, Sawyer sarà molto impressionato per quei messaggi “tutto cambia” “noi siamo la causa delle nostre sofferenze” “pensa alla tua vita”, saranno rivolti a lui? (forse).

Correranno in spiaggia con Karl come fardello, Alex gli darà una barca per metterli in salvo, ma ricompare Pickett con la pistola puntata, Sawyer avanza verso di lui impavido, forse è il karma, forse più di quello che di bello ha avuto non può ottenere dalla vita, Kate corre di nuovo a difenderlo, si sente un colpo di pistola, ma è quello che Juliet ha inferto a Pickett.

C’è un ultima cosa da fare, arrendersi al destino in cui Jack s’è sacrificato per loro, e devono solo passivamente accettarlo perché non possono fare nulla per lui.
Kate ha una conversazione straziante con il dottore e James vede tutto il dolore e la disperazione di Kate ad accettare quel destino, sarà dolce James con lei e le dirà che è ora di partire.

Kate in barca dirà che vuole tornare indietro, non possono lasciare Jack lì, James s’imporrà, non c’è speranza a tornare indietro così e lei deve salvarsi.
Arrivati a terra Kate sarà profondamente indispettita per aver dovuto subire degli ordini, Sawyer non gliene ha mai dati, anzi l’ha sempre coinvolta in ogni avventura, l’ha sempre trattata da donna adulta, libera, indipendente, cosa è cambiato? Forse perché si va verso una situazione nota e senza speranza, o forse perché ha il terrore che le accada qualcosa e di perderla.

E proprio di questo parlerà con il suo protetto:

“se ami da diventare tanto stupido a dar nomi di stelle vicino a lei, devi rischiare il tutto per tutto, anche andare in contro alla morte”

e fa fuggire il ragazzo dalla sua fidanzatina.

Kate sarà irritata dall’azione di James e gli farà le sue rimostranze nel trattarla come un pupazzo che deve solo ubbidirgli, al che uscirà il James ferito, quello che aveva accumulato ed ora sbotta, quello che aveva assistito a quella conversazione tra Kate e Jack e aveva solo evinto che Kate non lo ama, che ha fatto l’amore con lui solo per pena, che lui non è all’altezza di Jack, non reggerebbe mai il confronto, perché Kate dovrebbe amare lui, perché potrebbe meritarsi l’amore di lei?

Kate resterà attonita, ferita, sconvolta, raggelata, senza parole, non c’è nulla da dire ad un uomo che pensa queste cose orribili; dopo un tragitto silenzioso e raggelante James verrà infilzato da un dardo (una freccia di Cupido? O è stato colpito il tallone di Achille? La gelosia e l’insicurezza in se stesso di James), la tensione si stempera, Kate tenta di far pace ma il cocciuto e obnubilato Otello non mollerà, non si smuoverà nemmeno di un passo.

Tornati in spiaggia ed abbracciati i compagni lui la guarderà malinconico e lei non vista farà lo stesso.
James, per sfogare le proprie frustrazioni e le ire che si provano con se stessi, con la tigre distruttiva che si rimette il mantello di Sawyer, troverà delle scuse per arrabbiarsi con gli altri.
Son spariti i suoi oggetti! Tutte le sue ricchezze, tutte le sue sicurezze!

Andrà furibondo da Hurley che invece lo smonterà e lo scioglierà con un poderoso abbraccio; per ottenere il suo aiuto gli regalerà delle birre affinché abbia un po’ di speranza, ma Sawyer non ne ha più dopo il viaggio a “casa” Others, lì ha scoperto l’inferno che l’ha spaventato e terrorizzato a morte, tutte emozioni che non ha dovuto lasciar trasparire per non spaventare Kate e far perdere la speranza anche a lei, ma tornato ora può dire la verità e ora ha solo bisogno di curarsi le ferite, esteriori ed interiori di tutti i tipi, tutta la distruzione, compresa quella attuata verso Kate.

Perché le emozioni son troppo forti per saperle gestire, perché anche del semplice affetto per un altro ci distrugge, perché son emozioni nuove, perché Kate può sparire dalle sue mani da un momento all’altro, quindi la miglior difesa è l’attacco, meglio ferire per primi che essere feriti poi, meglio tirarsene fuori.

Darà lezioni d’inglese a Jin, insegnandogli le frasi giuste che si usano con le donne, quelle che sa usare Sawyer il seduttore, il distaccato, il freddo, il calcolatore, quelle che non sa usare James, lo destabilizzato dalle emozioni che prova da offuscargli addirittura la vista fino ad arrivare a negare la realtà che ha visto, che ha toccato, che ha provato, non era vero, è impossibile, è troppo bello per essere vero.

Ma Hurley la speranza la trova e la infonde un po’ in tutti i suoi amici, per un attimo si respira leggeri, ma poi si torna in spiaccia, alla sua dura realtà, Jin che porta un fiore alla moglie, Charlie che condivide le sue emozioni con Claire e lui da solo con la propria distruttività perché Kate è andata a salvare Jack.

Per sfogare la rabbia si getta in nuove sfide ma Hurley, il suo psicanalista, lo straccia miseramente, per consolarlo un po’ gli porta delle riviste, “perché lui è uno che ha bisogno delle cose”, ma lo sa che è solo angosciato e preoccupato per Kate che è sparita da giorni.

Forse si sente come quella pallina da ping pong sballottato a destra e sinistra, colpito ogni volta con forza, e reagendo colpendola ogni volta con altrettanta intensità, cercando sempre una nuova traiettoria per non combattere più con Kate, per smetterla di giocare a quel gioco violento e perdente tra loro.

Anche Sun sa che Sawyer ha bisogno delle “cose” e dopo avergli dato un sonoro ceffone, per il male e le paure causatele per i giochi a braccio di ferro tra Sawyer e Jack, nel Long con, gli consegna i diamanti trafugati a Nikky e Paulo, “perché qui non valgono niente”, su quell’isola valgono altre cose, quelle vere come l’amore, l’affetto la solidarietà, l’altruismo ecc.

Il suo medico curante decide di dargli la seconda lezione e gli fa un Long Con gli fa credere che se non si comporta bene con tutti verrà bandito, James reagisce e decide di voler spargere un po’ d’amore, farà un regalo a Claire, andrà a caccia con Desmond per offrire un cinghiale alla comunità, e quando scoprirà che era solo un imbroglio non si arrabbierà più di tanto con Hurley, perché in fondo non si sta malissimo ad accettare di voler bene e dimostrarlo, e non si sta male a ricevere la gratitudine altrui, si renderà anche di quant’è pesante, vincolante ed impegnativo il ruolo di leader, di Jack, di tutte le aspettative che bisogna soddisfare del proprio gruppo.

Kate riappare all’orizzonte e James riesce a tirare un sospiro di sollievo, solo un silente abbraccio può colmare la distanza emotiva che s’era creata tra loro.
Il giorno dopo andrà all’attacco, ma è un James impacciato, quello insicuro che cerca di farsi forza nascondendosi dietro il Sawyer sfacciato e un po’ arrogante. Kate vuole James e lo manda a cercare un po’ di romanticismo.
Ma Sawyer è un duro, non chiede mai scusa e non supplica oltremodo, non si smaschera così tanto.

La sera è Kate che va all’attacco, arriva da lui piangente e con il fermo intento del fargli rispettare le proprie regole e leggi imposte in quel momento, le opposte di quelle che lei voleva da lui al mattino, lui prima fa l’ironico e sulla difensiva Sawyer, poi diventa il preoccupato James per quelle lacrime, ma ubbidisce al gioco e accetta la nuova direzione imposta, alla pallina da ping pong, da lei.

Ma James vuole capire che direzione sta prendendo quel gioco e perché, va a indagare da Jack mettendo su una nuova sfida con lui che accetta.
L’insicuro James interpreta, tanto per cambiare, all’Otello la situazione, va da lei con un regalo romantico ma mette in chiaro che è disposto a giocare con Kate, ma a che gioco? S’è stancato d’essere sballottato e chiede maggior chiarezza, è amore o sesso? Kate gli risponde che lui ha negativamente interpretato, e tornerà a giocare al loro indefinibile modo d’interagire, è solo che ha bisogno dei suoi tempi e spazi, non si può pretendere di più da una che è sempre fuggita.

Uscito nella notte, scalzo, dalla sua tenda dopo romantici atti e propositi, James si troverà di nuovo coinvolto, grazie a Locke, nel più grande incubo della sua vita, la regressione all’originale ed unico scopo che aveva nella sua vita fuori dall’isola.
Locke con l’inganno lo porta ad uccidere Ben, quello che l’aveva imprigionato e torturato ad Alcatraz, ma James non vuole uccidere più, vuole uscire da quel vortice di distruttività e morte, ora che ha un più costruttivo scopo nella vita, amare quella donna; ma lo segue lo stesso, perché una tigre non cambia il proprio mantello o perché è curioso circa quella assurda richiesta.

Ma tutta la paura e il terrore esce appena Locke chiude quella porta dietro di se, imprigionando in un faccia a faccia James con le sue paure, il suo passato, i suoi drammi non risolti.

Sawyer entra da sbruffone in quella stiva, come fa lui con quel “well well well” ma appena si sente in trappola reagisce violentemente al terrore. Subito inizia disperato a prendere a pugni la porta, urlando, come se dovesse scappare da una stanza in fiamme, come se davvero dovesse scappare da un inferno che lo stava avviluppando.
È totalmente irrazionale la sua paura, come se quell’uomo dagli occhi a palla, legato, imbavagliato ed incappucciato chissà cosa gli potesse fare.
Non si calma, non si calma per un bel po’, neanche quando vede che quell’uomo inerme non è Ben, il suo carceriere.

La sua reazione spropositata non ha nulla d’attinente con la realtà della situazione, son solo le sue paure dell’essere di nuovo imprigionato, che poi hanno radici profonde nel passato a quando lui aveva 8 anni, passivo e imprigionato dalla paura sotto a quel letto in una stanza buia, il voler scappare assolutamente da quella situazione dolorosa, come lo è stata la prigionia ad Alcatraz.

Il totale disorientamento nel non capire la ragione del gesto di Locke, come non capiva quelli di Ben, come non capiva ancor prima quelli del padre e della madre.
Solo il terrore irrazionale.
Solo le prime parole di Cooper lo riportano alla realtà, lo calmano e un minimo a capire il perché Locke l’avesse chiuso lì dentro. Lì si ferma e riinizia a far funzionare il cervello sull’istinto incontrollabile del terrore.
Si ferma e vuole capire, si distacca e inizia il suo istinto di curiosità, poi capisce il perché, il perché di tutto.

“Con” … “Tom Sawyer”.

Ha davanti l’unico obiettivo e scopo della sua vita, dire il suo dolore e la sua immensa perdita a quell’uomo, farlo soffrire per tutto quello che ha causato, come lui soffre profondamente per quello che è diventato e per quello che fa a se stesso e agli altri. Ma con quel “bla bla bla”, con la derisione della sua sofferenza e con lo stracciare la lettera James si rende conto che quello non è un uomo, che quello davanti a lui non è James Ford quello è Sawyer il vero Sawyer, non è una maschera intercambiabile, un gioco, uno scherzo, quello è il “vero” male.

Lo uccide, però solo quando si sente dire l’atroce verità, quella che non s’era mai voluto dire, quella impensabile, ininnominabile, talmente inaffrontabile da doverne trovare un’altra, una sostituta più accettabile, un capo espiatorio, una personificazione che giustificasse tutto il suo odio, il suo dolore e la sua vendetta, perché è difficile arrivare ad odiare dei genitori, a dare a loro la colpa delle proprie sofferenze, dire che si è zoppi emotivamente nella vita perché loro non ti amavano o non ti amavano abbastanza.
Locke non ci riesce, e neanche James c’è mai riuscito, anche se “deve essere stato difficile per te”, ammettere che i propri genitori Non ti amano e non ti hanno mai amato.

Troppo atroce da ammettere, diamo la “colpa” a qualcun altro, a Tom Sawyer, a Wayne (per Kate). È l’altro che ci ha tolto l’amore di nostra madre non è nostra madre incapace d’amarci, uccidiamo l’altro, è lui il nemico, è lui il cattivo, è su di lui che possiamo incanalare il nostro odio e vendetta, non si può sulla propria madre.

Non sappiamo se da questa esperienza James si renderà conto che lui Non è Sawyer, non lo è mai stato e mai riuscirà ad esserlo, per quanto finga e si mascheri. Sawyer non è un uomo, non è umano, non ha sentimenti, non prova pentimento, dolore e sofferenza per quello che fa, tutto quello che invece ha sempre provato James.

Non sappiamo se James si riuscirà a rendere conto che per lui Sawyer è sempre e solo stata una maschera dove nascondersi dal dolore che provava, per sembrare forte, inscalfibile, intoccabile, insensibile, per far vedere che a lui non importa, per far vedere che “So don’t pretend like you don’t care!“, ecco James che fa per difendersi, e solo Kate l’ha capito.

James tornerà al campo sanguinante, nell’animo e nel corpo, come se avesse camminato sulla sua via crucis per la redenzione, non prima di aver avuto da Locke una registrazione in cui v’è impresso il tradimento di Juliet e i futuri piani di Ben, rapire le donne che potrebbero essere incinte.

James subito ne parla a Sayid e poi la farà ascoltare a Kate, farà domande a Jack sul perché difende quella donna a discapito del benessere di tutto il gruppo, ma il dottore ha un piano, mettere tutto il gruppo in salvo alla torre radio mentre prenderà contatti con i soccorsi al di fuori dell’isola, mentre Sayid, Jin e Bernard distoglieranno l’attenzione dal gruppo colpendo gli Others in agguato sulla spiaggia.

James sarà chiuso, distante e taciturno in quei giorni, durante la traversata Kate riuscirà a parlargli da soli e gli dirà che vuole tornare indietro per salvare/proteggere i tre rimasti in spiaggia, James le rinfaccerà che lei si preoccupa sempre per tutti, e forse si sente che non s’è occupata e preoccupata in quella circostanza di profondo malessere per lui, ma Kate invece se n’era accorta che lui era come uno zombie, che non calcolava più persino lei, che non la chiamava nemmeno più teneramente “lentiggini”. Poi Kate affronterà argomento “gravidanza” e Sawyer le risponderà “speriamo che tu non lo sia” con faccia truce.

Forse per allontanarla da se, per non farsi seguire, visto che aveva già intenzione di tornare indietro, forse per morire visto che non aveva un arma, ma doveva farlo, perché James è così; o forse perché dopo il secondo omicidio della sua vita si sentiva ancor meno capace di “costruire”, di amare, che quello non è il luogo adatto per un bambino e probabilmente lui non è un padre adatto per un bambino, è tutto così prematuro e James non si sente all’altezza.

Vorrà tornare indietro, e per far desistere definitivamente Kate dal seguirlo le risponderà di nuovo bruscamente e fermamente, vuole tenerla al sicuro, non può rischiare la vita anche lei.
Cercherà di allontanare dallo stesso sproposito anche Hurley, con altrettanti modi offensivi e per le stesse affettuose motivazioni.

Arrivati alla spiaggia, lui e Juliet, hanno di fronte una situazione critica che potrà ribaltare solo l’intervento del mastodontico furgoncino di Hurley, ma di nuovo James cercherà di proteggere il novello eroe.

La tigre non cambia il suo mantello e quando si giura una vendetta la si porta a termine, dopo il vero Sawyer si è rientrati nel tunnel nero e quindi anche Tom deve esser giustiziato, non per quello che ha fatto a lui, non per quello che ha fatto subire a Kate ad Alcatraz ma perché ha privato un figlio del padre e solo per questo anche lui come Cooper si merita di morire, perché James sa cosa prova un bambino di 8 anni quando gli si sottraggono gli affetti familiari, come si sente “lost” senza più punti di riferimento, come si sente “James”.

Quarta stagione

Riunitisi i gruppi dopo la telefonata ai soccorritori James ascolterà e crederà alle parole di Locke e lo seguirà in silenzio, Kate gli chiederà che sta facendo, e dolorante le risponderà “Faccio quello che ho sempre fatto: sopravvivo!” ed andrà via per tagliare di netto quell’agonia.

Durante il tragitto per arrivare ad Otherville con Ben legato al seguito, Sawyer si trasformerà nella “suocera” di Locke, lo tartasserà di domande, risposte, delucidazioni, illuminazioni, sia con un po’ di scetticismo sia con una certa affascinazione verso quell’uomo che prima non camminava ed adesso non è più storpio.

James si vuole ormai liberare di tutti i pesi sulle spalle, le palle al piede per camminare meglio anche lui, le serpi velenose, quelle nocive, quelle che sanno pungere nel vivo con una sola parola, James sa com’è Ben, in fondo è come lui, non perde occasione di pungere avvelenare, instillare il dubbio, o dire troppe cocenti verità, bisogna ucciderlo. Ma Locke sa dove cogliere anche lui e gli chiede se vuole uccidere un padre davanti agli occhi di una figlia, Alex, James si ferma, James guarda fuori se stesso o riguarda dentro di se, James è così.

Stabilitisi ad Otherville, lui convivente con Hurley; appaiono in seguito Sayid, Kate e Miles.
James si occuperà di Kate, si chiariranno sul perché lui non vuol andar via dall’isola, perché fuori l’aspetta solo la galera e le chiede se vuole provare a stare lì con lui.
Il mattino dopo tenta un approccio con lei, le dice che le ha già preparato un armadio pieni di vestiti per lei, ma Kate gli dirà che non andrà a vivere con lui, James capirà che è per quello che le ha detto sulla gravidanza.

Ma lei dopo un po’, come con la pallina da ping pong prima rifiutata e ora ricercata, va da lui, ma James la conosce, e sa come Kate gioca con lui, quindi le chiede di non cercare di raggirarlo ma di chiedergli chiaramente quello che vuole da lui.
James l’aiuterà, come fa sempre, andando a raggirare Locke; ma alla fine Mastrolindo le imporrà d’andare via di lì.

Kate tornerà da lui informandolo del out out di Locke, James le dirà che lui non l’ha bandita, può restare lì con lui, a casa sua e che sarà al sicuro con lui.
Il giorno dopo si sveglieranno abbracciati, Kate sarà affettuosa ma gli dirà che non vuole andare “oltre”, lui le chiederà se è perché pensa ancora d’esser incinta, lei gli risponderà di non preoccuparsene perché non lo è, James è raggiante per la lieta novella, Kate per nulla della reazione di lui, per lei non sarebbe la cosa più brutta del mondo e se ne tornerà alla spiaggia, James furioso per esser trattato da pallina da ping pong le dirà

“Sì, sarebbe stata la cosa più brutta del mondo! Cosa avremmo fatto con un bambino? non addossarmene la colpa, Kate. Tu non vuoi un bambino almeno quanto non lo voglio io. Cercavi solo una scusa per andartene e adesso l’hai trovata. Non ti preoccupare, lentiggini, non te lo rinfaccerò. Resterò qui ad aspettare sul mio comodo lettone, perché massimo tra una settimana, troverai un motivo per litigare con Jack e tornerai dritta da me.”

Kate gli darà uno schiaffo e se ne andrà.

James ha acquistato la consapevolezza di quel che c’è tra loro, sa che Kate poi prima o poi torna da lui, nonostante il male che son capaci d’infliggersi a vicenda perché non sanno trovare un campo comune in cui non si gioca più, in cui si semina, si coltiva e poi ne nascono i frutti, ma non in quel tempo, non tutto così in fretta, per lui si va per gradi nella crescita di un qualcosa, dei loro sentimenti e del loro rapporto.

Dopo l’ennesimo abbandono da parte di Kate, “l’ottimista” Sawyer impiegherà il tempo ad Otherville giocando con Hurley, sfidandolo in ogni gara possibile, persino nel lancio di ferri di cavallo, ma il loro passatempo verrà turbato dal passaggio di Ben “libero” che gli dirà “Ci vediamo a cena, ragazzi!”. (4.06 – L’altra donna – The other woman)

Sarà indetta a casa di Ben una riunione informativa a cui sarà presente anche Miles, il gruppo verrà a conoscenza degli obiettivi del gruppo sulla nave “dei soccorsi”, catturare Ben e poi uccidere tutti quelli che sono sull’isola. James propone di consegnare Ben al “nemico” ma Ben risponderà che non servirebbe a nulla, e Miles non smentirà alcuna affermazione; come atto di fiducia Sawyer chiede a Ben chi sia la spia che ha sulla nave e gli sarà rivelato che è Michael.

Successivamente Sawyer chiederà a Locke come mai non ha menzionato, durante l’incontro, del ricatto di Miles contro Ben, ma Locke gli risponderà che non la reputava importante come informazione da dare a tutti. (4.08 – Vi presento Kevin Johnson – Meet Kevin Johnson)

Mentre giocano a Risiko, James, Hurley e Locke, in cui Sawyer ci rivela che “l’Australia è la chiave di tutto il gioco”, arriva una strana telefonata che ripeteva “codice 14J”.
Dopo cinque minuti Locke e Sawyer decidono di chiedere spiegazioni a Ben, che informato salta dal suo sgabello, mentre stava suonando il pianoforte, e aprendolo ne tira fuori lesto un fucile, Sawyer ne è spaventato ma subito Ben glielo consegnerà ordinando a tutti di mettersi ai ripari e di barricarsi tutti nella stessa casa più facile da fortificare.
Sawyer converrà che “14J non e’ il codice del ragazzo della pizza”.

James si ricorda che Claire stava ancora riposando in casa e decide di andarla a prendere, gli viene ordinato di non farlo da Ben perché “non c’è tempo” ma lui gli risponderà “troverò il tempo” ma subito sarà investito da una scarica di proiettili, il cui rumore faranno uscir fuori dalle case altri sopravvissuti, ma non abbastanza veloci nell’ascoltare le urla di James che gli intimerà di rientrare e mettersi al sicuro.

Correrà e risponderà al fuoco ma non sufficientemente in tempo nel vedere esplodere la casa in cui dormiva Claire; ma non si darà per vinto e la tirerà sana e salva da sotto le macerie, la prenderà in braccio e correrà verso la casa barricata.

Ma Ben e Locke non sono intenzionati ad aprirgli la porta, nonostante Sawyer urli e dia calci contro di essa, ma Hurley troverà la soluzione rompendo la finestra e facendoli entrare da lì.

James continuerà a preoccuparsi per Claire chiedendole “Stai bene, tesoro?”.
Terminato l’assedio con l’attacco da parte del fumo nero, scandagliato da Ben verso i mercenari della nave, Sawyer deciderà che quello non è un posto sicuro per tutti loro, vicino a quei due pazzoidi di Ben e Locke e vorrà portare Claire, Aaron, Hurley alla spiaggia, Miles deciderà di unirsi a lui, ma Ben e Locke non vorranno lasciare andare via Hurley, l’unico che è riuscito a vedere dov’era la capanna di Jacob.

Ci sarà uno scontro faccia a faccia tra Locke e Sawyer, puntandosi rispettivamente le pistole, per tenere con se Hurley, il quale interverrà per risolvere la disputa, sceglierà di seguire Locke ma James intimerà a Locke “torcigli un solo capello riccioluto e ti ammazzo”.

Così si metteranno in cammino verso il resto del gruppo in spiaggia. (4.09 – Cambio delle regole – The shape of things to come)

Durante il tragitto Miles avrà delle sensazioni e smuovendo un pò il terreno, nel punto in cui si trovavano, scopriranno i cadaveri di Karl e della Rousseau, subito James farà allontanare Claire da quello “spettacolo”.

Sawyer continuerà a comportarsi come il “fratello maggiore” di Claire proteggendo lei e Aaron, anche solo dagli strani sguardi di Miles verso la ragazza, istituendo “un’ordinanza restrittiva di 6 metri”.

Continuando ad andare avanti sentiranno dei rumori nella boscaglia, è Lapidus che gli ordinerà di nascondersi perché Keamy e i suoi sono vicini, ubbidiranno prontamente.
Si accamperanno per la notte ma l’indomani Claire è sparita, l’ordine restrittivo aveva ironicamente impedito a Miles di occuparsene, dirà solo di averla vista di notte dileguarsi nella giungla seguendo un uomo appellato “papà”; Sawyer disperato furioso e preoccupato inizierà a cercare ed ad urlare “Claire”, ma troverà solo Aaron abbandonato nella sua copertina sotto un albero.

James raccoglierà il piccolo cercando di rassicurarlo ma urlando la sua angoscia e preoccupazione “Claire”. (4.10 – Intervento imprevisto – Something nice back home)

Sawyer, Miles e Aaron sulla strada per tornare alla spiaggia incontrano Kate e Jack, che si stavano dirigendo verso l’elicottero.
Inizia una discussione animata tra Jack e Sawyer, nella quale James rivela che Claire era sparita nel cuore della notte, l’hanno cercata per un giorno intero e sperava che fosse andata in spiaggia, Kate dice che non è lì.

Sawyer “A che serve quel telefono?” Jack “L’elicottero ha sorvolato la spiaggia e qualcuno l’ha gettato fuori. Deve essere stato Sayid” S “Beh, fareste meglio a sperare che non si tratti di Sayid. Perche’ se sta con quegli animali che hanno appena fatto saltare in aria mezza Nuova Altrilandia, e’ meglio non averci a che fare” J “Cosa? Hanno tentato di uccidervi?” S “Esattamente come aveva detto Locke” J “E quindi, cosa dovremmo fare? Tornare indietro e nasconderci? Perché non mi pare che con te abbia funzionato molto bene” S “Scusa, Doc, questo sarà anche un deja-vu, ma tu non hai messo in atto il solito piano del “corri per la giungla con un walkie-talkie”?” J “Quell’elicottero e’ l’unico modo che abbiamo per lasciare quest’isola” S “Ma cos’e’ ‘sta tua fissa di lasciare l’isola? Sembri un dannato disco rotto!” Kate “Smettetela! Ora vi mettete a litigare?” J “Sentite. Ho messo io Sayid e Desmond su quell’elicottero. E’ stata una mia decisione. Ed e’ una mia responsabilità. Andrò a quell’elicottero, che loro siano a bordo o no. Voi potete tornarvene tutti alla spiaggia” K “Jack. No, no, no, non puoi andare da solo” J “Pensa al bambino, ok?” S “Quel figlio di puttana e’ testardo. Aspettami! Non morirai da solo”.

Kate decide di prendere Aaron e portarlo in spiaggia, Miles la seguirà, mentre Jack continuerà a dirigersi verso l’elicottero e Sawyer lo seguirà. Quando lo raggiungono trovano Frank Lapidus da solo, ammanettato a un sedile. Frank li avverte dove Keamy e la sua squadra stanno andando per catturare Ben, e promette di portarli subito via dall’Isola, ma Sawyer si rende conto Hurley è alla Stazione Dharma Orchidea con Ben e quindi è in pericolo di vita, così decide di dirigersi lì per andare a salvarlo, Jack lo segue. (4.12 – Casa dolce casa – There’s no place like home, part 1)

Sawyer dice a Locke che è tornato indietro solo per Hurley, Hugo lo ringrazierà e James imbarazzato gli risponderà che non è nulla.
Jack e Sawyer lo porteranno con se dirigendosi verso l’elicottero, dove troveranno già messi al tappeto tutti i mercenari provenienti dalla nave.

James ironizzando chiederà a Kate “Ti ha detto qualcosa che ti ha fatto incazzare lentiggini?” K “Non ho ucciso quello lì” S “E quale hai ucciso?” ma James si accorge dell’attenzione, della cura e dell’apprensione che lei ha per Jack, da poco operato d’appendicite.

Ma, nonostante tutto, James decide di provarci, non ci pensa più, reagisce, non vuole restare nel suo circolo vizioso di limiti ed incapacità, si butta…dopo le signore… nella vita, a rischio della vita (la prigione e la libertà), per stare vicino a lei; James ha cambiato idea, non gli basta più “sopravvivere”, James è pronto a “vivere”.

Salgono sull’elicottero insieme a Jack, Lapidus, Sayid, Hurley; Kate e James si guardano come due bambini saliti insieme sulla ruota panoramica, entrati insieme in una nuova avventura, James è tra l’intimidito, l’imbarazzato e l’orgoglioso di aver cambiato idea per “salvarsi” insieme a lei.

Ma dopo poco iniziano i problemi, c’è una perdita di carburante e quello rimasto non è sufficiente ad arrivare alla nave, bisogna alleggerire il carico, prima buttano tutto ciò che sull’elicottero non è imbullonato ma non è sufficiente alla salvezza di tutti, ma Jack urla che non si torna indietro.

Così James decide e sceglie qual è la sua priorità, che “lei” si salvi ed anche gli altri, i suoi amici, riccioluti e non, le urla un “ehy”, le sussurra all’orecchio “ho una figlia ad Albuquerque. Se la trovi, dille che mi dispiace”. Bacia Kate e si butta giù dall’elicottero, ricomparendo dopo poco dalle acque.

Dopo l’ultimo ceffone di Kate, perché lui non voleva un loro figlio, James le porta un bambino “bello e fatto”, quello che non le sembrava essere la cosa peggiore che le potesse accadere, essere madre; e l’ultimo pensiero di James è stato proprio il chiedere scusa a Clementine, la sua figlia abbandonata, rifiutata, mai voluta, ed indirettamente era un chiedere “scusa” anche a Kate, facendole intuire il perché del suo rifiuto all’idea di avere un figlio, per non esser già stato un buon padre in passato, uno all’altezza del ruolo.

James non ha provato nemmeno a valutare l’idea, dopo aver ancora le mani calde dell’ultimo omicidio commesso, come avrebbe potuto non sentirsi incapace e all’altezza del Serio compito e ruolo?

A Jack disse “i figli sono come i cani, tu li bastoni e loro pensano di esserselo meritato” ed è quello che ha pensato tutta la sua vita, d’esserselo meritato, e come potrebbe un neonato meritarsi lui come padre?

Avrebbe avuto la pazienza di un santo? Come disse al padre Michael nei confronti di Walt.
Che valori avrebbe potuto insegnare ad un bambino? “non puoi leggere il mio messaggio, io non l’ho scritto, l’unica lettera che abbia mai scritto è all’uomo che ucciderò” Walt “perché lo ucciderai?” S “perché devo” W “perché?” S “perché si!”.

Ma l’uomo che non chiede mai “scusa” quando fa del male a qualcuno, quello che pensa solo a se stesso, questa volta si sacrifica per tutti e chiede perdono per tutti i comportamenti distruttivi che ha sempre avuto nella sua vita, forse questa volta riuscirà un minimo a lavare la propria coscienza, sacrificandosi per amore di qualcuno, verso Kate ma anche verso chi son sembrati la cosa più vicina a degli amici nella sua vita.
Il tutto facile, semplice, spontaneo, fluido, veloce, netto come un tuffo dal quale non si può più tornare indietro.

E nuotando fino in spiaggia, con la sua solita modestia, ironia e sarcasmo dirà a Juliet “Giornata ideale per un bagnetto” Juliet “Che ci fai qui?” S “Ho deciso di farmi una nuotata”.

Ma Juliet gli farà notare che il fumo nero che si vede in mezzo al mare era la loro barca. Da lì a poco entrambi verranno accecati da una fortissima luce.
Puff l’isola è sparita, e Sawyer con lei. (4.14 – Casa dolce casa – There’s no place like home, part 3)

James bambino (Outlaws) – Gordon Hardie

James bambino (The Incident) – Keegan Boos

A cura di: losttuttalavita
Fonte immagine: lost-media

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