Lost in The 100 – Raymond J. Barry

Gli Shephard hanno sempre lavorato per il The great good, e anche in The 100 il nonno di Jack, nonché padre di Christian, Ray (Raymond J. Barry) si è superato; mi pare ovvio che dopo quello che ha fatto finisca in una casa di cura.
Però si è meritato il titolo di best villain della serie, non perché vada fino in fondo, anzi sembra l’unico ad avere un minimo di remore morali al riguardo, ma per un fattore genetico di blood folle.
Ma partiamo dall’inizio, sull’Isola Terra si scopre che The Others in fondo sono i good guy, sono i bianchi civilizzati ad esser quelli più spietati.
Per sopravvivere per più di 90 anni in una stazione bunker, e per non morire a causa dell’aria e radiazioni esterne che per loro sono fatali, decidono che l’unico modo è sfruttare il sangue dei nativi, rapendoli, sottoponendoli ad esperimenti e drenandoli del sangue appendendoli a testa in giù.
La morale della favola? Mai fidarsi dei good guys.
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