1.21 – Il bene superiore – The greater good (Sayid)

Episodio: 1×21
Titolo Originale: The Greater Good
Scritto: Leonard Dick
Regia: David Grossman
Episodio dedicato a: Sayid


42 giorni dopo il crash

Flashback – fine agosto 2004

Londra Aeroporto di Heathrow

Sayid viene arrestato e scortato in una stanza dove si trovano due agenti dei servizi segreti, Alyssa Cole della CIA e Robbie Hewitt della ASIS (Servizi Segreti Australiani).
I due Agenti sanno benissimo che non è un terrorista ma hanno deciso di servirsi di lui.
Sayid, sfruttando la sua amicizia con Essam Tazir, dovrà infiltrarsi in una cellula terroristica per recuperare l’esplosivo che è stato rubato da un deposito di Melbourne, se gli riuscirà impedirà che si compia un attentato. Questo non è tutto, infatti la CIA in cambio gli dirà come ritrovare la sua amata Nadia.
Anche se in modo piuttosto riluttante l’Iracheno accetta di collaborare e lo fa per amore di una donna.

Sidney – metà settembre 2004

Sayid incontra “per caso” il suo amico Essam in una Moschea, il quale è felicissimo di rivederlo e gli racconta di avere perso la moglie Zahra, che si trovava in un negozio proprio quando è esplosa una bomba. I due amici hanno tante cose da dirsi e così Sayid va a casa di Essam, che ora lavora a Sydney come taglialegna e convive con altri due giovani arabi, Yusef e Haddad.
Sayid, grazie all’esperienza maturata come ufficiale nelle comunicazioni della Guardia Repubblicana Irachena, scopre nella casa del suo amico una cimice, il piccolo gruppo dunque era spiato.
Questa scoperta suscita una grande impressione e Sayid si conquista la stima di Haddad, che è ormai convinto che il loro incontro non può essere stato occasionale, è il destino che lo ha voluto.
Dunque il gioco è fatto! Sayid si è guadagnato la fiducia di tutti loro.

Metà settembre 2004

Un giorno, mentre stanno giocando a calcio, Essam annuncia che ancora non conosce i dettagli e il luogo dove dovrà portare gli esplosivi ma di una cosa è certo: ci sarà un martire e toccherà a lui sacrificarsi, questo pensiero lo spaventa e non è sicuro di potercela fare.
Essam non teme per se stesso, ma pensa che a causa sua troveranno la morte persone innocenti.
Sayid è dispiaciuto per il suo amico e prova a convincere Cole e Hewitt che Essam non sa quello che sta facendo, lui vorrebbe tentare di convincerlo a costituirsi.
Per gli agenti quello che conta è ritrovare gli esplosivi e scoprire quale obiettivo sarà colpito, quindi gli ordinano di persuadere il suo amico a continuare nella sua missione e se questo significa morire non ha nessuna importanza.

Un ricatto

Ora a Sayid non viene data nessuna possibilità di scegliere, gli viene chiaramente detto che se non collabora, faranno arrestare Nadia con l’accusa di essere una combattente nemica e non la rivedrà mai più.

Il bene superiore

Il momento dell’attentato si avvicina Essam è ancora molto titubante ma è proprio Sayid con le sue parole a convincerlo della bontà delle sue azioni. E’ giusto che chi è responsabile della morte di Zahra e di altre persone innocenti come lei deve pagare, si tratta di compiere un gesto utile per “il bene superiore”.
Queste parole convincono Essam che chiede a Sayid di sacrificare la sua vita insieme a lui perché, Haddad aveva ragione, è il destino che li ha riuniti.

Sydney

Sayid è in un furgone con Essam e Haddad, il quale dice che il momento è arrivato e si dirigono in un garage dove si accostano a un altro furgone già carico di esplosivo.
Sayid e Essam indossano una divisa con il marchio di una impresa (lo stesso riportato sul furgone) Haddad dà le ultime istruzioni, consegna loro delle pistole e conclude dicendo che sono due eroi.
Tutto ormai è pronto Essam siede al posto del conducente e dice una preghiera prima di avviare il furgone. A quel punto Sayid non riesce più a trattenersi, gli confessa tutta la verità ammette di avere mentito per amore di una donna.
Essam è sconcertato e anche offeso, si rende conto di essere stato manipolato così punta la pistola alla testa di Sayid, sembra proprio intenzionato ad ucciderlo, ma poi rivolge l’arma contro se stesso e si spara.

21 settembre 2004

Il cadavere del povero Essam viene portato via e l’agente Cole, consegna a Sayid il biglietto aereo per andare in California dalla sua amata Nadia, lo rassicura dicendogli che ha fatto una cosa difficile ma il suo gesto ha salvato centinaia di vite umane.
Poiché i Musulmani per tradizione sono contrari alla cremazione, Sayid chiede di potersi occupare della salma del suo amico, vuole assicurargli una degna sepoltura.

Volo Oceanic 815

Gli agenti acconsentono ed è così che Sayid rimanda di un giorno la sua partenza, quindi per lui viene prenotato un posto sul volo Oceanic 815.

Sull’isola

2 novembre 2004

Sayid osserva addolorato Shannon che è seduta di fianco al corpo di Boone, le chiede se può fare qualche cosa per lei e per confortarla esprime parole di ammirazione nei confronti di suo fratello che si è comportato in modo coraggioso fino all’ultimo attimo della sua vita.

Nel frattempo nella giungla Kate trova Jack che è ancora molto arrabbiato con Locke e lo sta cercando, con le sue bugie ha reso impossibile salvare la vita di Boone, per questo lo considera un assassino.
Kate cerca di calmarlo, lo informa che i sopravvissuti sono spaventati e disorientati per l’accaduto, tutti loro sentono il bisogno di avere un capo finalmente, hanno bisogno della sua presenza, e lo convince a tornare al campo.

Il funerale di Boone viene celebrato nel piccolo cimitero davanti all’oceano, il sentimento di tristezza è grande in tutti i presenti. Visto che Shannon non riesce a dire neanche una parola è Sayid a fare un discorso. Lui rivolge un elogio a Boone ricordando che è stato il primo a lanciarsi in aiuto di Joanna, anche se purtroppo non è riuscito a salvarla, ha dimostrato di avere grande coraggio, tutti sentiranno la sua mancanza e non sarà mai dimenticato.

“Dove sei stato?”

Locke ritorna per essere presente alla cerimonia di addio e giustifica a modo suo quello che è accaduto.
Parla del piccolo aereo, della sua ferita alle gambe e del ritrovamento della radio ma non dice nulla della botola.
Dice che Boone si è arrampicato ed entrato nel piccolo aereo, poi un ramo si è spezzato facendolo precipitare al suolo. Il ragazzo stava compiendo un atto eroico e voleva rendersi utile, quello che è successo dopo purtroppo è stata una conseguenza inevitabile.

Bugiardo

Jack non è disposto ad accettare questa spiegazione, così si butta su Locke colpendolo e gridando, gli ricorda che Boone è morto a causa delle sue menzogne, poi tutta la fatica conseguente alla trasfusione e alla grande tensione si fa sentire e Jack perde i sensi.

Jack viene riportato nella sua tenda e quando arriva Sayid gli racconta che nelle sue ultime parole Boone ha parlato di una botola misteriosa della quale Locke gli aveva ordinato di non parlare con nessuno.
Poi Kate dice a Jack che gli ha messo del tranquillante nel succo d’arancia che ha appena bevuto, perché è necessario che si riposi e infatti subito dopo lui cade in un sonno profondo.
Più tardi arrivano Michael e Hurley che vogliono sapere cosa è successo, sostengono di essere preoccupati che Jack possa compiere un atto insano visto che ha le chiavi della valigia Halliburton che contiene le pistole.

“Testa di rapa”

Charlie e Sun incoraggiano Claire a riposare un po’, ma lei non riesce a rilassarsi perché teme che qualcuno possa fare del male a suo figlio.
Finalmente dopo qualche insistenza Charlie riesce a farsi affidare il bambino che lui chiama affettuosamente “Testa di rapa”, e si mette a passeggiare sulla spiaggia cercando di cullare il frugoletto che non smette mai di piangere.
Arriva anche Hurley che cerca di rendersi utile cantando “I Feel Good” di James Brown, ma il neonato continua a piangere!
Hurley scoraggiato dice “Coso, io mi arrendo!”, e poi accade un vero miracolo. Charlie si accorge che è arrivato Sawyer e il suono della sua voce ha il magico potere di calmare il bambino, allora inizia a seguirlo e la cosa funziona davvero, anche quando Sawyer legge una rivista che parla di motori.

Fai questo per me!

Locke si avvicina a Shannon per darle la borsa di Boone e ha per lei parole di comprensione, visto che sa che cosa significa perdere un famigliare, e le chiede perdono.

Più tardi però, quando Sayid rientra, Shannon gli dice:
“Ti ricordi che volevi fare qualche cosa per me? John Locke ha ucciso Boone, puoi fare qualche cosa per questo?”

Alle grotte

John Locke è occupato a lavare la sua maglietta sporca del sangue di Boone e, mentre Walt lo osserva da lontano, chiaramente spaventato, arriva Sayid che vuole farsi accompagnare al piccolo aereo, dal quale pensa di poter ricavare qualche cosa di utile per fare una radio da mettere sulla zattera.
Mentre si inoltrano nella giungla, Sayid interroga Locke su quanto è accaduto, perché ha intenzione di scoprire la verità.

Bugie e verità

Locke non è del tutto sincero nelle sue risposte, ma fa tutto il possibile per essere credibile. Racconta la storia del beechcraft, parla della pistola che ha trovato sul corpo del narcotrafficante, delle statuine piene di eroina e infine confessa di esser stato lui a colpire Sayid quando cercava di triangolare il segnale della radio ricetrasmittente.
Locke sostiene di avere agito per il bene di tutti, aggiungendo che loro non riuscivano a vedere le cose con chiarezza, esattamente come stava succedendo ora con la costruzione della zattera, precisando di non essere stato lui ad incendiarla.
Quando Sayid lo interroga riguardo la botola, Locke sostiene che probabilmente Boone si riferisse all’aereo che ha un portellone per ogni lato.
Sayid ascolta, ma chiaramente diffida di quello che sente e dice Locke perché lui ha la capacità di capire quando le persone mentono.

Più tardi Sayid dice a Shannon di ritenere che a Boone sia veramente accaduto un incidente, Locke non aveva intenzione di fargli del male.
La ragazza per niente soddisfatta di questa spiegazione si allontana.

Nella giungla

Jack si sveglia, Kate è ancora al suo fianco, e lui si accorge che non c’è più la chiave della valigetta che contiene le pistole, potrebbe averla presa Locke, ma Sayid sospetta di qualcun altro!!!
Ormai ha iniziato a piovere e i tre molto preoccupati si precipitano correndo nella giungla. Jack è ancora debilitato e fa fatica, Kate resta al suo fianco e Sayid arriva per primo in una radura.

E’ stata Shannon ad aprire valigetta Halliburton, ha preso una pistola determinata a uccidere Locke per vendicare suo fratello.
Ecco che ora Sayid trova la ragazza in piedi sotto la pioggia che sta puntando la pistola contro Locke, lui prova a dissuaderla, le grida di fermarsi perché se dovesse sparare poi se ne pentirebbe, ma poiché la vede determinata si getta contro di lei per disarmarla.
Un colpo parte, Locke cade a terra, e per un momento si teme il peggio, ma fortunatamente la ferita è superficiale. Shannon fugge inseguita da Sayid e da Kate, mentre Jack guarda Locke negli occhi e poi se ne va ignorando la sua ferita, lasciandolo nel fango.

Quando cala la notte Kate cerca di consolare Sayid, che crede di avere commesso un errore con Shannon, lei invece pensa che in realtà non aveva altra scelta ma l’Iracheno le risponde che c’è sempre una scelta.

Locke seduto davanti al fuoco è occupato a mettersi una benda quando arriva Sayid, che lo considera la maggiore speranza che i naufraghi hanno di sopravvivere sull’isola, ma aggiunge anche
“Non perdono la tua condotta e continuo a non fidarmi di te, portami alla botola!” ….
Locke cerca ancora di tergiversare, ma è inutile.

L’episodio si conclude con queste parole di Sayid “Non ci provare John..”

Riflessioni

La catena della “causa e degli effetti” concorre a determinare le azioni che si compiono, tuttavia in ogni individuo esiste il criterio di ciò che è giusto o sbagliato, di conseguenza è secondo una propria morale che ognuno compie le sue scelte.

Locke si sente in colpa, ma continua a ritenere che per l’isola sia giusto qualsiasi sacrificio.
Jack da parte sua è disposto a sacrificare anche se stesso pur di aiutare gli altri a lasciare l’isola, che lui ritiene un luogo pericoloso.
Due pensieri diametralmente opposti e inconciliabili.
Tutti e due si muovono per raggiungere uno scopo che ritengono giusto, ma i loro obiettivi sono opposti. La rottura definitiva dei loro rapporti sembra inevitabile, sono fatalmente destinati ad essere rivali.

Secondo il filosofo Hegel, a volte il sacrificio di un singolo può essere necessario per ottenere “Il bene superiore” ovvero “il bene dei più”.

I due agenti del servizio segreto ricorrono esattamente a questo concetto del “Bene Superiore” per ottenere da Sayid quello che vogliono. Creano un “obbligo morale” allo scopo di convincerlo che si può anche tradire un amico, se si tratta di compiere una azione utile al bene della collettività. (impedire l’attentato significa salvare vite innocenti)

Sayid ripete più volte che tutti abbiamo la possibilità di scegliere, tanto è vero che a un certo punto vuole rinunciare a tradire il suo amico, ma quando gli agenti lo minacciano di fare del male a Nadia finisce per cedere.

Nella vita c’è sempre una scelta, questo lo dimostra chiaramente il comportamento di Essam, che a sua volta viene convinto ad agire per “il bene superiore” .
Lui, malgrado abbia perso la moglie, non prova sentimenti di vendetta, non sopporta di uccidere degli innocenti, quindi sceglie di togliersi la vita e sacrifica se stesso.

Destino e libero arbitrio

Haddad e Essam credono fermamente che esista il destino, in realtà nulla è accaduto per caso. Abbiamo visto perfettamente che gli avvenimenti sono stati “manipolati” dagli agenti dei servizi segreti, in seguito ogni personaggio ha agito compiendo delle scelte secondo la propria morale.

In questo episodio abbiamo conosciuto meglio Sayid

Ha studiato filosofia presso l’università del Cairo, lui crede nel libero arbitrio, infatti sostiene che esiste sempre la possibilità di fare una scelta.

Ha fatto parte della guardia Repubblicana Irachena, è stato bene addestrato e sa riconoscere chi mente. Si accorge che Locke ha mentito riguardo la cicatrice e sulla botola, per questo non si fida di lui.

In Iraq disubbidisce agli ordini per salvare Nadia, una giovane donna che ama e che conosce fin da quando era bambino, arrestata e imprigionata per tradimento del suo paese.

L’agente Cole dice che Sayid ha lasciato l’Iraq da 7 anni, quindi dal 1997.

Per rispettare la religione di Essam, che dice che un Musulmano deve essere sepolto, Sayid sposta la sua partenza da Sydney di un giorno e per questo è sul volo Oceanc 815.

Sull’isola gli avvenimenti che coinvolgono Shannon portano Sayid a fare un parallelo con la sua precedente esperienza a Sydney, nella quale le sue scelte erano state condizionate dai suoi sentimenti nei confronti di una donna.

Ora Sayid sceglie di non incoraggiare i sentimenti di vendetta di Shannon e le impedisce di uccidere Locke, anche a costo di determinare la fine della loro storia d’amore.

Anche nell’episodio 1×11 Christian Shephard si appella al “Bene Superiore” per convincere suo figlio Jack a firmare un documento che lo assolve dalle sue responsabilità in seguito ad un intervento chirurgico non riuscito.

(Autrice: katrina)

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