Lost al RomaFictionFest: Cuse e Lindelof “alla fine sarete voi a dare le risposte”
I nostri cari autori ci lanciano tra le mani questa patata bollente, non solo stiamo impazzendo da ormai 5 anni dietro le loro visioni ma alla fine le risposte non saranno secche ma toccherà a noi interpretarle.
Ieri per radio ho ascoltato una miniintervista al direttore del Roma Fiction Festival e si chiedeva un resoconto della giornata dedicata al telefilm più innovativo e discusso degli ultimi anni.
Solo circa 800 persone hanno potuto assistere all’ora e mezza di conversazione tra gli autori, il regista degli episodi più significativi della serie, Jack Bender, e Matthew Fox.
La cosa più divertente anticipata dal direttore è che gli autori hanno scritto alcuni episodi/scene basandosi su dei propri sogni fatti in questi 5 anni.
Ma iniziamo ordinatamente dall’inizio, e siccome purtroppo noi non eravamo lì abbiamo trovato chi ha seguito parola per parola, ringraziando videofolli.it, ecco il nostro resoconto.
L’evento inizia con la visione di 6 clip, realizzati appositamente per l’evento, alcuni dei quali scelti da Cuse e Lindelof:
1° un riassunto di tutto Lost
2° la scena della partenza in zattera alla fine della 1° stagione
3° la morte di Charlie nel finale di 3° stagione
4° la scena della telefonata tra Desmond e Penny nell’episodio “La costante”
5° il primo flash forward dell’intera serie (quello tra Kate e Jack di notte vicino all’aeroporto)
6° una clip sul successo della serie nel mondo, con un appuntamento per il 2010
Gli Autori esordiscono dicendoci
“ Il fatto che abbiamo deciso di non parlarne molto e di non rispondere a tante domande è proprio perchè abbiamo pensato che sarebbe stato il pubblico a parlarne con gli amici e su internet. Proprio questo ha reso Lost più interessante”.
Ci parlano un po’ poi della genesi del progetto, Cuse e Lindelof inizialmente erano pronti a chiudere la serie a breve, consapevoli che il loro progetto era un azzardo e che forse il pubblico non era pronto ad apprezzare tutti i misteri dell’isola. Inoltre, il repentino licenziamento del produttore esecutivo abc, che ebbe l’idea iniziale, (di cui, a detta di Cuse, sentiamo la voce nel “Previously on Lost” negli inizi di puntata) non era un buon segno:
(Cuse)“Quando uscì il pilota ed abbiamo saputo che il produttore esecutivo era stato licenziato, io e Damon ci trovammo da soli e decidemmo di fare solo 12 episodi, utilizzando le nostre idee più creative e realizzando qualcosa che la tv non avesse mai visto. Ci siamo potuti permettere di violare molte regole che la televisione ha, con un copione molto complesso ed ambiguo, con tanti personaggi, in modo tale che questo fosse un serial diverso dagli altri”.
(Bender) “Anche io credo che tutto parta dalla sceneggiatura, dalla storia che questi due ragazzi che ho il piacere di definire partner e che tutti gli altri sceneggiatori e produttori tirano fuori ed elaborano. Credo che però ci sia un’altra ragione il cui il nostro show sia diventato quello che viene citato più frequentemente in tutto il mondo: innanzitutto abbiamo un fantastico cast di attori e di protagonisti che vanno a toccare il cuore di tutte le persone in varie parti del mondo nonchè un concetto globale, cioè di come si viva e sopravviva insieme ma, alla fine, si muoia da soli”.
Il tutto poi intriso di misteri inspiegabili difficili da seguire e da ricordare di episodio in episodio per gli spettatori, rendendo l’Opera ancora più complessa e strutturata innovativa per il pubblico del 2004, secondo Lindelof:
“Quando abbiamo cominciato, in tv non si era visto nulla del genere. Il pubblico di solito vedeva un inizio, un intermezzo e una fine. La gente era abituata a vedere cast di 8 personaggi massimo, senza mostri, sedie a rotelle, ecc. Noi abbiamo deciso di provare a raccontare la storia di un gruppo di persone che per almeno 2 anni resta su un’isola deserta, e penso che solo ora il pubblico stia capendo cosa avevamo in mente”.
Dal pubblico arriva una domanda “come inizia una giornata tipica degli autori di “Lost” ?
(Cuse) “Inizia con un po’ di alcool, tequila, vino…C’era il sospetto, vero? Io e Damon facciamo colazione nel mio ufficio, dove parliamo degli argomenti più vari, come la politica, la religione, le nostre famiglie, tra la mezz’ora e le due ore. Quindi andiamo nella stanza degli sceneggiatori, dove siamo in otto, sei sceneggiatori più noi due, e facciamo il making della storia, però in maniera diversa da come si fa in Europa: noi parliamo della storia nel complesso, mettiamo giù le nostre idee e le scriviamo su una lavagnetta. Potremmo anche avere 10 episodi su cui lavorare contemporaneamente, alcuni a livello di concezione, altri della scrittura, altri ancora del perfezionamento della sceneggiatura o della pre produzione o della regia. Pertanto è un grosso lavoro creativo che facciamo su tutta la storia.”
(Cartlon) in particolare parlo varie volte al giorno, soprattutto se abbiamo diversi episodi in produzione. Io sono responsabile di far sì che i vari episodi seguano la tabella di marcia, e quindi discutiamo sulle sceneggiature, se devo fare delle note di regia per quello che è stato realizzato. Con Cartlon e Damon comunichiamo spesso, su come sta andando la realizzazione, se ci piace, oppure del cast del singolo episodio”. (subito dopo, Cuse e Lindelof rispondono all’unisono “Non è vero!”)
Altra domanda “come fate a non dimenticare qualcosa nel corso degli anni?”
(Lindelof) “Lost è una nostra produzione, un nostro lavoro di 5 anni. E’ all’interno dei nostri geni, però c’è un signore, Gregg Nations, che archivia tutti i fatti accaduti e ce li ricorda durante i nostri viaggi nel tempo. Ovviamente non gli diciamo cosa accadrà, sennò si sparerebbe…”
“Come fate a gestire un cast così ampio?”
(Cuse) “Jack è alle Hawaii, io sono a Los Angeles. Non li abbiamo mai incontrati…”; mentre Bender ricorda come “all’inizio loro due mi avevano detto che con gli attori avrei dovuto lavorare io, e che loro non volevano averci a che fare”.
Entra in sala l’attesissimo Matthew Fox a cui viene subito chiesto “Come ci si sente a lavorare per “Lost”? Cosa provò la prima volta che lesse la sceneggiatura? (è stato il primo del cast a leggere il copione del pilot):
“La prima volta che ho letto la sceneggiatura mi trovato nell’ufficio di qualcuno alla Disney, ed era il secondo giorno che conoscevo Damon e J.J. Abrams. Nessuno sapeva dello show e mi hanno chiesto di leggere la sceneggiatura del pilot. Mentre lo facevo entravano continuamente in stanza per chiedermi cosa ne pensavo. E devo dire che è stata la miglior sceneggiatura di un pilota che abbia mai letto. Sono orgoglioso di aver fatto parte di questo show. Abbiamo ancora 8 mesi di lavoro, e me li voglio gustare”.
Dal pubblico “Attori ed autori si sono mai resi conto del rischio che stavano correndo nel lavorare ad una serie così diversa dalle altre?”
(Matt) “E’ una cosa che non mi è mai venuta in mente, anche perchè è molto pericoloso avvicinarsi ad uno show avendo queste preoccupazioni. Io ero assolutamente colpito dalla sceneggiatura, entusiasta all’idea di quelle che erano le opportunità con quelle premesse, ed è la cosa che mi ha permesso di gettarmi anima e corpo”.
“Possibile che non ci siano mai stati screzi, come in ogni telefilm che si rispetti?”
(Lindelof) “C’è una cosa su cui io e jack non siamo stati d’accordo, quando i personaggi cadono dall’alto: Jack pensa sia molto divertente. Voi ancora non avete visto la quinta stagione, perchè sarebbe illegale (il pubblico in sala ride), ma c’è una scena in cui Locke cade da un’altezza notevole, e ne abbiamo discusso a lungo”.
(Bender) “C’è stata un’ occasione in cui non era d’accordo con Cuse e Lindelof. Stavo partendo per le Hawaii e i due mi spiegavano l’arco narrativo della stagione, con la scena iniziale di una piccola figura che emergeva dalle onde che sarebbe stato un robot che avrebbe detto “Io sono Roby!”. Non capivo se mi stessero prendendo in giro o no, tant’è che avevano anche disegnato su un tovagliolino questo personaggio il giorno prima. Quella è stata l’unica volta che ho dubitato del loro gusto. (i due autori intervengono, rassicurando i fan: “Era uno scherzo…”) Di solito discutiamo, cerchiamo di capire e ci sono problemi e di risolvere l’inghippo. Siamo una squadra”.
Lindelof ci spiega che per la realizzazione dell’episodio “La costante”, uno dei più importanti di tutto il telefilm, c’è stato un maggiore impegno sulla sceneggiatura:
“Ci vogliono due settimane solitamente per scrivere un episodio, ma noi ce ne abbiamo messe cinque in questo caso per rendere esplicito il tema del viaggio nel tempo. Tutti parlano della mitologia di Lost, ma noi lavoriamo tanto sui personaggi e ci abbiamo messo tanto per fare un gran lavoro su di loro e sulla carica emotiva di quest’episodio”.
(Bender) “Sullo stile visivo, noi registi ci concentriamo sul mondo in cui si trovano questi personaggi, in particolare per questo episodio ho dovuto cercare un modo per descrivere quello che Desmond stava vivendo ed ho cercato anche io di farlo concentrandomi sul personaggio, ma non attraverso dei viaggi della mente, ma attraverso il mondo in cui si trova prima e dopo. Per questo abbiamo bisogno di attori così bravi, per poter dare il meglio”.
Finalmente s’inizia a parlare della 6 Stagione e Matt chiarisce un punto importante al pubblico:
“Posso avere un’immagine conclusiva del finale, ma non sono a conoscenza delle conversazione dei due autori tra di loro e col resto del cast. Loro sono stati furbi perchè hanno dato delle informazioni a me, ed altre agli altri di cui ne avevano bisogno, tenendoci all’oscuro su tutto. Per cui io potrei conoscere un finale, e gli altri attori un altro finale”.
Cuse “Matthew sa solo che l’isola si alzerà in volo e si sposterà, ma non sa dove”
Lindelof ribadisce ancora il finale era già chiaro per loro sin dall’inizio, quello che hanno fatto in questi anni è stato semplicemente scrivere tutto ciò che stava tra l’inizio e la fine.
Ma la rivelazione sul finale è a dir poco inquietante:
“Come per tutte le altre questioni filosofiche presenti nella serie, il finale dipenderà da come ognuno di noi sente i personaggi. Noi lavoreremo su diversi assi e su tutto il cast. Potremo rispondere a varie domande ed i personaggi dovranno lavorare su varie questioni, ma alla fine sarete voi a dare una risposta a queste”.
Il pubblico chiede se per il 2011, hanno già qualche progetto nuovo in mente:
Cuse “Siamo così impegnati che Lost è l’unica cosa a cui penseremo per il prossimo anno. E’ incredibile già essere a Roma, visto che conduciamo per Lost una vota monastica. Non so cosa accadrà, ma sicuramente qualcosa di diverso”
Lindelof “Mi unirò alla Dharma Initiative”.
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