Caught in the Web: The Murders Behind Zona Divas

Città del Messico, tra il 2010 e il 2017 una serie di femminicidi collegati a Zona Divas, un sito che pubblicizzava escort, quando in realtà era una copertura per una tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, sfruttamento fino agli omicidi.
Le ragazze erano attirate in Messico, dai paesi ancora più poveri, con la promessa di un lavoro e soldi facili, per poi sfamare a casa le proprie famiglie e figli. Ad alcune venivano paventati lavori di baby-sitter o pulizie, altre sapevano che avrebbero fatto le intrattenitrici, ma non di finire prigioniere di un sistema di totale controllo e sfruttamento, fin quando non avrebbero saldato i debiti con la compagnia che le aveva fatte arrivare li. Non potevano sfuggire al loro controllo, che prevedeva fino a 10 clienti al giorno, pena la morte.
A reclutare queste ragazze erano altre ragazze, quelle che hanno scelto di fare questo lavoro e che sono poi entrate nell’organizzazione, scalandone la gerarchia.
Il proprietario di Zona Divas era Ignacio Antonio Santoyo Cervantes, noto come Soni, che è stato libero di agire per anni creando un moderno sistema di schiavismo sessuale.
Però il fondatore dell’organizzazione Soni ribadisce che erano le ragazze a contattare Zona Divas e che facevano quel lavoro volontariamente. Lui aveva un sito solo di pubblicità.
Un sistema in cui le ragazze potevano incontrare chiunque senza protezioni, fino agli omicidi e ai finti colpevoli, incastrati dalla polizia corrotta o semplicemente incompetente.
Come se non bastasse lo sfruttamento e il ricatto verso le escort era attuato anche dai clienti del sito grazie al sistema delle recensioni. Una cattiva recensione non ti fa più lavorare, e quindi ricattabile da parte dei clienti che si riuniscono, si mettono d’accordo, organizzando addirittura dei ritrovi fra clienti del sito.
Poche superstiti raccontano la loro esperienza: Brenda, argentina, Candice, colombiana, mentre si conoscono le famiglie delle vittime.
Kenni, venezuelana, quando la madre si ammala e ha bisogno di costosi farmaci, parte per il Messico e si unisce a Zona Divas.
Voleva tornare a casa ma era costretta a lavorare, perché la stragrande maggioranza dei soldi finivano all’organizzazione a cui pagavano vitto, alloggio, servizio fotografico e percentuali a peso d’oro, per finire in una pagina più visibile del sito. Alcune o stavano con lui o le eliminava dal sito riducendole alla fame.
Wendy era fuggita dal Venezuela quando non avevano più da mangiare, arrivata a Città del Messico cade nella rete di Zona Divas. Kenni e Wendy sono solo due delle sei ragazze morte.
Una riesce a scappare dopo aver pagato il suo debito a Soni, lavorando segretamente al di fuori dell’organizzazione. Un’altra riesce a scappare fino all’ambasciata dove fa la sua denuncia ed inizia a emergere la verità.
Soni e il suo socio saranno infine arrestati, ma lasciando gli omicidi senza colpevoli.
Le famiglie non hanno avuto giustizia, nemmeno quando il responsabile dell’omicidio della figlia era stato individuato.
Corruzione? Incompetenza? Menefreghismo davanti alla morte di “semplici” escort?
Docuserie true crime in 4 episodi, in spagnolo con i sottotitoli in italiano, su Netflix.
Rating: 








Regista: Lucía Paz
Anno: 2024
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