Serpent, The

Nuova miniserie inglese, realizzata per la BBC One e Netflix, sul ladro, truffatore e serial killer di almeno 12 vittime, Charles Sobhraj.

Perpetrato i suoi crimini indisturbato in Asia tra il 1963 e il 1976, è stato poi trovato ed identificato solo grazie al lavoro diligente e meticoloso di un diplomatico olandese, Herman Knippenberg: l’uomo ha iniziato ad indagare, improvvisandosi detective, inizialmente sulla scomparsa e poi sugli omicidi di una coppia di turisti olandesi, trovati uccisi e bruciati in una radura.

Il killer Sobhraj, nato a Saigon, figlio di genitori poi divorziati a causa dell’abbandono della famiglia da parte del padre; in seguito adottato dal nuovo fidanzato della madre, un tenente dell’esercito francese di stanza nell’Indocina francese, viene ugualmente trascurato dalla coppia a favore degli altri figli della coppia nati successivamente: la sete di vendetta di Sobhraj colpirà il fratello minore, inizialmente suo partner in crime, a scontare anni di prigione al posto suo, grazie ad uno scambio d’identità.

Sobhraj mette in atto mirabolanti rapine in tutta l’Asia e ne se ne fa vanto con la moglie francese, sapendo che in Francia, un uomo povero e di colore, non sarebbe mai riuscito ad avere il successo e la ricchezza che credeva invece meritarsi per le sue abili capacità intellettive, come riuscire ad evadere più volte dalle prigioni asiatiche, fingendo malesseri, corrompendo le guardie, manipolando e drogando i secondini.

Tra Hong Kong e la Thailandia si finge un commerciante di pietre preziose, grazie anche ai suoi partners in crime: la fidanzata Marie-Andrée Leclerc, canadese,  che rassicura e avvicina le vittime delle truffe, e il suo braccio destro indiano Ajay Chowdhury procuratore di droghe e contatti, nonché complice degli omicidi e occultamento dei cadaveri.

Sobhraj prova profondo odio verso i ricchi hippie che girano il mondo grazie alle ricchezze di famiglia e ne fa una giustificazione ideologica. Mette in pratica i suoi crimini soprattutto sul famoso “Hippie Trail”, percorso battuto appunto da membri della cultura hippie, che si estende dal Sud Asiatico fino all’Europa.

Avvelenandoli con dei farmaci, gli sprovveduti hippie si lasciano curare dall’uomo che invece continua a somministrare loro ulteriore droga, in modo da soggiogarli, derubarli di passaporti e averi, e liberandosene quando questi diventavano “scomodi” o mettevano in pericolo la sua copertura, abbandonandoli in spiaggia.

Per questo motivo l’uomo viene soprannominato The Bikini Killer, The Splitting Killer e The Serpent, per la sua spietatezza, l’abile manipolazione e totale anaffettività da psicopatico con disturbo antisociale della personalità.

Conoscendo bene le leggi di ogni luogo e il modo di eludere il sistema, ha agito indisturbato uccidendo tra Thailandia, Nepal, Pakistan, India, Malesia, Afghanistan, Turchia, Grecia, per poi tornare a vivere da uomo libero e indisturbato, in Francia, usando i passaporti ogni volta differenti delle sue vittime.

Il diplomatico olandese Herman Knippenberg è il primo che si mette sulle sue tracce, grazie anche all’aiuto dell’attuale ex-moglie Angela Kane e a Nadine e Remi Gires, una coppia di turisti che vivevano a Bangkok nello stesso residence di Sobhraj e che iniziarono a sospettare del’uomo mentre provava ad “usarli”, per trovare altri turisti per le sue “compravendite”.

Herman si ritrovò per caso in questa situazione, ma è solo grazie al suo impegno da detective che la figura del diplomatico cambiò radicalmente il proprio significato: al tempo, infatti, a nessuno nelle ambasciate fregava nulla dei turisti scomparsi.

Tutt’oggi Herman Knippenberg conserva tutto il materiale raccolto e ha ancora il caso Charles Sobhraj, aperto ed aggiornato.
Il killer nel frattempo ha guadagnato milioni di dollari in diritti d’autore, tra interviste in TV in Francia, ed essendo il soggetto di tre libri di saggistica: Serpentine (1979) di Thomas Thompson, la sezione intitolata “The Bikini Murders” di Noel Barber nella raccolta Reader’s Digest Great Cases of Interpol (1982) e The Life and Crimes of Charles Sobhraj (1980) di Richard Neville e Julie Clarke: quest’ultimo è stato la base per un film per la TV del 1989 Shadow of the Cobra.
E ancora, il film hindi del 2015 Main Aur Charles, diretto da Prawaal Raman e Cyznoure Network, è basato sulla fuga di Charles Sobhraj dal carcere di Tihar, Nuova Delhi.

Ed infine questa miniserie, per la quale tanti protagonisti di quel tempo sono stati chiamati come consulenti per la scrittura, come la ex moglie di Herman e alcuni ex amici di Charles, veri e propri testimoni della vicenda.

8 episodi, da 58 minuti ognuno, disponibili su Netflix.
Inquietante e teso.

Rating: ★★★★★★★☆☆☆ 

Sceneggiatura: Richard Warlow, Toby Finlay

Regia: Tom Shankland, Hans Herbots

Cast

Tahar Rahim: Charles Sobhraj
Jenna Coleman: Marie-Andrée Leclerc
Billy Howle: Herman Knippenberg
Ellie Bamber: Angela Knippenberg (later Angela Kane)
Amesh Edireweera: Ajay Chowdhury
Tim McInnerny: Paul Siemons
Chicha Amatayakul: Suda Romyen
Sahajak Boonthanakit: Generale Maggiore Janthisan
İlker Kaleli: Vitali Hakim
Adam Rothenberg: Gilbert Redland
Mathilde Warnier: Nadine Gires
Anno: 2021

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