Chiamami col tuo nome

Un film delicatissimo ma vivido e realistico nel mostrarci l’inizio di un amore, una passione, una connessione fusionale in cui l’uno diventa l’altro e viceversa, in cui l’altro diventa se stesso se lo chiami con il tuo nome.

Estate 1983, tra le province di Brescia e Bergamo, Elio Perlman, un diciassettene italoamericano di origine ebraica dai molteplici interessi e passioni, fa le vacanze estive con i genitori nella loro villa del XVII secolo.

Un giorno arriva Oliver, come ogni anno il padre invita li per l’estate un suo studente che di solito per Elio diventano degli invasori detestabili a cui dover cedere persino il proprio letto e stanza.

Oliver è uno studente americano ventiquattrenne che sta lavorando alla sua tesi per il dottorato con il padre di Elio, docente universitario di archeologia.

Elio nei suoi confronti è inizialmente sottilmente ostile mentre Oliver con i suoi “dopo” elusivo e sfuggente, ma nonostante tutto Elio viene attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la sua vita.

Luca Guadagnino, con la collaborazione di Walter Fasano e di James Ivory, si è ispirato al romanzo omonimo di André Aciman per chiudere l’ideale trilogia sul desiderio iniziata con Io sono l’amore e proseguita con A Bigger Splash.

La sceneggiatura scritta in circa nove mesi da James Ivory gli è valsa meritatamente l’Oscar.

Da vedere.

Rating: ★★★★★★★★★☆ 

Regista: Luca Guadagnino

Cast

Timothée Chalamet: Elio Perlman
Armie Hammer: Oliver
Michael Stuhlbarg: Sig. Perlman
Amira Casar: Annella Perlman
Esther Garrel: Marzia
Victoire Du Bois: Chiara
Vanda Capriolo: Mafalda
Antonio Rimoldi: Anchise
Elena Bucci: Bambi
Marco Sgrosso: Nico
André Aciman: Mounir
Peter Spears: Isaac
Anno: 2017

Padre “È nata una bella amicizia tra di voi”.

Elio “Sì”.

Padre “Sei troppo sveglio per non capire quanto raro… quanto speciale, sia stato il vostro rapporto”.

Elio “Oliver era Oliver”.

Padre “”Perché era lui. Perché ero io.””

Elio “Oliver può essere molto intelligente, ma…”

Padre “È molto più che intelligente. Quello che c’è stato tra voi… c’entrava e non c’entrava con l’intelligenza.
Lui è una persona buona. E avete avuto fortuna a trovarvi, perché… anche tu sei una persona buona”.

Elio “Credo che lui fosse migliore di me. Credo che fosse migliore di me.”

Padre “Sono certo che direbbe la stessa cosa di te”.

Elio “Sì! Direbbe la stessa cosa”.

Padre “È un complimento per entrambi.
Quando meno te l’aspetti… la natura è molto abile nello scovare i nostri punti deboli. Tu… ricordati che io sono qui.
Adesso, magari, non vuoi provare niente. Forse non hai mai voluto provare qualcosa.
E… forse non è con me che vuoi parlare di queste cose, ma… hai provato qualcosa, è ovvio.
Senti, tra voi c’è stata una bellissima amicizia. Forse anche qualcosa di più. E io ti invidio.
Al posto mio, la maggior parte dei genitori spererebbe che tutto si dissolva, pregherebbe che il figlio
ne esca indenne, ma… Ma io non sono quel tipo di genitore.
Rinunciamo a così tanto di noi per guarire più in fretta… che finiamo in bancarotta a trent’anni.
E abbiamo meno da offrire, ogni volta che ricominciamo con una persona nuova.
Ma costringersi a non provare nulla per non provare qualcosa… Che spreco!

Ho parlato a sproposito?

Allora lasciami dire un’ultima cosa. Tanto per essere chiari.
Magari ci sono andato vicino… ma non ho mai avuto ciò che avete avuto voi. C’era sempre qualcosa… che mi tratteneva o mi ostacolava.
Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Ma… ricorda. Cuore e corpo ci vengono dati una volta sola. E… prima che tu te ne accorga, il tuo cuore è esausto e… il tuo corpo, arriva un momento in cui nessuno lo guarda più, e tantomeno vuole avvicinarglisi.
Adesso… c’è sofferenza. Dolore. Non soffocarlo. E con esso la gioia che hai provato”.

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