Jane Eyre (1983)

Miniserie televisiva Inglese, prodotta dalla BBC nel 1983, tratta dall’omonimo romanzo di Charlotte Brontë.

Qui l’impostazione è più come uno sceneggiato, in cui tutto è immobile e solo gli attori si muovono sulla scena. In tutto sono 11 episodi ma della durata ognuno di circa 28 minuti.

Rimasta orfana, da piccola Jane Eyre viene mandata a vivere a casa della zia, la perfida signora Reed, i tre cugini le sono ostili, il maschio la picchia e la zia la tratta con crudeltà per poi liberarsi di lei mandandola a vivere a Lowood, un tetro istituto per orfani. Qui ne muoiono parecchi per malattie e malnutrizione ma Jane riesce a sopravvivere e da adulta ne diverrà una delle insegnanti, ma sogna di lasciar quel posto.

A 19 anni Jane mette un annuncio e viene assunta come istitutrice della piccola Adele a Thornfield Hall, la casa del ricco Edward Rochester. Il carattere brusco e scontroso dell’uomo non impedisce la nascita di un profondo legame tra i due.
Specialmente di fiducia, visto che una notte Jane gli salva la vita svegliandolo mentre andava a fuoco il suo letto.

Lui, per conquistarla e farsi svelare i suoi sentimenti per lui, la fa ingelosire insinuando tra tutti l’idea che lui a breve sposerà l’affascinante e altolocata Mss. Blanche Ingram.

Jane si allontana per andare al capezzale della zia che le rivelerà i torti che le ha fatto, tra questi disse all’unico parente in vita di Jane, uno zio che voleva lasciarle la sua eredità, che lei era morta.

Jane fa ritorno a Thornfield, qui il signor Rochester le rivela il suo amore per lei e le chiede di sposarlo; ma il giorno delle nozze Jane scopre che l’uomo è già sposato con una donna pazza che vive segregata in un’ala del castello.

Jane scappa da li, vagherà, verrà presa per una mendicante e poi accolta nella casa del defunto padre del vicario St John Rivers e delle sue due sorelle.

Anche lui vorrà sposarla. Cosa deciderà di fare Jane?

L’interpretazione dell’affascinante Timothy Dalton nei panni dell’appassionato Edward Fairfax Rochester vale il prezzo del biglietto, anche se in alcuni punti la recitazione è un pò troppo melodrammatica e sopra le righe, ma per uno sceneggiato di quei tempi era l’usanza; invece la Jane Eyre di Zelah Clarke è quella meno attraente di tutte quelle portate sullo schermo, piccolo o grande, sarà per quegli occhi deprimenti e quello sguardo da pesce morto che ha per tutto o quasi il tempo, smorzando l’arguzia o la sotterranea passionalità del personaggio. Anche ai suoi disegni qui viene dato meno spazio e sfogo, come altro barlume del suo animo che va oltre l’apparenza.

Ma se siete appassionati della Bronte non potrete non vedere anche questa versione in cui ci son dei cambiamenti rispetto a tutte quelle proposte poi, qui è Mr Rochester che si finge essere la zingara/maga e qui nell’incendio oltre alla vista perde anche una mano.

Ma al drama non si comanda ed anche quest’opera, per l’epoca, è ben fatta anche se più statica.

Rating: ★★★★★★¾☆☆☆ 

Regista: Julian Amyes
Sceneggiaore: Alexander Baron

Cast

Zelah Clarke: Jane Eyre
Timothy Dalton: Rochester
Carol Gillies: Grace Poole
James Marcus: John
Jean Harvey: Mrs. Fairfax
Colin Jeavons: Briggs
Damien Thomas: Mason
Joolia Cappleman: Bertha
Eve Matheson: Leah
Elaine Donnelly: Diana Rivers
Blanche Youinou: Adèle
Morag Hood: Mary Rivers
Kate David: Bessie
Sian Pattenden: Jane da bambina
Judy Cornwell: Mrs. Reed
Andrew Bicknell: St. John Rivers
Robert James: Brocklehurst
Anno: 1984

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