Middlemarch

In una cittadina immaginaria dell’Inghilterra centrale, tra il 1830 e 1832, si parla dello status delle donne, la natura del matrimonio, l’idealismo e gli interessi personali, la religione e l’ipocrisia, le riforme politiche del tempo, la riforma elettorale, le prime ferrovie, la morte di Giorgio IV e la successione di suo fratello il Duca di Clarence, lo stato nell’avanzamento della scienza medica del tempo, della mentalità profondamente reazionaria di una comunità che affronta dei cambiamenti non desiderati, e ovviamente anche d’amore, avidità, drama e speranza per un futuro più equo verso i poveri e chi non gioca sporco.

Dorothea Brooke, giovane benestante e intelligente aspira a compiere grandi opere, lanciandosi in progetti sociali come ridisegnare i cottage dei coloni di suo zio, avido e negligente, ma visto che nessuno la prende sul serio decide di sposare il Reverendo Edward Casaubon, invece di un altro corteggiatore più giovane ricco ed affascinante, ma il Reverendo, di quasi trenta anni più vecchio di lei, sembra un uomo colto con una grande biblioteca e un progetto di pubblicazione di un opera omnia che copra tutte le discipiline.

Dorothea già solo all’idea di poter con lui imparare, studiare, trascrivere ed essergli da aiuto in ogni modo se ne infatua decidendo di sposarlo dopo appena il primo incontro. Ma la realtà sarà ben diversa, Casaubon non la includerà e coinvolgerà in nulla nonostante le rimostranze di lei, mettendola subito ogni volta a tacere perchè infastidito. Così Dorothea si voterà solo nel servirlo come può mentre lui è chiuso nei suoi studi e manoscritti.

Ma ad accorgersi di lei, della sua bellezza grazia e spirito vivace sarà il cugino di Casaubon, Will Ladislaw, uno che ancora non ha trovato la sua vocazione, che potrebbe spaziare dall’artista all’attivista politico al giornalista tipografo, ma che di una cosa è certo, la ama e non può starle lontano. Però Will vive di un sussidio datogli da Casaubon, perchè sua madre sposandosi per amore venne diseredata.

Casaubon, accortosi di questa simpatia tra i due, e nella totale impotenza di riuscire ad asservire e annullare totalmente la personalità e desideri della moglie, alla sua morte mette una clausola nel testamento: se la moglie sposerà Will Ladislaw perderà tutto l’ingente lascito.

Intorno alla vicenda centrale tutto un gruppo di personaggi di diverse classi sociali che lottano ognuno per ottenere qualcosa, il medico idealista che lavora gratis e per la realizzazione di un ospedale aperto a tutti, la moglie viziata invece all’alto status a cui era abituata, un giovane giocatore d’azzardo che perde soldi ovunque ha debiti ingenti ma vorrebbe sposare una domestica, che invece vorrebbe per lui un futuro più stabile, i “padroni” della città e i loro giochi di potere, vendette, cupidigia e ritorsioni.

Tratto da un romanzo di George Eliot, pseudonimo di Marie Anne Evans (in seguito Marian Evans), di cui Virginia Woolf fu una delle sostenitrici descrivendolo come “un libro magnifico che, pur con tutte le sue imperfezioni, è uno dei pochi romanzi inglesi veramente per adulti”.

Il libro come la serie si conclude come era iniziato, con Dorothea:

«La piena natura di lei […] si esaurì in rivoli che sulla terra non portavano un gran nome. Ma l’effetto della sua esistenza su coloro che la circondavano si diffuse in misura incalcolabile: perché il bene crescente del mondo in parte dipende da azioni prive di storia».

In tutto 7 episodi.

Allora come finirà? Trionferà l’amore?

Un pò lento ma avvincente, e poi vedere un giovanissimo Rufus Sewell in erba è sempre un piacere.

Rating: ★★★★★★★☆☆☆ 

Sceneggiatore: George Eliot (novel), Andrew Davies
Regista: Anthony Page

Cast

Juliet Aubrey
Rufus Sewell
Douglas Hodge
Patrick Malahide
Trevyn McDowell
Julian Wadham
Robert Hardy
Peter Jeffrey
Michael Hordern
Anno:

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