Lost Intervista a Emilie de Ravin (Claire)
Intervista molto simpatica alla bionda australiana, alias Claire, alias Emilie de Ravin. Dopo il continua!
D: Dunque Claire è pazza, no?
R: [Ride] In parole povere sì!
(In inglese si usa il termine nutshell per dire “in poche parole”, che letteralmente significa “guscio di noce” ndr)
D: Curioso che tu abbia usato l’espressione “nutshell”, ho sentito parlare di un certo baby scoiattolo…
R: Mmmhmmm … Mi sono creata uno scoiattolino con un po’ di ossa di scoiattolo, un po’ di pelliccia e qualche bottone per gli occhi. Molto dolce.
D: Ovviamente non potevi semplicemente sparire con tuo padre in quella capanna per un’intera stagione e non subirne le conseguenze, quindi cos’è successo?
R: Sì, ha passato tre anni a vivere da sola, costruendosi la sua casa, procurandosi il cibo e difendersi. L’unica persona con cui ha avuto contatti come amico è Locke – che non è davvero Locke. Perciò qualsiasi informazione su quello che succedeva agli altri sull’Isola veniva da lui. E ci sono forse alcune cose che non sono del tutto vere. L’ha portata a credere che gli Others avessero il suo bambino al Tempio, percui il suo unico piano negli ultimi tre anni era quello di riaverlo indietro. Scoprire che si trova fuori dall’Isola e che Kate se lo sia portato con se è un totale, totale shock per lei. Adesso c’è un’interessante relazione tra Claire e Kate – un insieme di ostilità, per dirne una, ma anche rispetto e gratitudine.
D: Pensi ci sia un modo per farla rinsavire? O Claire finirà sull’Isola, sempre pazza?
R: L’evoluzione in questa stagione del suo personaggio è un tornare a chi era prima Claire. E’ ancora lì, nonostante tutto, anche se è abbastanza fuori di senno. C’è ancora un qualcosa di quello che è ed era.
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