Kai the Hitchhiker

Un surfista homeless chiede un passaggio a uno sconosciuto in direzione Fresno, California.
I due durante il tragitto si fumano una canna quando il guidatore, un uomo di 130 chili per quasi due metri d’altezza, confessa a Kai di aver violentato una ragazzina di 14 anni, di essere il secondo Messia dopo la venuta di Cristo e che tutti i neri devono estinguersi, prima di investire col suo veicolo proprio una donna nera in pieno giorno, schiacciando il suo corpo contro un camion.
Quando un’altra donna arriva sulla scena dell’incidente per prestare soccorso, l’uomo esce dall’auto la stringe in una morsa da grizzly e inizia a soffocarla. A questo punto interviene Kai, che prende un’accetta dal suo zaino, e comincia a colpire l’autista sulla testa. Due volte con il manico dell’accetta sulla testa dell’uomo e un’altra con la lama che gli colpisce la mano.
Per caso un reporter della tv locale KMPH, alla sua prima uscita sul campo, assiste alla scena e intervista l’eroico autostoppista con l’accenta, nel video Kai ripete “Smash, smash, SUH-MASH!” mentre descrive l’accaduto. Il video diventa virale in poche ore, milioni di persone in tutto il mondo lo vedono, e Kai viene eletto nuovo eroe di Internet. Ora tutti lo vogliono in Tv e tutti lo cercano per un’intervista, un incontro, una bevuta con lui, lo ospitano a casa. I media si avventano come avvoltoi su di lui per sfruttarne la fama, ignorando tutti i segni di instabilità mentale che mostrava.
Dalle ricostruzioni Kai Lawrence, all’anagrafe Caleb McGillvary, aveva avuto un infanzia difficile e traumatica, con la madre che lo teneva sempre chiuso in stanza in penombra. Quando a 13 anni tentò di dar fuoco a casa fu mandato in una casa famiglia. Ora Kai andava in giro per l’America felice di esser senza casa e di fare surf. Mostrava aspetti di grande generosità quando dava quello che aveva a chi ne aveva meno di lui, attestavano i fans.
Arriva al Jimmy Kimmel Sjow, ma non riescono a creare altri show su di lui.
La sua fama durerà 3 mesi, fino a quando Kai verrà arrestato con l’accusa di omicidio.
Kai afferma che l’avvocato 73enne Joseph Galfy, l’aveva abbordato a Times Square per poi portarlo in un ristorante italiano e offrirgli di passare la notte da lui, invito che Kai ha accettato. A casa di Galfy, dopo aver bevuto insieme, Kai perde i sensi per svegliarsi sentendosi stato drogato e violentato.
Il 14 maggio del 2013, Kai scrisse su Facebook un messaggio che iniziava con: “Cosa avreste fatto voi, se vi foste svegliati nella casa di uno sconosciuto intontiti e con uno strano sapore metallico in bocca…?”, per poi aggiungere i suoi sospetti sull’essere stato appunto drogato e violentato.
L’indomani Kai saluta e se ne, va ma chi lo doveva ospitare, una fans, non si fa viva così, non avendo altro posto in cui dormire, Kai torna a casa di Galfy, risvegliatosi nella stessa situazione della notte precedente Kai reagisce.
Nel maggio del 2013, tre mesi dopo quell’intervista diventata virale, Joseph Galfy fu trovato morto nella sua casa di Clark, New Jersey. Indossava solo un paio di mutande e di calze, e il suo cranio era massacrato. Secondo Kai colpendolo con mani e gomiti, fino a ucciderlo.
La polizia trovò un pezzo di carta sotto il suo pc con sopra scritto il nome di Kai e il suo numero di telefono, insieme a un biglietto del treno.
Le autorità trovarono Kai in una stazione degli autobus di Philadelphia qualche giorno più tardi. Con i capelli tagliati.
Nel 2019, Kai è stato giudicato colpevole di omicidio di primo grado e condannato a 57 anni di reclusione in un carcere di massima sicurezza. Dovrà scontare almeno l’85% della sua pena: la sua richiesta di appello, nell’agosto del 2021, non è stata accolta, ma lui continua a provarci.
Docuserie true crime su Netflix.
Rating: 








Regista: Colette Camden
Anno: 2023
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