Night Stalker

Un serial killer terrorizza Los Angeles, difficile da catturare per il suo variegato modus operandi, uccidendo almeno 16 persone dal 10 aprile 1984 al 24 agosto 1985, in una veloce escalation di morti tempisticamente sempre più ravvicinate, arrivando anche ad uccidere più persone in luoghi diversi nella stessa notte.
Di notte entra negli appartamenti da finestre o entrate laterali, colpendo per lo più ragazze, donne anziane, coppie anziane in cui sparava prima all’uomo per poi infierire sulle donne che venivano assalite, mutilate, stuprate e uccise.
Il 26 giugno rapì di notte, prelevandola dalla sua stanza, la piccola Anastasia Hronas, una bambina di 6 anni; dopo averla ripetutamente violentata la lasciò libera abbandonandola vicino un benzinaio.
La piccola eroica bambina fu cruciale, aprendo anche per gli investigatori l’idea di un nuovo e diverso modus operandi, rapiva bambini li molestava ma poi li liberava. Complicando ancor più il lavoro del Profiler, visto che l’assassino non lasciava impronte digitali sui luoghi dei crimini per identificarlo, nonostante dopo gli omicidi si accomodasse nelle case mangiando e bevendo quello che c’era nel frigo.
L’unica traccia che poi ha collegato i casi, scoprendo che fosse lo stesso uomo: un’impronta numero 44 di una scarpa sportiva marca Avia, di cui ne erano state comprate solo un paio nere a Los Angeles. Ma, quando ci fu un omicidio con lo stesso modus operandi a San Francisco, la sconsiderata Sindaco dell’epoca rivelò tutti gli indizi alla stampa, che aveva la polizia fino a quel momento, tra cui l’unica distintiva impronta. Da lì il killer cambiò scarpe. Protraendo i tempi dalla cattura e aumentando così il numero delle vittime nel frattempo.
Le sopravvissute descrivevano il killer come un uomo alto di etnia ispanica con lunghi e ricci capelli neri, il viso scarno e allungato, la dentatura in pessime condizioni e un odore pungente.
La svolta decisiva nel caso ci fu il 24 agosto 1985, Inez Erickson fu lasciata viva dall’assassino, che aveva appena ucciso il suo ragazzo e dopo averla molestata sessualmente, riesce a dare la descrizione dell’auto su cui era fuggito.
Trovata abbandonata poi, gli investigatori riscontrarono un’impronta sullo specchietto retrovisore portando così all’identificazione di Richard Muñoz Ramirez, venticinquenne ispanico con una lunga serie di precedenti per stupro e spaccio di droga.
Due giorni dopo fu stampata su tutti i giornali la sua foto segnaletica, Ramirez fu riconosciuto, circondato e quasi linciato da una folla di passanti a East Los Angeles, mentre cercava di rubare un’auto. Gli agenti accorsi sul luogo dovettero disperdere la folla per impedire che lo uccidessero.
All’inizio del processo mediatico a Richard Ramirez si riscontrò che impazzava, sul web e non, un gruppo di groupie affascinate e invaghite dall’assassino mosso da Satana.
Richard Ramirez fu condannando alla pena di morte ma, durante la detenzione, morì di cancro.
Docuserie su Netflix in 3 episodi.
Rating: 








Anno: 2021
Lascia un commento