The Echoes of Survivors: i sopravvissuti alle tragedie coreane

Docuserie coreana sulle terrificanti storie di sopravvissuti ai periodi più bui della Corea.

Il documentario copre anche alcune delle peggiori violazioni dei diritti umani nella storia coreana moderna.

La serie di otto episodi copre quattro diversi eventi nella storia coreana: Busan’s Brothers’ Home, un seguito dei casi legali alla chiesa JMS affrontati nella docuserie sempre su Netflix “In the Name of God: A Holy Betrayal” rilasciata nel 2023 che si concentrava sul leader di Jesus Morning Star (JMS) Jeong Myeong-seok, gli omicidi di bande della “famiglia Chijon” e il crollo del Sampoong Department Store.

Non si sa quale sia la più agghiacciante.

Brothers Home

Brothers Home, o Hyungje Bokjiwon, era un campo di internamento che operava come “struttura di benessere” a Busan, la seconda città più grande della Corea. Ha operato dal 1975 al 1987, ed è stato sostenuto da ordinanze anti-vagranza, messo in atto negli anni ’60 e ha dilagato in vista dei Giochi asiatici del 1986 e delle Olimpiadi estive del 1988. All’epoca, la Corea era sotto una dittatura militare, che fu rovesciata nel 1987.

Il Presidente Chun Doo-hwan aveva bisogno di ripulire le strade da tutta la spazzatura “umana” che c’era, vagabondi e chi non era utile alla società, per far bella figura agli occhi del mondo.

Park In-geun, un militare in pensione e un assistente sociale cristiano, si offre di gestire una struttura che li contenesse e rieducasse tutti, per questo riceveva sussidi statali per ogni singola persona stazionante li. Qui veniva tutto gestito dalla sua famiglia.

Così Park In-geun, Dio indiscusso di quelle prigioni, corrompendo agenti di polizia che rapivano per strada anche bambini e ragazzi con delle famiglie, chiunque veniva trovato solo al parco o per strada veniva prelevato per poi diventar lì un numero con delle tute celesti tutte uguali. Qui bambini e bambine venivano picchiati, anche a morte, drogati, seviziati, stuprati e molti seppelliti sulla collina retrostante il centro rieducativo.

Tra l’altro i bambini venivano venduti attraverso le agenzie di adozione, i detenuti erano costretti a svolgere manodopera non retribuita, spesso con pochissimo cibo avariato.

Si stima che 657 persone siano state uccise.

In totale, circa 40.000 persone sono state confinate nella residenza di gruppo nel corso della sua attività, con più di 3.000 persone detenute in una sola volta al “picco” della struttura.

Anche dopo la caduta del dittatore e la chiusura della Brothers Home, dopo aver scoperto le ingenti somme intascate e nascoste da Park In-geun che teneva tutte per se e non ai detenuti, venne accusato solo per appropriazione indebita e corruzione, scontando solo 30 mesi di carcere. Questo poi se ne scappò in Australia con la famiglia e affiliati per una nuova ricca vita. Tutt’oggi i discendenti ricchi grazie a quei soldi insanguinati se la ridono in faccia a uno delle vittime. Il figlio minore di Park In-geun dichiara esser stata tutta colpa del Presidente.

Il caso di culto JMS

“In the Name of God: A Holy Betrayal” documentario rilasciato nel 2023 si concentrava sul leader di Jesus Morning Star (JMS) Jeong Myeong-seok una Missione evangelica cristiana, conosciuta anche come Provvidenza.

Qui conosciamo Jung Myeong-seok fondatore di JMS e un messia autoproclamato per le sue decine di migliaia di seguaci in tutta la Corea e nel mondo, anche a Taiwan, Hong Kong, Giappone e Australia. Dopo essere stato condannato per stupro nel 2008 e aver scontato un decennio di carcere, è stato nuovamente incriminato nel 2022 per l’aggressione sessuale di due follower donne. La storia di queste due sopravvissute, Maple e Amy, è stata raccontata nel primo documentario.

In Echoes of Survivors due dei suoi episodi ci mostrano come il modello di abuso sessuale di Jung Myeong-seok è stato tenuto segreto per così tanto tempo, e le misure a cui l’organizzazione è andata a cercare affinchè In the Name of God potesse essere rilasciato.
Qui il ruolo che il secondo in comando di Jung, Jung Jo-eun, ha svolto nel permettere al suo abuso di seguaci femminili di continuare. L’anno scorso, è stata condannata a sette anni di carcere per il suo ruolo negli abusi. Jung è stato condannato ad altri 17 anni di carcere nel 2024.

La docu-serie sostiene anche che i membri della JMS, che sono anche agenti di polizia, hanno abusato delle loro posizioni per cercare di tenere Jung fuori di prigione. Chiedendosi quante istituzioni coreane includono membri fedeli di JMS.

Lasciandoci con il messaggio finale di Maple: “A ogni donna là fuori che attraversa lo stesso dolore di me, restiamo forti”.

La famiglia Chijon uccide

La vittima e unica superstite degli omicidi della famiglia Chijon ci racconta il suo orrore e terrore tutt’oggi.

Gli omicidi della “famiglia di Chijon”, noto anche come caso di omicidio seriale Jijonpa, si riferiscono a una serie di crimini avvenuti tra il 1993 e il 1994.

La “famiglia Chiwon” era una banda organizzata dallo stupratore condannato e in carcere Kim Gi-hwan, motivata dalla rabbia di classe.

Kim convinse altri sei uomini della classe operaia, di età compresa tra 18 e 23 anni, a unirsi a lui nel colpire i ricchi per estorsione e omicidio. Gli è venuta l’idea per la banda dopo aver visto un notiziario sulla corruzione dell’esame di ammissione all’università. La banda prevedeva di raccogliere un miliardo di won (circa $ 1,25 milioni all’epoca). Hanno ucciso cinque persone, tra cui uno dei loro stessi membri che ha cercato di lasciare il gruppo.

Lee Jeong-su, a vent’anni all’epoca, è stata rapita insieme a un uomo con cui si frequentava casualmente. I due non erano ricchi, ma erano alla guida di una Hyundai Grandeur, un’auto che era considerata un segno di ricchezza in quel momento. Bloccarono l’auto e li rapirono portandoli nel loro covo adibito a prigione con annessa fornace per sbarazzarsi dei cadaveri.

Lee è stata trattenuta dalla banda per sette giorni ed è stata costretta a uccidere molti dei loro obiettivi, tra cui il suo amico. Dopo la fuga di Lee, facilitata da uno dei membri della banda infatuato di lei. Riuscita ad arrivare alla polizia e raccontandogli tutta la storia inizialmente la polizia la prese per pazza, ma il riscontro dell’omicidio del collega fatto passare per incidente automobilistico li allertò. Lee nascosta nell’auto degli agenti riuscì a portarli fino al covo dei Chijon. Cautamente i pochi agenti riuscirono ad arrestare i membri, che sono stati poi condannati a morte.

Lee è ancora profondamente traumatizzata.

Crollo il grande magazzino di Sampoong

Gli ultimi due episodi di The Echoes of Survivors esaminano il peggior disastro “peacetime” della Corea nella storia: il crollo del Grande Magazzino di Sampoong.
Nel 1995, cinque anni dopo la sua apertura, uno dei grandi magazzini più lussuosi di Seoul è crollato improvvisamente su se stesso in un attimo, uccidendo 502 persone e ferendone altre 937. Più della metà delle vittime erano dipendenti. Molti dei clienti nell’edificio al momento del crollo erano donne che facevano shopping per la cena.

Una tragedia inimmaginabile mentre i soccorsi cercano i sopravvissuti vengono stoppati da vari disturbatori, autorità in cerca di foto e consensi, sensitivi e chiromanti, sciacalli.
L’allora impiegato del negozio di 18 anni Yoo Ji-hwan, è stato estratto dal relitto quasi 12 giorni dopo il crollo iniziale e altre tre donne.

Ma di molti non se ne sono trovati nemmeno i resti spiaccicati dal crollo, le famiglie disperate furono costrette ad andar a cercare tracce nella discarica adibita per il celere sgombro dell’area dell’edificio crollato.

Le cause?

Il crollo è avvenuto a causa di una costruzione scadente che ha consapevolmente infranto i requisiti di sicurezza in vigore in quel momento. La società originariamente si è appaltata per costruire l’enorme struttura a lastre flat che ha lasciato il progetto dopo che Lee Joon, presidente della divisione costruzioni del Gruppo Sampoong, ha chiesto modifiche al design che avrebbero consentito una planimetria più spaziosa. Le indagini successive hanno determinato che l’edificio non era strutturalmente solido ed era destinato a crollare.

Ben due mesi prima del crollo, i dipendenti avevano notato una grande crepa sul tetto dell’ultimo piano, dove l’edificio aveva cominciato a sgretolarsi. Il giorno del crollo, il danno strutturale è diventato più evidente. La direzione dei grandi magazzini ha tenuto una riunione di emergenza alle 15, circa tre ore prima del crollo, per determinare se dovrebbero chiudere ed evacuare l’edificio. Guidati da Lee, hanno votato solo per chiudere il quinto piano, volendo aspettare fino a dopo l’orario di lavoro per ispezionare l’edificio. Lee non voleva perdere gli affari. Sono stati lanciati allarmi di emergenza alle 17:50, e i dipendenti hanno iniziato a evacuare gli acquirenti. Due minuti dopo, il tetto e il quinto piano dell’ala sud sono crollati, innescando un crollo catastrofico fino ai piani seminterrati.

Lee è stato poi riconosciuto colpevole di omicidio colposo involontario e ha scontato sette anni, sei mesi di carcere. Suo figlio, Lee Han-sang, che era anche presidente del negozio, è stato condannato per corruzione e omicidio accidentale. Due urbanisti sono stati condannati per aver preso tangenti.

Due mesi dopo il crollo, Lee Joon e Lee Han-sang hanno offerto la totalità della ricchezza del Gruppo Sampoong per aiutare a risarcire le vittime e le loro famiglie.

L’ex sito del grande magazzino ospita un grattacielo di lusso, nonostante le richieste delle famiglie delle vittime di costruire un memoriale. Il presidente messo sotto accusa Yoon Suk-yeol viveva nell’edificio prima e dopo il suo mandato troncato come presidente.

Ma nessuno ha imparato da questa tragedia visto che ne accadranno altre per gli stessi motivi, tra cui il disastro dei traghetti Sewol, disastri prevenibili fatte dall’uomo guidate dall’avidità.

Sconvolgente.

Rating: ★★★★★★¾☆☆☆ 

Regista: Jo Seong-Hyeon
Anno: 2025

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