Infamous una pessima reputazione

Credevamo di saper tutto di Truman Capote e del suo capolavoro ‘A sangue freddo’, capostipite del genere noir-verità, dopo il meritatissimo Oscar a Philip S. Hoffman, ma questo Infamous ci dice di più, ci tocca diversamente con nuove angolazioni intrecciate all’esperienza del raffinato scrittore gay paracadutato dai salotti Newyorkesi in Alabama, nel profondo Kansas, per raccontare il massacro di una famiglia di agricoltori e la psicologia dei loro assassini. Nel tormento di Capote ansioso di vedere i suoi protagonisti impiccati, affinché il suo romanzo potesse finalmente uscire, ma anche straziato da dolore e sensi di colpa, nel complesso e ambiguo rapporto emotivo ed omosessuale tra lui e l’assassino Perry Smith (il rude e irriconoscibile Daniel Craig che lo bacia in bocca, prima di diventare 007).

Fanno da contorno un cast stellare che incarnano i protagonisti del gossip Newyorkese della Manhattan anni ’60, Gwyneth Paltrow, Sigourney Weaver, la Rossellini, per spostarci nella provincia del Kansas con i cine-gossip (impagabile Jeff Daniels) di Harper Lee, amica d’infanzia di Capote e autrice del “Buio oltre la siepe”, interpretata da Sandra Bullock.

Dalla New York mondana, scintillante, colorata, saltellante, frivola e dedita al gossip di cui Capote è il confidente-custode, il grande scrittore di ‘Colazione da Tiffany’ si trova davanti una nuova sfida, un’avventura alla ricerca del colpevole insieme all’amica giornalista-scrittrice Harper Lee, ma questo viaggio si trasforma in qualcosa di inaspettato, una discesa agli inferi nella tensione e tormento di un autore disposto a vendere l’anima pur di riuscire a tradurre la verità sulla pagina e nel far confidare i due assassini, nel contrasto dilaniante e insanabile fra pietà umana e creazione artistica.

Ricostruito deliziosamente nei dettagli d’epoca, l’atmosfera, i tic, le manie, ‘Infamous’ dipinge sulla scena lo stile di Capote, la regale camminata ancheggiante, lo stridente miagolio di una voce che graffiava, l’eccentricità degli abiti e degli atteggiamenti.

Dai salotti alle celle, film atroce e mondano, che parla della fatica di creare e vivere. E Toby Jones è magnifico.
Esilarante, commovente, dolorosa e agghiacciante allo stesso tempo, la sua vita cambierà per sempre e ora ne capiamo fino in fondo il perché.

Rating: ★★★★★★★★½☆ 

Regia e Sceneggiatura: Douglas McGrath

Cast

Perry Smith: Daniel Craig
Peggy Lee: Gwyneth Paltrow
Marella Agnelli: Isabella Rossellini
Alvin Dewey: Jeff Daniels
Bennett Cerf: Peter Bogdanovich
Harper Lee: Sandra Bullock
Babe Paley: Sigourney Weaver
Truman Capote: Toby Jones
Anno: 2006

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *