1.19 – Deus ex machina (Locke)

Episodio: 1×19
Titolo Originale: Deus ex machina
Scritto: Carlton Cuse, Damond Lindelof
Regia: Robert Mandel
Episodio dedicato a: Locke


39 – 40 – 41 giorni dopo il crash

Flashback: 1994

Trappola per Topi

John Locke, ha un aspetto decisamente diverso rispetto a come appare sull’isola, non solo perché ha ancora i capelli ma anche perché appare bonario e sorridente.
Lavora in un grande magazzino, spiegando a un ragazzino le regole del gioco “trappola per topi”
dice: “Un pezzo alla volta costruisci la trappola. Pezzo per pezzo poi li metti insieme. Poi dovrai aspettare finché il tuo avversario arrivi sull’esca. E se avrai costruito tutto senza errori, la tua trappola scatterà.”
Mentre parla, Locke si accorge della presenza di una strana donna che si tiene lontana ma intanto lo osserva. Locke le chiede cosa le serve e lei risponde di indicarle dove può trovare dei palloni da calcio.
Locke le da le indicazioni richieste e poi riprende il suo lavoro, sebbene non sia successo nulla di particolare lui si sente turbato da quell’incontro.
Alla fine della giornata Locke si dirige verso il parcheggio e rivede quella donna, che secondo lui lo sta spiando, allora decide di avvicinarla, ma nello stesso momento dal nulla appare una macchina che lo investe e lo fa cadere. Locke si rialza e insegue la donna misteriosa, vuole scoprire perché lei lo sta spiando, finalmente lei si ferma e voltandosi verso di lui gli dice “Io sono tua madre!”.

Emily Annabeth Locke

Locke e sua madre Emily Annabeth, entrano in un bar e bevono un the caldo, intanto chiacchierano e cercano di conoscesi. Sua madre sostiene che il loro incontro è voluto dal destino, e che ne bisogna tenere conto. Lei lo ha messo al mondo che era molto giovane, ecco perché lo ha dato in adozione e questo spiega anche perché lui non possa ricordarsela. Locke vuole sapere chi era suo padre se è ancora vivo.
La risposta di Emily è a dir poco sorprendente, lei dice che Locke è una persona “speciale” perché lui non ha un padre, è stato concepito per “Immacolata Concezione”.
Locke pensa che quella donna sia completamente pazza.

Detective privato Mr. Frainey

Locke contatta un detective privato per conoscere la vera identità di questa donna che pretende essere sua madre. Il detective, Mr. Frainey scopre che Emily Annabeth Locke è quello che dice di essere, ha fatto tutto da sola “è lei che ha deciso di cercarvi, vostro padre forse è all’oscuro anche della vostra esistenza”.
Purtroppo però la poverina è stata ricoverata più volte per schizofrenia presso “L’Istituto di Igiene Mentale Santa Rosa”.
Inizialmente Mr. Frainey è reticente a dare a Locke informazioni su suo padre, perché secondo lui spesso si finisce per avere delle aspettative che poi saranno deluse. Tuttavia davanti all’insistenza di John finisce per capitolare e gli consegna il fascicolo con tutti i dati che lo riguardano, compreso nome e l’indirizzo di suo padre.

Una grande villa con guardiano

Locke si ferma all’ingresso di una lussuosa villa e chiede al custode Eddiedi poter parlare con il Signor Anthony Cooper, suo padre… .
Il custode risponde che il Signor Cooper non ha figli, Locke però insiste e alla fine lo convince a chiamare il signor Cooper (il padrone di casa) che fortunatamente accetta di riceverlo.

Anthony Cooper

Il padre di Locke si presenta come un uomo gentile e disponibile, dice a suo figlio di avere saputo di lui soltanto quando aveva già un anno.
Emily gli aveva detto che non poteva avere bambini e poi quando si era rivolta a lui per avere dei soldi aveva già dato Locke in affidamento.
Cooper non è felice di essere rimasto solo, di non essersi fatto una famiglia e di non avere avuto figli. Presto però tra Locke e suo padre nasce una certa affinità, Cooper lo invita perfino a partecipare ad una battuta di caccia il prossimo fine settimana.
Locke va a caccia con suo padre, i due insieme stanno bene. John vede la sua prima preda, spara e la uccide sul colpo. Cooper dice che è felice di come sente crescere il loro rapporto ed è grato a Emily che ha reso possibile il loro incontro.
Un giorno Locke arriva da suo padre in anticipo e lo trova a letto, che si sottopone a una dialisi mentre una infermiera lo accudisce.
Anthony Cooper confessa di avere un grave problema di salute e di non avere detto nulla prima perché non voleva rovinare il poco tempo che potevano trascorrere insieme, lui necessita con urgenza un trapianto di rene ma ancora non ha un donatore.

Un atto d’amore

In una camera di ospedale Locke occupa il letto di fianco a suo padre.
Locke è pronto: sarà lui il donatore per Anthony Cooper.
I due pazienti vengono preparati per l’intervento e si salutano con la consapevolezza di ritrovarsi subito dopo essersi ripresi dall’anestesia.

Era una trappola

Quando Locke si risveglia il letto accanto al suo è vuoto, suo padre è già stato dimesso e Locke si chiede per quale ragione non lo abbia aspettato, la risposta l’avrà da sua madre e sarà terribile.
Emily è sulla soglia della stanza e gli racconta che, poiché aveva bisogno di denaro per vivere, si era rivolta a Cooper il quale l’ha aiutata, ma in cambio ha architettato tutto quel piano ai danni di Locke e ha chiesto e ottenuto la sua complicità.
Lo scopo era quello di raggirare Locke, occorreva riuscire a trovare il modo che fosse lui a offrirsi spontaneamente come donatore e ci erano riusciti.
Locke è distrutto, non solo perché si è lasciato abbindolare ma soprattutto aveva creduto di essere amato e accettato come figlio, ora si sente tradito profondamente.
Sbigottito da questa orribile scoperta Locke si toglie la flebo dalle braccia, poi si alza dal letto e lascia l’ospedale, deciso ad andare a cercare suo padre.

Collera

Questa volta però quando arriva davanti alla casa di suo padre, il custode gli sbarra il passaggio e rifiuta di avere qualsiasi conversazione con lui. Locke è furente, esce dalla sua automobile e sembra scioccato, poi risale in macchina batte dei colpi violenti sul tetto e poi sul volante, finalmente scoppia a piangere chiedendosi cosa può avere mai fatto per meritare tutto questo.

Sull’isola il 30 ottobre 2004

Locke e Boone hanno finito di costruire una struttura che dovrebbe permettere loro di aprire la botola che hanno scoperto nella giungla.
Boone vorrebbe sapere qualche cosa di più sul conto di Locke, visto che passano parecchie ore insieme, ma Locke non ha voglia di parlare della sua vita prima dell’incidente, sostiene che la sua storia è noiosa.
I due hanno finalmente concluso di lavorare al trabucco, uno strumento meccanico a leva e con una punta metallica, che Locke spera possa servire ad aprire la botola.
Tutto va male, la botola non si scalfisce neanche mentre il trabucco si sfascia, per giunta Locke resta ferito ad una gamba. Un pezzo appuntito di lamiera si è conficcato nella carne, eppure lui non se ne rende neanche conto fino a che Boone non glielo fa notare.
La sera stessa davanti al fuoco Locke usa un tizzone per stimolare le sue gambe, i suoi piedi ma inutilmente.
Non sente alcun dolore! La paura si fa strada in lui…forse la sua paralisi sta tornando.

31 ottobre 2004

Sawyer chiede a Sun se ha un buon rimedio contro il mal di testa, perché malgrado lui faccia uso di aspirina già da qualche giorno il disturbo non gli passa. Kate, che ha ascoltato la conversazione, naturalmente…si intromette e ne parla con Jack.
Jack va a vedere come procedono i lavori per la nuova zattera e trova Sawyer steso sotto un albero con un panno fresco sulla fronte. Sawyer rivela a Jack i suoi timori, lui ha paura di avere un tumore al cervello.
I due non mancano mai di punzecchiarsi, neanche in questa circostanza, e quando Sawyer andrà alle grotte per farsi visitare, Jack ha la sua occasione per avere la sua rivincita.
Sawyer si trova a rispondere a una serie di domande imbarazzanti relativamente alle sue abitudini sessuali, proprio davanti a Kate.
Per una volta dunque è Sawyer a dover subire l’ironia del dottore, che in realtà aveva già capito che molto semplicemente gli occorrevano degli occhiali da vista. Per fortuna Sayid riesce a mettere insieme un paio di occhiali, combinando due montature diverse e questa volta sarà Sawyer a essere oggetto di scherno degli altri naufraghi.
Hurley quando lo vede dice “qualcuno qui mi sembra meglio di Harry Potter”, insomma tutto ciò alla fine aiuta a sciogliere la tensione che comunque comincia a farsi sentire.

L’isola ci dirà cosa fare

La visione di Locke

Boone e Locke sono ancora insieme davanti alla botola e Boone è scoraggiato, perché tutti i loro tentativi di aprirla sono stati vani.
Appare da subito evidente che il rapporto di Locke con l’isola, sulla quale si è ritrovato a camminare, è molto forte e la sua fede non vacilla mai, lui continua a ripetere che “L’isola ci dirà cos’altro fare” e proprio in quel momento si sente il ronzio di un aereo.

Locke chiede all’isola di ridargli l’uso delle gambe

Tutti e due guardano verso il cielo, ma poi Locke vede Boone coperto di sangue che ripete come una cantilena “Theresa cade scendendo le scale, Theresa cade scendendo le scale…”
Locke scioccato, si gira e vede sua madre, anche lei sull’isola e gli indica la direzione da prendere. Locke però si ritrova ancora seduto sulla sua sedia a rotelle, è terrorizzato e rivolge all’isola la sua angosciata preghiera, implora l’isola di ridargli l’uso delle gambe.
Poi John si risveglia, é sudato e angosciato, solo allora si rende conto di avere sognato, ma quel terribile incubo era il segno che aspettava.

1 novembre 2004

Locke racconta a Boone il suo sogno, e vuole andare a cercare il punto dove si è schiantato l’aereo, ma il ragazzo non è per niente convinto, però a un certo punto Locke gli chiede chi è Theresa.
Theresa era stata la balia di Boone, lui si era divertito a farla salire e scendere le scale fino a che la poveretta purtroppo un giorno inciampò… rompendosi l’osso del collo.
Il ragazzo comunque non riesce a capire come Locke possa sapere di Theresa, visto che lui non ne aveva mai parlato.
A sua volta Locke confida a Boone il suo segreto, racconta che quando sono precipitati era su una sedia a rotelle e che l’isola lo ha guarito. Ora per qualche strana ragione l’isola si sta riprendendosi il suo dono, malgrado lui abbia sempre seguito tutte le indicazioni che l’isola gli ha dato, infatti mentre camminano Locke cade ripetutamente, le gambe non lo reggono più.
Durante la loro faticosa marcia Boone e Locke trovano i resti di un prete, almeno in apparenza, c’è qualcosa di strano poiché ha addosso sia un rosario che un’arma. I due si sdraiano per riposare e si accorgono che fra i rami c’è un piccolo aereo impigliato.
È un Beechcraft (lo stesso piccolo aereo che Locke ha visto nel suo sogno), ma visto che lui non è in grado di arrampicarsi chiede a Boone di farlo.

Un piccolo Beechcraft giallo degli anni 1930-1940

Locke insiste affinché Boone salga sull’aereo, Boone vorrebbe prima parlare di questo con Jack ma alla fine si lascia convincere e inizia ad arrampicarsi per raggiungere il velivolo ed entrare.
All’interno ci sono delle mappe della Nigeria, alcune statue della vergine Maria, che nascondono dell’eroina al loro interno, e un altro cadavere. Probabilmente a bordo c’erano spacciatori di droga travestiti da missionari. Boone fa poi una eccezionale scoperta, a bordo dell’aereo c’è una radio ancora funzionante, così prova a lanciare un messaggio d’aiuto.
Intanto il beechcraft oscilla pericolosamente.

Boone: “Hello. We’re survivors of the crash of Oceanic flight 815, please copy!
Con grande sorpresa qualcuno risponde e Boone è euforico, urla che lui è con altri sopravvissuti del volo Oceanic 815, dopo un momento di silenzio una persona risponde e dice che lui sta mentendo, perché i sopravvissuti del volo 815 sono loro.
Proprio in quel momento però l’aereo precipita e si schianta al suolo con Boone rinchiuso all’interno.
Locke in preda al panico si avvicina all’aereo e tira fuori il corpo di Boone che è gravemente ferito, lo carica sulle spalle e si dirige al campo.

Locke mente a Jack

Quando arriva al campo Locke consegna il corpo del povero ragazzo a Jack affinché lo soccorra, e gli racconta che Boone è caduto in un burrone, Jack vorrebbe avere altri dettagli dell’incidente ma Locke sparisce.

Alla botola

E’ notte fonda Locke si inginocchia sopra la botola, piange disperato e batte dei colpi sul portello urlando “Ho fatto tutto quello che mi hai chiesto, perché tu mi fai questo?”
Improvvisamente una luce potente dall’interno della botola lo illumina, solo per pochi istanti, e poi si spegne.

Indizi e riflessioni


Il titolo dell’episodio da un indizio

Anche se non è l’interpretazione più corretta “Deus ex machina” (è un’espressione che viene utilizzata per riferirsi alla presenza di un “burattinaio”) ovvero alla mente di uno stratega che agisce come ispiratore delle azioni che altri compiono.
In questo caso l’odioso Antony Cooper diventa il “burattinaio” che spinge Locke a fare quello che vuole lui, lasciandolo nella convinzione di avere compiuto una libera scelta.

Gioco come metafora della vita

La descrizione del gioco “Trappola per topi” fatta da Locke ricorda tanto il meccanismo del raggiro che utilizza Antony Cooper per truffarlo.

Anche Locke come altri sopravvissuti dell’isola ha avuto un pessimo rapporto con suo padre naturale, ed è stato dato in affidamento. Viene naturale fare un parallelo fra Emily e Claire.

Emily dice a Locke “Voglio dirti che sei speciale, molto speciale.” (come Walt)

C’è un’altra parallelismo evidente fra Antony Cooper e Locke

Antony Cooper mette in atto delle strategie per truffare Locke, lo usa per ottenere quello che vuole.
Sull’isola Locke, che è ben consapevole che Boone ha una vera e propria adorazione nei suoi confronti e che per lui farebbe di tutto, lascia che si arrampichi sull’aereo malgrado sia ben consapevole di fargli rischiare la vita.

La paralisi di Locke

Locke è stato investito, ha subito un intervento come donatore di organi, ma ancora non sappiamo quale sia stata la causa della sua paralisi, sappiamo soltanto che è paralizzato da quattro anni.
Resta un vero mistero per quale ragione sull’isola lui possa camminare.
Chi o cosa ha provocato la visione premonitoria di Locke?
Locke si rivolge all’isola come se gli riconoscesse un’identità, l’isola ha poteri magici o forse c’è qualcuno lì che può avere il ruolo del “burattinaio”?

Il club dei bugiardi

Emily ha mentito, Cooper ha mentito e anche Locke ha mentito a Jack.

Gravi colpe

Sawyer e Kate sono colpevoli di omicidio. Anche Boone si sente colpevole della morte di una persona, la sua Tata Theresa.

Parallelismo

Locke in collera che batte dei colpi sul volante della sua macchina e sull’isola batte dei colpi sulla botola. questo sono le sue parole: “I’ve done everything you wanted me to do, so why did you do this to me?!”

Emily parla di destino, anche Locke crede al destino.

Misteri

– Come mai sull’isola c’è quel piccolo aereo Nigeriano?
– Chi risponde alla richiesta di aiuto di Boone?
– Perché la botola si illumina?

(autrice: katrina)

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