Remington Steele – Mai dire si

La serie vintage mi piace molto, perchè punta di più sui dialoghi brillanti, le situazioni accattivanti e l’action vero fatto con gambe e braccia, confrontato poi al brand moderno Americano che è per lo più farcito di molta fuffa, epicità ed effetti speciali.

Quindi tutt’ora la serie Remington Steele risulta divertente ed avvincente fino all’ultimo kiss.

Esordisce così:

“Voglio rivelarvi un segreto assolutamente esclusivo: il grande detective Remington Steele non esiste! L’ho inventato io, giuro!”

queste sono le parole di Laura Holt (Stephanie Zimbalist), intelligente e avventurosa detective degli anni ’80 che, aprendo un’agenzia tutta sua, capisce che a quei tempi le donne sono ancora molto sottovalutate in un’epoca totalmente maschilista e quindi, per esser presa sul “serio”, s’inventa un enigmatico e molto sfuggente principale che da il nome alla sua agenzia investigativa.

Ma durante un incarico, in cui era stata ingaggiata per proteggere delle preziosissime gemme blu, s’imbatte in un affascinante ladro gentiluomo (Pierce Brosnan) che prima voleva rubare i preziosi ma alla fine ruba l’identità di Remington Steele. Alla fine Laura accetta il “con”, perchè l’uomo già era stato identificato dal mondo come il suo principale, e per non smascherare la sua bugia accetta il patto. Inizialmente l’uomo viene usato come facciata, ma man mano l’intruso si rivelerà prezioso per le indagini grazie alle sue molteplici “skills” di ladro e truffatore, mentre lui tenterà di entrare in primis nel di lei letto ed infine nel suo cuore.

Mentre lui citerà film famosi, come chiave per risolvere i casi in cui si troveranno, i due verranno costantemente rincorsi, tramortiti, rapiti, sparati e malmenati, ma questo dinamic duo non si fermerà davanti a nulla pur di risolvere gli svariegati casi.

Dalla seconda stagione l’assistente di lei e la segretaria (Murphy Michaels e Berenice Fox), verranno sostituiti da Mildred Krebs, ex agente del fisco con anche lei il fiuto la passione e la determinazione della detective, reclutata per la sua abilità con il novello computer, intelligenza, ironia, caparbietà, sensibilità e l’impeccabile e inopportuno tempismo. A volte sarà lei ad avere l’intuizione risolutiva dei casi.

Il vero nome dell’uomo che incarna Remington Steele non si saprà mai, ma man mano col tempo si scopriranno pezzetti delle sue precedenti vite, identità e “lavoretti”; un personaggio ricorrente sarà Daniel Chalmers (interpretato dal Efrem Zimbalist Jr., padre reale di Stephanie Zimbalist), mentore dell’uomo che lui chiama “Harry”, che tenterà sempre di rireclutarlo per qualche long con insieme a lui. Suscitando sempre una bivalenza nel pupillo tra le strade e vite da intraprendere, vicino a chi e con che scopi.

E tutto ciò lascerà Laura sempre in bilico nel fidarsi o no dell’uomo che si cela sotto i panni di Remington Steele, cosa vuole? Solo il suo corpo? Le resterà vicino o sparirà appena ottenuto ciò che vuole? Come sparì suo padre e poi il successivo compagno della madre. Abbandonandola.

Ma poi c’è da fidarsi? Il lupo perde il pelo ma non il vizio e quell’uomo misterioso sembra averne parecchi così come i suoi scopi.

Rendendo il loro rapporto sempre in bilico, su una corda sospesa e tesa, tra desiderio, affascinazione, divertimento, complicità e hunting.

Da subito si scopre che l’uomo è un fan accanito di Humphrey Bogart, visto che aveva con se ben 5 passaporti di 5 nazionalità differenti con 5 nominativi diversi, tutti che si rifacevano a personaggi interpretati da Bogart.

I 5 passaporti erano: Michael O’Leary, Irlanda, tratto da Tramonto (Dark Victory) del 1939; Richard Blaine, Australia, tratto da Casablanca del 1942; Douglas Quintaine, Inghilterra, tratto da Ed ora… sposiamoci! (Stand-In); Paul Fabrini, Italia, tratto da Strada maestra (They Drive by Night) del 1940; Jacques Murell, Francia, tratto da Carovana d’eroi (Virginia City) del 1940.

Non potrete restar indifferenti a Remington Steele, un mix chic tra la destrezza e astuzia all’Arsenio Lupin, l’analisi intuitiva alla Sherlock Holmes, l’appeal alla Humphrey Bogart, il fascino alla Cary Grant con la sua ironia dissacratante, e molto di più in un unico personaggio.

La serie terminò alla 5° stagione di solo 6 episodi perchè lei era incinta e lui fu scritturato per il suolo di 007, mica gnocchi e fichi light!

In tutti i titoli episodi c’è la parola Steele.

Quindi se cercate qualcosa di leggero, accattivante, seducente e siete appassionati di cinema questa è definetly la serie che fa per voi, già solo per rispolverare, grazie alle di lui citazioni, film cult che hanno fatto la storia del cinema. Io mi son divertita molto, da indizista cinefila quale sono, ad annotarle tutte anche per voi (Steele Movies), per non Lost qualche cult che deve esser nella vostra cineteca. Spesso gli stessi eventi negli episodi sono citazioni ai grandi film.

Per chi pensa che nel cinema e nelle serie tv si possano trovare delle risposte.

Un divertente viaggio fatto da quattro stagioni da 22 episodi ognuna e con una quinta da 6, tutti gli episodi sono da 45 minuti circa.

Rating: ★★★★★★★½☆☆ 

Cast

Stephanie Zimbalist: Laura Holt
Pierce Brosnan: Remington Steele
Doris Roberts: Mildred Krebs (st. 2-5)
James Read: Murphy Michaels (st. 1)
Janet Demay: Bernice Fox (st. 1)
Jack Scalia: Tony Roselli (st. 5)
Beverly Garland: Abigail Holt
Efrem Zimbalist Jr.: Daniel Chalmers
Maryedith Burrell: Francis Piper
Cassandra Harris: Felicia
James Tolkan: Norman Keyes
Anno: 1982 – 1987

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