Jack Shepard: seconda stagione

Versione 1

Finalmente la botola è aperta.
Frementi di curiosità il gruppo si avvicina al misterioso portello, che una volta divelto dall’esplosione rivela l’enigmatica scritta “QUARANTINE”.
-Oh mio Dio Jack!- esclama Kate guardando la scritta. – Ma non sarà mica pericoloso?”
-Naaa…- scuote il capo il Leader – Sarà solo un’altra delle stronzate che gli sceneggiatori non spiegheranno per altre 40 puntate. Inutile pensarci ora… piuttosto torniamo alle grotte, che magari prima che faccia mattino riesco di nuovo a rimanere sepolto vivo come l’altra volta. –
Locke si rizza allora indignato ed esclama: – Ma come?! Sono dodici puntate che aspetto di vedere cosa c’è dentro ed ora devo andarmene?-
Jack senza scomporsi lo guarda fisso negli occhi e dice semplicemente: -Live together, Locke.-

Tornando alle grotte intanto “Ciccio Hurley” confessa a Jack di essere un multimiliardario diventato ricco grazie ai numeri scritti sul bordo della botola.
-Quella cosa è maledetta, Jack.- dice Hurley.
-Quando mai.- risponde sicuro Jack. –Su quest’isola quando succede qualcosa o è “destino” o è una “maledizione”.-

Arrivati alle grotte trovano intanto i sopravvissuti che si stanno scannando tra loro consumati dall’ansia.
-Ho visto il fantasma di Walt!- dice Shannon alla folla. –Stavo cercando il suo cane e mi è comparso Walt che parlava al contrario e mi faceva segno di far silenzio col dito!-
-Non sarebbe il caso che facessi silenzio allora?- chiede la folla all’unisono.
-POPOLO!!- interrompe tutti Jack, salendo sul podio e allargando le braccia. –Abbiamo aperto la botola con la dinamite.-
-Dov’è finito il professor Arzt?-
-Ehm…- balbetta Jack – …un po’ qui è un po’ li. E’ esploso quando Kate si è tolta la camicetta. Comunque… non abbiate paura! Non dovete preoccuparvi… basta che stanotte rimaniamo tutti qui!-
-Io me ne vado.- risponde immediatamente Locke. –Tu stai pure a giocare con le noci di cocco… io voglio vedere che cavolo c’è dentro la botola.-
Finito il discorso Kate gli dice che vuole seguire il vecchio pelato nella botola.
-Ma come Kate? E’ il nostro “Live together”?- le chiede Jack leggermente deluso. –Pensavo che stanotte finalmente avrei avuto accesso alla TUA botola.-
-Non preoccuparti Jack…- risponde lei avviandosi dietro Locke. –L’isola mi ha scelta per un motivo: andarmi ad imboscare con tutti i personaggi. Ora vado dai, prima che Locke con quella corda finisca per impiccarsi.-

In un flashback del suo passato vediamo intanto Jack lavorare in un ospedale come giovane chirurgo, prestando soccorso ad una giovane donna che ha appena avuto un incidente.
-Aaahh…- dice la donna. –Mi sento tutta strana… è normale che mi senta in bocca pezzetti della mia spina dorsale?-
-Certo.- risponde il futuro Leader, da sotto un ciuffo di capelli degno di Mirko dei Bee-Hive. –Si fidi di me. Non sarò furbo come il Dottor House, bello come Grey Anatomy o simpatico come quelli di Scrubs… ma in compenso ho un padre alcolizzato ed un tatuaggio fighissimo sulla spalla.-
Uscito dalla sua stanza, trova suo padre che lo rimprovera per non essere stato incoraggiante.
-Jack hai mai sentito il termine “speranza”?-
-Naturalmente.- risponde Jack a suo padre. –Infatti spero proprio che a quella donna non dispiaccia la sedia a rotelle. Chissà magari potrebbe fare delle gare con Locke…-

Versione 2

Il misterioso tombino nella giungla è finalmente aperto.
“Va bene adesso andiamo via” suggerisce Jack, sotto lo sguardo incredulo di Locke.
“Ma come abbiamo fatto tutto sto casino per aprire la botola ed ora andiamo via?”
“Certo… tu non capisci perchè non sei un leader, ma in realtà è perfettamente sensato”
“E cioè?”
“Gli ALTRI si aspettano che noi ce lo aspettiamo che loro ci aspettano così noi facciamo qualcosa che loro non si aspettano.”
“Aspetta… mi sono perso”
“In realtà caro Locke la verità è che tu mi stai sulle balle”

Il dialogo potrebbe protrarsi per altre 2 stagioni del telefilm ma per nostra fortuna Kate lo interrompe prontamente dicendo:
“Scusate ma come mai c’è scritto QUARANTINE sulla porta di ‘sta cosa?”
“Si vede che la sotto ci stanno una QUARANTINA di persone” ribatte Jack incamminandosi verso le grotte.

Alle grotte intanto il panico dilaga sovrano tra i sopravvissuti privi del loro leader.
“Gli ALTRI stanno arrivando!!”
“Ma quali ALTRI?”
“Quelli che stavano sull’isola prima di noi”
“Allora se qui ci stavano prima loro dovremmo essere noi gli ALTRI”
“Io ho visto Walt nella giungla. Mi ha guardato e parlava al contrario”
“Certo cara non ti preoccupare. Adesso arriva Jack che ti fa una punturina e passa tutto…”
Ed infatti sul podio si materializza Jack come Mosè disceso dalla montagna e dice:
“Popolo!!! Abbiamo aperto la botola ma dentro non c’era un cazzo. Quindi ce ne stiamo qui ad aspettare l’alba cantando una canzone. Charlie, chitarra!!”

Finito il concerto Kate gli si avvicina e con tono ammirato gli dice quanto è bravo a fare il leader e quanto ha fatto bene a non scendere nella botola.
“Ed allora adesso che si fa?” chiede Jack
“Io vado nella botola” risponde Kate “sono già due ore che non rischio di morire e comincio a sentirmi strana.”

Scopriamo intanto nel passato di Jack che la sua futura moglie era una paziente ricoverata in gravissime condizioni proprio nel suo ospedale.
“Tornerò mai a correre un giorno?” chiede la donna speranzosa.
“Certo come no” risponde Jack “alle para-olimpiadi”.
Il padre di Jack allora, in uno dei rari momenti sobri della sua carriera, gli si avvicina elargendo una lezione di vita al figlio in materia di come si dovrebbe parlare ad un paziente senza fargli venire pensieri di suicidio.

Visto che nessuno prende sul serio la sua decisione di non scendere nella botola, Jack a questo punto pensa “Ma che cavolo mi ci calo anch’io allora in quella botola” e si reca quindi all’apertura nella giungla dove però intanto Locke e Kate sono misteriosamente spariti.
Pistola in pugno allora si cala nel bunker sotterraneo dove intanto Kate è vittima del primo di una lunga serie di sequestri e viene rinchiusa in uno sgabuzzino mentre Locke intanto parla con l’unico abitante del posto, tale Desmond che da LETTERALMENTE i numeri parlando di computer e fine del mondo.

Nel suo passato intanto vediamo Jack auto-punirsi correndo fino alla piena liquefazione ascellare su e giù per i gradini di uno stadio, per poi scassarsi un ginocchio come un bambino della quarta elementare inciampando nelle feci di un piccione.
In suo aiuto accorre appunto il futuro abitante dell’isola Desmond dicendo “Ma come corri male… tu non CAMMINI COME NOI.” dopodichè gli mette un cerottino e gli regala un lecca lecca dicendo “Piacere FRATELLO, io sono Desmond”.
“Prima di tutto non sei mio fratello” risponde Jack ansimando “ma comunque che ci fai qui? Qual’è il tuo dramma interiore che ti fa correre?”
“Ma sai com’è mi sto mettendo in forma per una gara in barca” risponde Desmond “così da fare colpo sul padre della mia donna che mi odia per motivi che non capisco”.
“Sento che ci intenderemo io e te” conclude Jack salutandolo.

Ed infatti nella botola Jack è felice di riconoscere il suo ex amico e soprattutto è ancora più felice del fatto che stia puntando una pistola alla testa di Locke.
“Sei contento adesso Locke? Io te l’avevo detto di farti i cazzi tuoi”
“Ma Jack… questo è il nostro destino” risponde pieno di fede l’uomo di fede.
“Ma tu sei un disco rotto allora!” risponde esasperato Jack nella speranza che Desmond faccia saltare la testa calva di Locke.
Purtroppo sul più bello, come sempre avviene negli scambi ideologici tra i due leader, arriva Kate con un fucile in mano che stende il povero Desmond facendogli partire un colpo contro il computer.
“NOOOOOO!!!” urla disperato Desmond che evidentemente non aveva ancora salvato la partita di Campo Minato che tentava di concludere da 3 anni.
“CHE HAI FATTO!! MORIREMO TUTTI ADESSO!!”
“Visto Jack” afferma Locke “te l’avevo detto che era il nostro destino”.
“Parla per te MastroLindo. Kate!! Vai a prendere McGiver… ehm… Sayid e digli di venire qui subito. Mi raccomando non dire niente ad Hurley che quello non si fa mai i cazzi suoi…”

Detto fatto ecco arrivare nel Bunker sia Sayid che Hurley il quale si imbosca subito nella dispensa ad ingozzarsi di barrette Apollo.
“Allora Jack dov’è l’incendio?” sbotta irritato l’iracheno “Cos’è tutta sta fretta? Non posso neanche più limonare con Shannon in santa pace? Adesso quando torno da lei avrà di nuovo le crisi perchè ha visto quel scassamarroni di Wuaaaaalt… fantasma o carne ossa sto bambino sta sempre in mezzo ai piedi. Speriamo sia affondato col padre sulla zattera…”
“Veramente Sayid” lo interrompe Jack “ci servivi perchè c’è un computer con un colpo di proiettile ficcato dentro. E’ grave?”
“Nessun problema” afferma Sayid “Noi dell’esercito dell’Iraq abbiamo fatto tutti i corsi serali della MICROSOFT.”

Infatti detto e fatto in due secondi Sayid collega e scollega quattro fili, accende il computer e salta la corrente in tutto il bunker.
“Complimenti.” dice Desmond “Io vado un attimo a fare una pisciatina nella giungla, ma tranquilli che torno… non sto scappando su una barca di cui non voglio dirvi niente.”
Jack però che ha l’occhio lungo gli corre dietro alla ricerca di risposte.
“Ah giusto dimenticavo…” dice Desmond quando si accorge di essere inseguito. “I numeri sono 4 8 15 16 23 42”
“Vuoi che ti controlli la scheda del super-enalotto?” risponde Jack “Si vede anche il televideo su quel computer allora?”
“Ma no fesso” aggiunge sconsolato Desmond “E’ il codice per impedire che il conteggio arrivi a zero.”
“E che succede una volta arrivato a zero?”
“Non lo so, non è mai successo”
“Allora perchè premevi quel bottone?”
“Era il mio destino”
“Anche tu!? Ma cosa c’è un virus su quest’isola?” chiede disperato Jack mentre Desmond sparisce però nella boscaglia.

Al bunker intanto il tempo stringe e Sayid ripara il computer giusto in tempo per l’arrivo di Jack con i sei numeri stregati… alla cui vista sullo schermo Hurley sente risalire per lo stomaco tutte le porzioni di pollo rubate nell’adolescenza.
“Non ti preoccupare Hurley” lo consola Jack amorevolmente “Ho deciso di metterti a capo del razionamento del cibo in questo bunker”
“GRAN BELLA SCELTA JACK” esclamano in coro tutti gli altri.

Nel frattempo al bunker arriva un marocchino incazzatissimo con un bastone pieno di preghiere (probabilmente per i suoi nemici) alla cui vista Jack sbotta “No grazie amico non ci serve niente” prima di capire che quello sulla sua spalla non è un tappeto che vuole vendergli ma piuttosto il suo esanime e sanguinante vecchio amico Sawyer.
“Io sono Mr.Eko”
“Complimenti, bel nome, non ci esce neppure il codice fiscale. Voi da dove arrivate?” chiede Jack.
“Dall’altra parte dell’isola, siamo i sopravvissuti del volo 815.”
“No, siamo NOI i sopravvissuti del volo 815”
“No amico, guarda, l’ho scritto pure sul bastone, o-t-t-o-u-n-o-c-i-n-q-u-e…”
E via di questo passo per un tempo indefinito fino a che al solito Kate li interrompe prendendo di peso Sawyer e accucciandosi con lui in un angolo per scambiarsi bacetti ed effusioni varie.
“Scusa Kate ma che cazzo stai facendo?”
“Taci tu” risponde lei aiutando Sawyer a prendere le pilloline “Ancora deve dirmi dove sono gli inalatori di Shannon”.

A questo punto Jack capisce che non è aria ed insieme al nuovo arrivato si avvia verso gli altri sopravvissuti, tenuti nel frattempo in ostaggio da un ex-poliziotta psicopatica che ha steso Shannon con un colpo di pistola.
“Hei ma io ti conosco!! Sei quella che si ‘mbriacava di Gin all’aeroporto!!” esclama Jack
“Certo e tu sei quello che rompeva le palle alla reception per la bara di tuo padre. Piacere mio…” risponde AnaLucia che sta decidendo intanto come tagliare la testa a Sayid, se in lungo o di traverso… per poi rinunciare e offrirsi alla mercè dell’iracheno dicendo “Mi dispiace per Shannon, vendicati”
“Niente da fare” risponde Sayid “io uccido soltanto donne innocenti. Tu stai pure tranquilla allora…”

Nel frattempo nel bunker Sawyer riprende conoscenza e parla a Kate con la voce di suo padre.
“Ciao Kate”
“Papà!!! Non possibile…”
“Invece si, sono io, tuo padre. La prossima volta cucino io che almeno mi ricordo di spegnere il gas dopo…”
“Ma papà, tu picchiavi la mamma!!”
“E tu andavi in giro vestita da mignotta, ma mica per questo ti ho fatto esplodere la casa”
“NOOOOO!!!” si dispera la bella ricercata che esce correndo dal bunker e schivando un cavallo fantasma finisce tra le braccia di Jack.
Kate è inizialmente frastornata ma poi pensa “beh almeno non sono finita tra le braccia di Hurley” e si lascia andare ad un lungo e amorevole bacio con Jack per poi mandarlo affanculo e sparire nella giungla.

Jack è ovviamente sempre più sconcertato dalla piega presa dagli avvenimenti.
“Ma uno sano di mente su quest’isola non c’è?” pensa sconsolato prima di aprire lo sgabuzzino e trovare Locke tramortito sul pavimento.
“Ma che cazz…” tenta di dire girandosi e trovando Micheal che gli punta un fucile sulle gengive.
“Io vado a prendermi WUUUAAALT va bene? Ci hai problemi? Ti da fastidio qualcosa?”
“Ma no guarda io solo…”
“Mi hanno rapito WUUUAAALT quando ero sulla barca e sono finito in acqua gridando WUUUAAALT ed ora ho parlato al computer con WUUUAAALT che mi ha detto… ehm, mi ha detto di andare… non te lo posso dire”
“Te lo dico io allora vai un pò a cagher’ te e Wuolt và” replica Jack incattivito.

Rimasto chiuso nello stanzino con Locke per un tempo indefinito, i due vengono poi soccorsi dalla solita Kate che stava cercando un posto per imboscarsi con Sawyer.
“Dobbiamo andare a salvare Micheal” esclama Jack.
“Quale Micheal? Quello che ti ha puntato un fucile in faccia?”
“Esatto.”
“Okay. Era solo per vedere se avevo capito bene…” replica Sawyer che ha capito ormai l’inutilità di obiettare ad un piano di Jack e si offre di accompagnarlo nella giungla assieme a Locke.
“Eh io?” domanda Kate.
“Tu no, resta qui.” replica Jack. “Se poi ci va di giocare ad accendere le scorreggie davanti al falò mi vergogno con una ragazza tra i piedi. Capito?”
“NATURALMENTE.” afferma Kate.

Ed infatti NATURALMENTE dopo aver attraversato tutta la giungla a perdifiato il trio si trova davanti un vecchio barbuto che tiene in ostaggio Kate con la pistola.
“Certo che è veloce la ragazza” pensa Jack. “E’ partita dopo di noi, ci ha raggiunti e superati ed ha trovato pure il tempo di farsi rapire un’altra volta.”
“TU CHI SEI?” domanda tonante il leader al misterioso barbone della giungla.
“Perchè non mi lasciate le pistole e ve ne andate?” replica il vecchio Mr.Friendly sorridendo.
“Noi siamo 3 e tu sei solo e perciò ti rompiamo il culo, stai attento”
Detto fatto si accendono talmente tante torce tra le foglie da sembrare un concerto di Vasco Rossi.
“Mio caro Jack perchè tutte le volte non aspetti qualche secondo prima di parlare, invece di fare sempre figure di merda?”

I quattro tornano quindi alla spiaggia visibilmente provati dall’esperienza, dato che gli ALTRI hanno ben chiarito di farsi i cazzi i loro e stare lontani dalla loro fetta dell’isola.

autore: Henry Gale
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