5.06 – 316 (Jack)

Episodio: 5×06
Titolo originale: 316
Titolo italiano: 316
Regia:Stephen Williams
Sceneggiatura: Damon Lindelof & Carlton Cuse
Dedicato a: Jack

0600

Isola: anno sconosciuto

Jack si risveglia nel bel mezzo della giungla circondato da piante di bamboo. Si alza e si guarda intorno, poi si accorge di avere in mano un pezzo di carta strappato in cui compare la scritta “Vorrei…”. Sentendo Hurley gridare corre nella giungla fino ad arrivare alla sommità di una cascata da dove vede Hugo in acqua aggrappato alla custodia di una chitarra che chiede aiuto. Jack si tuffa e porta Hurley in un punto in cui riescono a toccare il fondo. Guardandosi intorno si accorgono di Kate a riva, riversa su una roccia e priva di sensi. Jack riesce a svegliarla e la informa che sono tornati sull’isola e Kate gli chiede cosa sia successo.

Los Angeles: 2008, 46 ore prima

Eloise Hawking conduce Sun, Jack, Ben e Desmond nel seminterrato della chiesa. Apre una porta, su cui compare un logo della Dharma, che nasconde una stanza in cui si trovano una mappa, un pendolo, alcuni computer e un tabellone con delle coordinate. Jack chiede che posto sia quello ed Eloise spiega che la Dharma Initiative lo ha soprannominato “Il faro” ed è grazie a questa stazione che hanno trovato l’isola.
Alla domanda di Jack se conosca quel posto Ben risponde negativamente, ma quando Jack chiede alla Hawking se l’uomo sta dicendo la verità lei risponde: “Probabilmente no”.
Eloise prende un raccoglitore da un cassetto e comincia a spiegare che la stanza in cui si trovano fu costruita anni prima sopra una particolare sacca di energia elettromagnetica, energia che è collegata ad altre sacche sparse in tutto il mondo. Le persone che la costruirono erano però interessate solo ad una di queste, l’isola. Raccolsero prove della sua esistenza ma non riuscivano a trovarla. Un suo brillante collega fu in grado di costruire il pendolo che avrebbe previsto dove e quando l’isola si sarebbe trovata, non dove doveva essere. La Hawking spiega che l’isola era in continuo movimento, uno dei motivi per cui i superstiti del volo 815 non vennero mai salvati. L’uomo e i suoi colleghi elaborarono delle equazioni in grado di determinare dove si sarebbe trovata l’isola in un determinato tempo. Scoprirono delle finestre che, mentre sono aperte, forniscono una via di accesso all’isola. Finestre che però non rimangono aperte a lungo. In base a questi calcoli Eloise ne ha trovata una che però si chiuderà entro 36 ore.
Desmond capisce che Jack ha intenzione di tornare sull’isola, mentre lui al contrario si trova lì solo per recapitare il messaggio di Daniel a sua madre. Faraday l’ha inviato da lei per dirle che le persone che sono rimaste sull’isola hanno bisogno del suo aiuto, solo lei è in grado di aiutarli. Des non ha nessuna intenzione di tornare, ma la Hawking gli dice che l’isola non ha ancora finito con lui. Per colpa di quella donna Desmond afferma di aver perso 4 anni della sua vita solo perché gli aveva predetto che era destinato a finire sull’isola. Desmond avverte Jack che quelle persone li stanno solamente usando, deve ignorare qualsiasi cosa la Hawking gli dirà. Poi dice di aver chiuso con l’isola e se ne va sbattendo la porta.
Eloise spiega a Jack che il raccoglitore che gli ha dato contiene le rotte aeree che sorvolano le coordinate dove pensa che si troverà l’isola nelle successive ore. C’è un volo di linea da Los Angeles a Guam che attraverserà quella finestra, il volo 316 della Ajira Airways. Se vogliono avere una qualche speranza di tornare sull’isola dovranno prendere proprio quel volo e dovranno farlo tutti quanti. Se vogliono tornare devono ricreare nel migliore dei modi le condizioni che li hanno condotti all’isola la prima volta, il che vuol dire portare il maggior numero delle stesse persone che erano sul volo 815, altrimenti il risultato sarà imprevedibile.
Eloise chiede a Jack di seguirlo in un’altra stanza da solo e gli consegna una lettera che Locke gli ha scritto prima di togliersi la vita. Jack è sorpreso, non sapeva che si fosse suicidato ed Eloise gli rivela che John si è impiccato. La Hawking dice che John aiuterà gli altri a tornare fungendo da tramite, sarà il sostituto di Christian ed è per questo che Jack dovrà dare a Locke qualcosa che apparteneva a suo padre. Jack è incredulo e scettico ma Eloise le dice di smettere di pensar a quanto sia ridicola la cosa, ma se crede o meno che funzionerà realmente. “E’ per questo che lo chiamano salto di fede” gli dice.

Jack esce dalla stanza, infila la lettera di John nella tasca della giacca e si avvicina a Ben che sembra stia pregando. Ben gli dice che Sun se ne è andata e una donna si sta prendendo cura della bara di Locke, che andrà a prendere sulla via dell’aeroporto. Jack gli chiede chi sia Eloise Hawking e come sia in grado di saperli aiutare. Ben risponde cripticamente raccontando la storia di San Tommaso apostolo, il quale per credere nella resurrezione di Gesù dovette toccare con mano le sue ferite. Poi gli dice: “Ci convinciamo tutti prima o poi Jack”.
Ben si avvicina alla porta della chiesa e Jack gli chiede dove sta andando. L’uomo risponde che ha fatto una promessa ad un suo vecchio amico, ha un conto in sospeso da chiudere. Dice a Jack che si vedranno in aeroporto e se ne va.

Più tardi mentre è seduto ad un bar Jack riceve una telefonata che fa riferimento ad una persona. Nella scena seguente lo troviamo in quella che sembra una casa di cura per anziani. Un responsabile gli dice che la persona in questione ha cercato di scappare per la quarta volta e se la cosa si ripeterà dovrà trasferirla in una struttura più rigida. Jack si avvicina e saluta un uomo di nome Ray, che scopriamo essere suo nonno. Nel disfare la valigia che l’uomo ha preparato, con grande sorpresa Jack trova un paio di scarpe che appartenevano a suo padre. Ray dice che la madre di Jack gli ha mandato alcuni suoi effetti personali dopo la sua morte e probabilmente nella fretta di andare via deve averle messe in valigia per sbaglio. Jack chiede a suo nonno se può prendere quelle scarpe e Ray acconsente.

Tornato a casa Jack si versa da bere ma sentendo un rumore si accorge della presenza di qualcuno. Trova Kate sdraiata a letto in lacrime, la quale gli chiede se ha ancora intenzione di tornare sull’isola e si offre di andare con lui. Jack le chiede dove sia Aaron, ma Kate angosciata si rifiuta di rispondere e gli dice che se vuole che torni anche lei allora non dovrà farle ulteriori domande riguardo ad Aaron. Jack accetta, Kate lo bacia appassionatamente e passano la notte insieme.
Il mattino seguente Jack le prepara la colazione. Kate nota le scarpe di Christian e gli fa notare che per tornare sull’isola forse sarebbe meglio indossare delle scarpe da trekking. Jack le dice che appartenevano a suo padre e le racconta che quando andò a Sydney a prendere il suo corpo, l’uomo non aveva delle belle scarpe, così per prepararlo per il funerale gli fece indossare un paio di scarpe da tennis bianche perché secondo lui non se ne meritava di migliori.
Poco dopo suona il telefono e Kate se ne va dicendo che si incontreranno all’aeroporto.

E’ Ben, sta chiamando da un telefono a pagamento vicino ad un molo, è bagnato fradicio e pieno di sangue. Dice che ha avuto un contrattempo e chiede a Jack di andare a recuperare il corpo di Locke. Jack gli chiede cosa è successo ma Ben non risponde.
Jack arriva alla macelleria segnalata da Ben e una donna, Jill, lo fa entrare e lo conduce alla bara di Locke. Jack, rimasto solo, mette ai piedi di Locke le scarpe che appartenevano a suo padre. Durante quel gesto si rivolge a John dicendo che ovunque lui si trovi immagina che si stia facendo delle gran risate per quello che sta facendo. Prima di richiudere la bara Jack lascia la lettera che non ha voluto leggere nella giacca di Locke.
All’aeroporto Jack si accorda con l’addetto della compagnia aerea per il trasporto della salma di Locke. In quel momento si accorge dell’arrivo di Kate mentre l’uomo gli dice che per motivi si sicurezza sono obbligati ad aprire la bara per effettuare un controllo. Prima di andarsene un individuo dietro di lui gli fa le condoglianze per la sua perdita. Al controllo bagagli, Jack si imbatte in Sun, la quale gli dice che ha deciso che deve salure su quell’aereo se c’è anche solo una minima possibilità che Jin sia vivo. Lì vicino notano Sayid, forse ammanettato, accompagnato da una donna che sembra essere un poliziotto.
In sala d’attesa Hurley sta leggendo un fumetto e porta con sé la custodia di una chitarra. Quando la hostess invita i passeggeri in lista d’attesa a farsi avanti Hugo le dice che ha comprato tutti i 78 biglietti a disposizione e nessun altro potrà salire su quell’aereo. In quel momento arriva Jack. Stupito ma contento di vederlo chiede ad Hurley come mai si trova all’aeroporto e chi lo ha informato del loro viaggio. Hugo risponde dicendo che ciò che importa è il fatto che anche lui sia lì. Salendo sull’aereo Jack nota Sayid che sembra sorpreso nel vederlo. Qualche fila più indietro c’è Kate. All’ultimo minuto fa il suo arrivo anche Ben; ha la faccia malridotta e un braccio fasciato in una tracolla. Alla sua vista Hurley si agita, ma Jack lo tranquillizza. La hostess consegna a Jack la lettera di Locke che era rimasta nella sua bara. Poco dietro vediamo seduto l’uomo che aveva fatto le condoglianze a Jack.
Durante il volo Jack va a sedersi vicino a Kate e le dice che quello che sta avvenendo è abbastanza assurdo, tutti loro di nuovo insieme su un aereo. Kate risponde dicendo: ”Siamo sullo stesso aereo Jack, non significa che siamo insieme”.
In quel momento il pilota dà il benvenuto ai passeggeri e rivela il suo nome; si tratta di Frank J. Lapidus. Incredulo Jack chiede alla hostess di poter parlare con il pilota, dato che si conoscono. Lapidus saluta Jack e gli dice che ha iniziato quel lavoro da ormai 8 mesi. Alla vista degli altri si rende conto che qualcosa non va e capisce che forse non stanno andando a Guam.
Si è fatta notte, Ben tutto tranquillo sta leggendo l’Ulisse di Joyce, mentre Jack è un po’ nervoso. Jack gli dice che John si è suicidato e gli ha lasciato una lettera che non è ancora riuscito a leggere. Ben non sapeva che John si fosse tolto la vita, ma gli dice che la sua morte non è stata colpa sua e si allontana per lasciargli in po’ di privacy. Jack finalmente apre la lettera la quale riporta: “Jack, vorrei che mi avessi creduto” firmato JL.
Subito dopo l’aereo comincia a traballare e la hostess suggerisce ai passeggeri di allacciarsi le cinture. Le turbolenze aumentano e l’aereo viene avvolto da una luce bianca simile a quella che abbiamo visto sull’isola durante i viaggi temporali.

Isola: anno sconosciuto

La scena seguente ci ripropone l’inizio episodio, con Jack che si sveglia nella giungla e poi trova Hurley e Kate vicino alla cascata.
Nessuno dei tre si ricorda lo schianto dell’aereo e non c’è traccia di Sun, Sayid e Ben. Decidono di dividersi alla ricerca degli altri eventuali superstiti quando sentono un rumore provenire da poco lontano e della musica. E’ il pulmino bianco-azzurro. Un uomo vestito con la tuta della Dharma scende imbracciando un fucile. Si tratta di Jin, che dopo un attimo di stupore vedendoli abbassa l’arma…

(autrice: la_ale78)

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