6.05 – Il faro – Lighthouse (Jack)

Titolo originale: Lighthouse
Titolo italiano: Il faro
Sceneggiatura: Damon Lindelof & Carlton Cuse
Regia: Jack Bender
Dedicato a: Jack

Los Angeles, 2004

Nel suo appartamento a Los Angeles, Jack si sta cambiato gli abiti e nota una cicatrice sul suo ventre. Riceve la telefonata della madre alla quale chiede se sia mai stato operato di appendicite, perché lui non lo ricorda.

Jack va a prendere da scuola suo figlio David, col quale si scusa per aver fatto tardi. Il ragazzo sembra soffrire una situazione di disagio col padre. A casa, li ascoltiamo effettivamente avere difficoltà a rapportarsi: il ragazzo evidentemente non tollera la situazione con il padre, che vede solo una volta al mese.
La madre di Jack chiama ancora, e così Jack se ne va. A casa della madre, mentre cercano il testamento tra i documenti di Christian, il discorso scivola sul rapporto genitoriale di Jack, al quale la donna suggerisce di cercare un dialogo col figlio, rammentandogli il difficile rapporto che Jack stesso aveva col padre.
Il testamento salta fuori e la madre di Jack, leggendolo, chiede al figlio se ha mai sentito parlare di Claire Littleton.

Jack rincasa con una pizza per cena, ma David non c’è. Lo chiama al telefono ma il ragazzo non risponde, così decide di andarlo a cercare a casa della madre. Siccome nessuno risponde alla porta, apre con una chiave nascosta sotto ad un coniglio di ceramica ed entra. In camera di David Jack indugia sugli spartiti musicali del figlio, su delle foto che avevano fatto insieme, poi ascolta i messaggi in segreteria e risente la sua telefonata, da Sidney, quando aveva chiamato perché aveva bisogno di sentire la voce del figlio, dopo che aveva scoperto a morte di Christian. L’altro messaggio riferisce di un’audizione che si tiene al conservatorio quella stessa sera.
Jack si precipita al conservatorio, David sta suonando al pianoforte. Si ferma in fondo alla sala, dove incontra il padre di un altro ragazzo. Quest’uomo è Dogen, il quale esprime il suo rammarico per le difficili responsabilità che loro, come padri, hanno nei confronti dei propri figli. Aggiunge che David ha un dono.

Fuori dal conservatorio, Jack aspetta David e quando il figlio arriva gli dice che non sapeva che avesse ripreso a suonare. Il ragazzo ha anche fatto promettere alla madre di non dire nulla a Jack, perché aveva paura di fallire, davanti ai suoi occhi.
Jack conosce quel sentimento di paura del fallimento, perché Christian per tutta la sua infanzia gli ripeteva che lui non era in grado di fare nulla, che “non aveva la stoffa”. Quindi non vuole che il figlio subisca la stessa pressione, lo rassicura e gli dice che gli vuole bene.


Isola, 2008

Un incontro inaspettato, al Tempio e nella giungla

Hurley sta cercando da mangiare, entra nella stanza della sorgente e chiede ad un uomo, chino sui gradini, se c’è una cucina, in quel posto. L’uomo senza voltarsi gli risponde chiamandolo per nome, così Hurley si rende conto che quell’uomo è Jacob. E’ lì perché ha bisogno dell’aiuto di Hurley per una certa cosa, perché “qualcuno” sta arrivando sull’isola e ha bisogno del suo aiuto per trovarla.

Intanto, Sayid si sente osservato, scrutato, e chiede a Jack se ne conosce il motivo. Jack gli dice che gli altri temono che a Sayid succeda qualcosa di brutto, come già è accaduto ad un’altra persona.

Hugo circola nei corridoi del Tempio, seguendo alla lettera le istruzioni di Jacob, che si è scritto su un braccio. Osserva i geroglifici sulle pareti, ma quando forse ha trovato quello che cercava viene “scoperto“ da Dogen, al quale riesce a tener testa grazie ai suggerimenti di Jacob, che gli appare nuovamente. Quando Dogen va via (1), Jacob rammenta a Hugo che il passaggio segreto che gli ha indicato deve usarlo insieme a Jack. Hugo, per convincere Jack a seguirlo, gli dice da parte di Jacob che “ha la stoffa”. Sono queste parole che convincono Jack a seguire Hurley, che gli promette che gli farà incontrare Jacob.

(1) Andandosene, Dogen borbotta qualcosa in giapponese e Jacob si rifiuta di tradurlo a Hurley. Più o meno dice qualcosa che suona così: “Se non dovessi proteggerti, ti avrei già tagliato la testa”

Jack e Hurley camminano lungo un torrente e si imbattono in Kate, che dice agli amici che Jin è tornato al Tempio e lei è alla ricerca di Claire, ma Jack cerca di metterla in guardia perché quelli del Tempio hanno detto che a Claire è capitato qualcosa di strano. Cerca di convincere Kate a seguirli, ma le loro strade si dividono nuovamente.

Continuando nel loro tragitto, Hurley e Jack si ritrovano alle grotte, al cospetto degli scheletri di Adamo ed Eva, sull’origine dei quali Hurley si interroga ipotizzando salti temporali e viaggi nel tempo. Jack invece si ferma a guardare la bara del padre, e rivela ad Hurley che fu seguendo il suo fantasma che si scoprì le grotte e la sorgente.
Continuando a camminare, Hurley –sempre loquace- dice che lui è tornato indietro perché Jacob glielo ha chiesto. Ma Jack? Qual è il motivo per cui lui ha deciso di ritornare sull’isola? Il Dottore ammette di essere ritornato perché la sua vita era a pezzi, e sperava di rimettere le cose a posto grazie all’isola.
Finalmente i due arrivano ai piedi di un faro, che secondo le istruzioni ricevute da Hurley, devono accendere. Saliti in cima, azionano uno strano meccanismo che devono portare sul numero 108. All’ingranaggio sono collegati degli specchi che ruotano con esso; Jack vi intravede delle immagini riflesse e, in corrispondenza di quelli che dovrebbero essere i gradi di latitudine, dei nomi, i loro nomi. Intuisce un meccanismo ancora più complesso e, facendo ruotare il congegno fino al suo nome, negli specchi vede riflessa l’immagine della casa della sua infanzia. Capisce di essere stato “osservato”, forse dal fantomatico Jacob e, irato perché non può vederlo, distrugge gli specchi rendendo il faro inutilizzabile.
Mentre Jack medita contemplando l’oceano, Jacob si rivela a Hurley e dal discorso che gli fa, questi intuisce che lo scopo di Jacob era esattamente quello di spingere Jack verso la verità, una parte della verità, perché tutto ciò può spingerlo a comprendere qual è il suo ruolo sull’isola.
Aggiunge che parte del suo gioco era allontanare dal Tempio i due amici, per salvarli dalle cose atroci che stanno per succedere.

Nella giungla, una inquietante Claire più vicina a Rambo che alla fragile biondina che avevamo lasciato, aiuta Jin a liberarsi dalla trappola e lo porta nella sua “capanna”. Durante la sua assenza, Jin ha modo di notare che la ragazza è veramente disturbata, dal momento che ha costruito un terrificante pupazzo di neonato con carcasse e teschi di animali, che tiene gelosamente in una culla improvvisata.
Claire ritorna con un prigioniero, Justin, convinta di doverlo torturare per scoprire dove sia Aaron.

Claire si prende cura della ferita di Jin, al quale dice che non è sempre stata sola, sull’isola, ma con suo padre e con un suo “amico”, e che sono stati loro a dirle che gli altri hanno preso Aaron. Jin si rende conto che la donna ucciderà Justin se non avrà le risposte che cerca, quindi pensa di tranquillizzarla dicendole che in quei tre anni Aaron è stato al sicuro, con Kate.
Questo, tuttavia, invece di calmarla, la rende furente al punto che la donna uccide brutalmente Justin. Jin intuisce la follia di Claire, e cerca di raggirarla dicendo che ha mentito quando diceva che Kate aveva cresciuto Aaron e che il bambino si trova al Tempio ed è lì che devono andare. “Meno male che mentivi”, dice Claire, “altrimenti avrei dovuto uccidere Kate”.
Nella tenda entra Locke e Jin stupito lo saluta chiamandolo “John”, ma Claire prontamente ribatte che non si tratta di John, ma del suo “amico”.

Autrice: loislane

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