Man in an orange shirt

L’essere gay, dopo la seconda guerra mondiale e ai giorni nostri, il nonno, il nipote e Flora, il trait-d’union generazionale che sposò inconsapevole un uomo gay, che la sposò per apparire come gli altri; quando i gay se scoperti in atti osceni (cercare sesso nei bagni pubblici) finivano in prigione per un anno.
Ma Michael era comunque innamorato di Thomas, è il primo che cercò dopo la guerra, è il primo che portò nel suo cottage di campagna, dove per un week-end vissero il loro sentimento, ma la realtà per Michael era che doveva sposare Flora per mantener le apparenze.
Flora, incinta, scoperte le lettere d’amore di Michael a Thomas, le brucia e butta fuori di casa il dipinto del cottage che Thomas aveva regalato loro il giorno delle nozze. Ma accetta Michael, basta che non si faccia scoprire; lui invece non fu abbastanza coraggioso per accettare se stesso e andare a vivere in Francia con Thomas.

Suo nipote, Adam, vive in una stanza al di sotto della casa di Flora, fa il veterinario e si dedica solo ad incontri sessuali occasionali procurati grazie ad un app, dopo di questi si lava e si strofina quasi a sangue la pelle. Ma un giorno incontra Steve, architetto gay dichiarato che vive con un gallerista più anziano di lui che lo tradisce occasionalmente.
Flora regala ad Adam l’odiato cottage di campagna, lui ci porta Steve per un sopralluogo ma le sue resistenze gli dicono di venderlo. Steve invece di quella casa vede subito tutto il potenziale.
Ma Adam non ha mai fatto coming out ed è sconvolto dall’intimità, non ha mai avuto il coraggio di parlarne con Flora, ma quando ci riesce esce fuori tutto il di lei disprezzo per l’omosessualità.

Mi ha fatto pensare un pò al film Casa Howard di Ivory.

Miniserie della BBC in due episodi da 60 minuti ognuno.

Coinvolgente, trascinante, toccante.

Rating: ★★★★★★★☆☆☆ 

Cast

Vanessa Redgrave
Oliver Jackson-Cohen
James McArdle
Joanna Vanderham
Laura Carmichael
Julian Morris
Julian Sands
David Gyasi
Anno: 2017

Rispondi