Rocco Schiavone

Era da un bel pò che non vedevo qualcosa d’Italiano e, venendo dalle serie e interpretazioni attoriali internazionali, è stato un trauma e uno shock non da poco; così questa recensione diverrà una filippica su cosa propinano in tv ai comuni mortali che non sanno l’inglese.

Noi italiani, che veniamo da una scuola attoriale, d’idee, arte & co che ha fatto la storia del cinema mondiale, ora accendiamo la tv e ci ritroviamo davanti a qualcosa d’immondo, in cui non si riesce a seguir la trama, talmente che si è basiti da quanto sia penosa la recitazione di tutti gli attori coinvolti (forse un pò esclusa Isabella Ragonese che interpreta la moglie di Schiavone divenendo così l’unico personaggio un pò più interessante) tutti dico tutti gli altri fanno piangere, incluso Marco Giallini, che almeno al cinema ho sempre trovato convincente, di certo nella media.

Il suo personaggio poi risulta di una volgarità inaudita, tutti i romani sono così? Solo i borgatari?

Dubbi e perplessità.

Eccone un’altra, ma non ci sono più attori bravi italiani? O nelle serie si fa solo un casting di raccomandati?
Rabbrividiamo.

Ma visto che probabilmente tutto ciò è nella media tricolore vi posso raccontare che il vicequestore della polizia Rocco Schiavone viene trasferito da Roma ad Aosta per motivi disciplinari, avendo picchiato malamente un sospettato, ritrovandosi a indagare sui vari casi avvenuti nel capoluogo valdostano.

Tra tanta neve si fa anche una sciampista che sa di baldracchina proprietaria di un negozio di vestiti da sposa.

Innanzi a tutto ciò poi dite che uno si fa le canne anche in commissariato.

La serie è tratta da due racconti brevi e quattro romanzi di Antonio Manzini, incentrati sul personaggio immaginario letterario di Rocco Schiavone.

La prima stagione è di 6 puntate da 100 minuti ciascuna.

Io resto con Montalbano e Coliandro, imuo.

Rating: ★★★★★½☆☆☆☆ 

Regista: Michele Soavi
Soggetto: Antonio Manzini
Sceneggiatore: Antonio Manzini, Maurizio Careddu

Cast

Marco Giallini: Rocco Schiavone
Ernesto D’Argenio: Italo Pierron
Claudia Vismara: Caterina Rispoli
Isabella Ragonese: Marina
Francesca Cavallin: Nora
Marina Cappellini: Anna
Massimiliano Caprara: Deruta
Christian Ginepro: D’Intino
Fabio La Fata: Antonio Scipioni
Gino Nardella: Casella
Massimo Olcese: questore Costa
Filippo Dini: procuratore Baldi
Massimo Reale: dott. Alberto Fumagalli
Francesco Acquaroli: Sebastiano
Anna Ferzetti: Adele
Tullio Sorrentino: Brizio
Mirko Frezza: Furio
Roberto Accornero: architetto Buccirivolta
Roberto Zibetti: dott. Farinelli
Paolo Buglioni: Alfredo De Silvestri
Giorgia Würth: Luisa Pec
Gianni Bissaca: Don Giorgio
Simone Gandolfo: Patrizio Baudo
Giselda Volodi: Adalgisa
Giulio Pampiglione: Giorgio Borghetti Ansaldo
Claudio Botosso: Pietro Berguet
Stefania Orsola Garello: Giuliana Berguet
Francesca Piroi: Chiara Berguet
Roberto D’Alessandro: Domenico Cuntrera
Simonetta Solder: Laura Turrini
Alberto Caneva: direttore del carcere
Corrado Solari: agente penitenziario Marini
Fabio Farronato: Gherardo Turrini
Jane Alexander: Amelia Abela
Giampiero Mancini: Walter Cremonesi
Adamo Dionisi: Enzo Baiocchi
Massimo De Santis: Corrado Pizzuti
Lorenzo Renzi: Flavio
Anno: 2017

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